Categorie

Andrea Vitali

Editore: Mondadori Electa
Collana: Madeleines
Anno edizione: 2013
Pagine: 180 p. , ill. , Rilegato

39 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Casa e cucina - Opere e ricette generali

  • EAN: 9788837093761

“La minestra è la biada dell’uomo”. Come un’eterna e infallibile massima le tre zie di campagna erano solite pronunciare questa frase ogni qual volta Andrea bambino provava a rifiutare quel piatto poco succulento. Ingurgitare il brodo però era assolutamente necessario per crescere con un corpo di sana e robusta costituzione e avere una mente solida: le proprietà benefiche e ristoratrici delle ministre, sciorinate fino allo sfinimento, non lasciavano scampo al bambino. D’altra parte le tre zie Cristina, Paola e Colomba amministravano l’infantile albergo con una precisione e una diligenza tali che conferivano loro un’autorità indiscutibile e le rendeva del tutto simili a dei ministri. A Cristina era stato affidato il Ministero degli Interni, con il compito di provvedere al governo della casa e all’acquisto delle derrate alimentari; a Colomba, ministra dell’Agricoltura, spettava invece la cura dell’orto; mentre Paola, che si occupava delle pubbliche relazioni presso un opificio locale ed era direttore artistico della piccola compagnia teatrale del paese, era ministra degli Esteri. Sebbene preposte ciascuna a un’attività diversa e indipendente, le zie avevano però sempre espresso -unanimi - il loro inappellabile giudizio sulla minestra, al punto che, nella mente di Andrea, i due termini avevano finito per identificarsi e le tre ministre erano diventate presto le tre minestre.
Ecco svelato il calembour contenuto nel titolo del nuovo libro di Andrea Vitali, un racconto scritto a mo’ di romanzo in cui, a partire da questo simpatico episodio, l’autore ripercorre le tappe della sua infanzia.
Che la vita adulta porti con sé i segni indelebili della fanciullezza è innegabile, ciascuno di noi custodisce dei ricordi, delle immagini che si scolpiscono nella memoria e vi restano ad aeternum. Se poi - come spesso accade nei bambini - si è dotati di una spiccata fantasia è facile che certe raffigurazioni finiscano per imporsi fino a trovare spazio - magari complice il mestiere di scrittore - fra le pagine di un libro. Nel caso di Andrea Vitali è stato così: la ministra, le tre zie zitelle e la campagna comasca si sono sedimentate e hanno dato vita a un romanzo.
Nelle pagine di questo libro scorrono veloci le immagini della periferia adiacente alle sponde del lago di Como, di quell’Italia degli anni Sessanta popolata da uomini e donne che, memori delle ristrettezze della Guerra, lottavano ancora per uscire dalla crisi. Un racconto intenso e delicato dove l’affetto e la nostalgia per gli anni sereni dell’infanzia passano attraverso la descrizione delle tradizioni familiari o l’uso del dialetto, le ricette delle zie e i rimedi naturali, a dire l’intimità e la semplicità di un’esistenza fatta di sacrifici e di fatiche e tuttavia dignitosa e autentica. È la letteratura dei luoghi vissuti quella di Vitali, la storia di un passato che non esiste più ma che resta vivo nel ricordo e fa da motore per la scrittura, innescando implacabile il confronto con un presente che per certi versi (vedi la povertà di ritorno) lo ricorda identico, ma i cui valori si sono irrimediabilmente persi.
Le tre minestre è un atto d’amore, un tributo affettivo che l’autore ha voluto rendere alla propria terra e alla propria famiglia, un’autobiografia romanzata costruita per immagini da cui trapela il desiderio, o meglio la speranza, che quelle istantanee possano almeno rivivere nella memoria. Qualora poi il lettore fosse curioso e volesse far riaffiorare i sapori della tradizione locale potrà attingere al dettagliato ricettario riportato in fondo al libro che spiega per filo e per segno come realizzare i piatti tipici - dai primi ai secondi fino ai dolci - della cucina delle “Tre Minestre”.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    tiziana

    24/11/2015 17.19.55

    sono un'affezionata di Andrea Vitali e trovo questo libro molto dolce e tenero, forse mi ricorda la mia infanzia . Certo non ha nulla di simile agli altri, ma credo che l'autore abbia voluto renderci partecipi attraverso i suoi ricordi di una vita contadina ricca d'insegnamenti.

  • User Icon

    alessandra

    30/09/2013 17.48.14

    Ho preso a noleggio in biblioteca questo racconto breve ( perchè non si può chiamarlo romanzo) dopo aver preso, sempre in prestito, "Regalo di Nozze". Entrambi potevano esser accorpati in un solo libro, al prezzo di uno dei due, mentre le avide logiche editoriali han pensato altro. Che poi non ci si lamenti se non si comprano libri ma a prezzi cosi alti ci senti presi in giro. concludo: banale ricettacolo allunga... minestra

  • User Icon

    Anna Lucia

    20/09/2013 18.44.34

    Non capisco i voti bassi che ci sono nelle precedenti recensioni. C'è chi si stupisce pure che ci siano (sommo orrore !?)delle ricette ! Ma non è ormai da tempo una cosa di grande moda o nessuno se ne è accorto ? Comunque questo è il primo libro di Vitali che ho letto e mi è piaciuto molto. E, sempre contrariamente a chi ha scritto prima, dei precedenti libri di Vitali non mi è mai importato un bel niente di niente perchè non hanno saputo minimamente attirare la mia curiosità (come invece ha saputo fare questo) e quindi insisterò comunque a non volerli leggere con buona pace mia e del resto del mondo.

  • User Icon

    Fiabesca

    19/07/2013 09.47.32

    Già dallo sguardo furbetto e dal sorriso (finto) timido del monello che c'è in copertina, LE TRE MINESTRE di Vitali ispira una grande simpatia. Simpatia che si riconferma nei personaggi e nei comportamenti delle zie Colomba, Paol(in)a e l'altra non me la ricordo, ministre del magico Regno delle Tre Minestre, dove non sono mai mancati ascolto, aiuti e consigli - anche geniali - all'allora giovane autore. Ma neanche oggi che, immaginando quel regno sopra i ciottoli del lago a lui tanto caro, sostiene di credere ancora nella favole. E fa bene, perché è una bella fiaba - la realistica fiaba della vita - quella che regala a noi lettori con questo libro intimistico, memorialistico, diaristico? chiamatelo come volete. Sicuramente gustosissimo: riso e prezzemolo incluso, checché Vitali ne dica, e - qui concordo - casseoula esclusa (non mi lapidino i milanesi: sono referenziata, mio marito è milanese).

  • User Icon

    Tiziana

    14/07/2013 09.54.06

    Meno coinvolgente ed esilarante del solito, questo romanzo su base autobiografica risulta un po' formale e insipido. Si salva l'epopea del "panino bianco" che è davvero spassosa e pittoresca. Comunque le tre ministre sono personaggi deliziosi e disarmanti, tanto popolane, quanto austere; tanto sagge quanto sprovvedute.

  • User Icon

    Gianni F.

    02/07/2013 18.04.59

    Noioso, lento e ripetitivo nonostanre la cronica brevità dei (racconti) "romanzi"di Vitali. Stucchevole sino alla nausea l'ossessivo riferimento ai "ministri". Il Vitali de "Una finestra vista lago", "Olive comprese", "La modista" ecc., è lontano anni-luce, addirittura estinto, della serie: "quando la quantità uccide la qualità". Auguri......

  • User Icon

    marco errico

    13/05/2013 09.37.23

    Cosa si fa per campare!!!Un autore brillante coma Andrea Vitali cade nella più insulsa dell sue opere (le ho lette anzi divorate tutte), aggravata dalla massiccia presenza finale del ricettario che occupa quasi il 50% del racconto di per se stesso breve. Un'annotazione tecnica, ritengo che il linguaggio estremamente piacevole da leggere, ma eccessivamente forbito, cozzi con la genuinità e semplicità dei personaggi! Un umile consiglio: non è indispensabile scrivere tanti libri, che il "nostro" ne scriva qualcuno in meno, ma torni allo splendore di " Una finestra vista lago" o "la figlia del podestà" o "Il meccanico Landru"!!!!...

  • User Icon

    Moreno C.

    15/04/2013 17.28.58

    Suscita simpatia e scalda il cuore, nonostante una scrittura che m'è parsa poco fluida e a tratti pretenziosa. I giovani che sono stati avidi dei racconti dei nonni, o le persone più in avanti con l'età che hanno potuto vivere in prima persona "i tempi di una volta", non potranno che amarlo.

  • User Icon

    Letizia

    06/04/2013 18.21.12

    Che delusione!!!! Il primo libro letto di Vitali è stato "Regalo di nozze" e mi aveva incuriosito....con questo romanzo non so se leggerò altro di lui. E' un libro noioso nel modo di scrivere e raccontare, molto confusionario, a tratti ci si perde, incentrato su una cosa veramente inutile, "il panino bianco". Personalmente non lascio mai i libri a metà e questo ha veramente poche pagine da leggere, ma non vedevo comunque l'ora che finisse questa tortura. I piccoli aneddoti raccontati nemmeno mi hanno fatto sorridere.

  • User Icon

    torreprima

    06/04/2013 10.20.31

    ho letto tutti i libri di Vitali, ma questo è proprio indisponente e concordo con chi scrive delle ricette finali: come per allungare il brodo!!!!! riflessione: non sarà che certe case editrici prendono tutto pur di pubblicare? meditate gente

  • User Icon

    Monica

    05/04/2013 09.54.32

    Sono una fan di Vitali, ho letto tutti i suoi libri apprezzandoli molto! Questo...beh, mi ha un pò delusa, mi aspettavo una storia...più frizzante!! Non lo boccio totalmente, ma non lo consiglio caldamente...

  • User Icon

    rupert

    04/04/2013 17.47.51

    Non mi sono perso un libro di Vitali, li ho divorati tutti con passione anche se già "il regalo di nozze" mi ha lasciato abbastanza deluso. Concordo a pieno con i giudizi NEGATIVI sin qui espressi, sto facendo molta fatica a finire questo libro e credo che non lo finirò, è una sofferenza! Unico mio rammarico non aver letto i commenti degli altri lettori prima dell'acquisto avrei evitato una spesa inutile.

  • User Icon

    Maurizio Ciarlatani

    23/03/2013 09.40.18

    Per un fan di Vitali come me è una pena dovergli dare il voto minimo, ma ho trovato il libro scritto in modo caotico e profondamente noioso. Manca la brillantezza dei suoi personaggi che già avevano incominciato a scolorirsi in "Regalo di nozze". Avrei salvato il ricettario se non ci avessi trovato qualche inesattezza, come il dimenticare l'inserimento di uvetta e frutta secca nella "meascia" o il trasformare la "pulenta uncia" in una modesta "pulenta cunscia" o chiamare semplicemente "turtei de pan" i mitici "paradell". Ma queste sono sciocchezze legate anche alla diversa tradizione di paesi anche molto vicini. Piuttosto, Vitali, maestro, non dia retta all'editore e rallenti il passo: ha scritto capolavori, continui a farlo. Grazie.

  • User Icon

    vitt12

    17/03/2013 13.48.10

    Aver voluto trasformare l'episodio del panino bianco, già pubblicato tempo fa e molto ben scritto, nell'ossatura del libro ha creato una cosa che definire libro è troppo. Scritto male, contorto, difficile da leggere. Niente a che vedere con la leggerezza e l'arguzia dei primi libri. Un consiglio all'autore: non è obbligatorio pubblicare 2 libri all'anno

  • User Icon

    alinghi

    12/03/2013 19.07.10

    Il mio voto deriva da unamedia: 2 al racconto breve e 0 alla casa edirrice. Vitali può e deve fare di più, mi sembrano lontani i tempi di Finestra vista lago, la signorina Tecla Manzi. Questo ultimo, che accosterei a La morte dell impiegato, non mi ha trasmesso quel senso di pace e rilassatezza che accompagna la lettura di Vitali. Quanto alla casa editrice zero pieno, per il prezzo di copertina, per lo spacciare per romanzo un racconto, per proporre ricette in un periodo in cui già in tv non si vede altro; di altri cotto e mangiato possiamo farne a meno.

  • User Icon

    bruna gelosa

    09/03/2013 15.31.22

    Io sono una fan di Vitali, e non me ne perdo uno, questo però mi ha lasciata un pò cosi, sono partita spedita per le prime 50 pagine circa ,poi mi ha lasciato un pò delusa, va bene il racconto autobiografico, ma è un pò lento tutto il libro,nonostante devo direle ricette che sono in fondo al libron sono carine ,certo per chi non ha problemi di colesterolo e trigliceridi.Tutto sommato una lettura piacevole ,bravo Vitali.

  • User Icon

    Andrea

    07/03/2013 16.17.22

    Questo romanzo di Vitali si discosta dai precedenti lavori. E un romanzo autobiografico dell'autore. Per questo motivo la scrittura risulta diversa, più intima, senza pero perdere quella leggerezza e umorismo che contraddistingue vitali. Per chi si e' appassionato dei romanzi di questo autore puo' trovarsi spiazzato. Per chi vive o ha vissuto in quel zona di mondo che è l' alta Lombardia, questo libro custodisce uno scrigno di aneddoti che potrebbero comparire nella vita di ogni Lombardo. Leggendo queste pagine mi sembra di rivivere anche io la mia infanzia tra nonne e zie..decane di un piccolo mondo agricolo che con le sue tradizioni e' resistito fino ai primi anni 60 e che oggi rivive solo nelle memorie di quegli che hanno vissuto anni duri ma bellissimi del dopoguerra.

  • User Icon

    pamela

    01/03/2013 12.16.35

    anche stavolta il dottore mi ha deluso, cosa successa da poco con "Regalo di nozze". Come detto in altre recensioni, sembra proprio che ci sia la volontà di spremere fino all'osso uno scrittore che fa cassa alla grande. Sono rimasta molto male alla fine nel vedere quante pagine sono dedicate a ricette delle tre zie, visto anche il costo del libro.Concludo dicendo che rispetto ai tanti romanzi letti con divertimento, ho anche io trovato pesante nella scrittura quest'ultimo. Saluti

  • User Icon

    guidogab

    26/02/2013 20.02.28

    Tre minestre ...riscaldate ! Corpo tipografico enorme su pagine piccoline per trasformare un ..racconto in un libro ! E poi le ricette finali ...per allungare un brodino insapore

  • User Icon

    Federica

    25/02/2013 12.57.53

    Molto, ma molto lontano dalla scrittura esilerante e allegra del Vitali di "Una finestra vista lago, La figlia del podestà e Olive comprese". Anche di difficle lettura. Lo sconsiglio vivamente, con mio grande rammarico perchè è comunque uno dei miei scrittori italiani preferiti.

Vedi tutte le 23 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione