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Pascal Mercier

Traduttore: E. Broseghini
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 431 p. , Brossura

99 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788804574392

Recensioni dei clienti

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    Tina

    20/09/2016 20.55.52

    Ho adorato ogni singola parola...il mondo la vita la quotidianità è fatta di verbo. Questo libro andrebbe premiato

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    stefania

    04/09/2016 16.53.23

    ...finito di leggere, mi è piaciuto moltissimo, lo consiglio a Chi ama una lettura non scontata, non facile ma profonda. Libro da gustare...l e n t a m e n t e, un racconto nel racconto. <3

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    annapaoladiloreto

    04/06/2016 11.28.13

    Consiglio la lettura di questo libro a chi ama riflettere sulla vita reale e sulle vite possibili .Mi sono ritrovata in molte riflessioni filosofiche anticonformiste alla soglia dell'impossibile e mi chiedo cosa ne sarebbe della vita di ognuno se riuscissimo a sgravarci di tutti i fardelli che configurano la vita in una sola.Per fardelli intendo le regole,i costumi, i valori, le ideologie e tutte le altre catene sradicabili.

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    misselisabethbennet

    07/03/2016 18.23.22

    Libro molto bello, forse tirato troppo per le lunghe ma alla fine si apprezza proprio per quello.. un libro che va letto con calma per mettere insieme le singolarità dei personaggi! Consigliato

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    Carneade

    05/03/2016 17.02.50

    Guardato recentemente il film, molto bello e così ho deciso di acquistare il libro.....una vera delusione, letto una cinquantina di pagine ma poi mi sono arreso. Libro pesante, noioso comunque complimenti a quelli che lo hanno apprezzato attribuendogli cinque stelle e sono riusciti a terminarlo gustandoselo. Sconsigliato a chi cerca una lettura rilassante e scacciapensieri.

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    Claudio

    14/02/2016 20.21.17

    Personalmente ho trovato il libro molto profondo. Gregorius il protagonista cerca di scavare a fondo dentro sè stesso, ciò lo spinge a partire per Lisbona alla ricerca della sua identità capendo quanto possa essere piccola la sua vita rispetto a quella di Amadeu de Prado l'"orafo delle parole"' che all'interno dei suoi scritti è cosi' sublime, analizzando nel dettaglio e cercando di capire il proprio io interiore. Un'unica nota in un certo qual modo negativa e' la conclusione , mi sarei aspettato qualcosa di diverso , sta di fatto che rimane un bellissimo libro da leggere.

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    Paolo

    13/10/2015 10.04.43

    Il libro è bello, la scrittura fluente, i temi intriganti. Per avvincere il lettore l'autore usa l'espediente romanzesco della ricerca, così caro e proprio alla letteratura giallistica e d'avventura; in tal modo le tematiche esistenziali e filosofiche, vero cuore del romanzo, che esposte in un saggio correrebbero il rischio di venire a noia, intrecciate nel racconto trovano una loro giustificazione e freschezza (anche se con qualche ripetizione?). Bravo, e furbo, quindi l'autore. Ciò che a mio parere però mancano nel libro, trattandosi comunque di un romanzo, sono l'inizio e la fine. Mica poco? Innanzitutto il presupposto: quali sono le profonde ragioni per cui uno stimato insegnante lascia su due piedi lavoro, paese, casa per partire per una nazione del tutto sconosciuta e immergersi in una ricerca, i cui ambiti sono molto labili e indefiniti anche per lui? Ce ne vengono svelati solo alcuni rapidi accenni che a mio parere non giustificano una tale e improvvisa "fuga". E quale esito ha alla fine questa ricerca? Avere scavato a fondo nella vita di un altro uomo, nelle sue contraddizioni, nelle sue altezze e nelle sue cadute, ha avuto effetti sulla sua vita? Alla fine del viaggio, al ritorno a casa, è poi cambiato qualcosa in lui? E il numero di telefono che la misteriosa donna del ponte gli scrive sulla fronte a chi appartiene? E quella donna che fine fa? E' usata solo come espediente per dare il via al romanzo? Molte cose alla fine rimangono nel vago e questo, almeno a me, ha un po' deluso le aspettative che mi ero fatto nel corso della lettura. Ma forse lasciare il finale aperto era negli intendimenti dell'autore. Per quel che mi riguarda gli vale un voto in meno. Comunque è stata una piacevole lettura.

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    angelo

    24/03/2015 10.15.25

    Ingredienti: un incontro che cambia una vita, un viaggio che porta alla consapevolezza, una città (Lisbona) che contiene tracce di un uomo straordinario, un libro scoperto per caso che porta ad altri incontri, viaggi, città. Consigliato: a chi coltiva nella propria memoria semi di letteratura, filosofia e storia, a chi innaffia la propria vita con riflessioni e pensieri.

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    Gianni F.

    10/03/2015 07.48.47

    Un romanzo volutamente lento, che contribuisce a rendere la storia ancora più' magica. Una lettura non facile, anche per le continue meditazioni ed i richiami esistenziali filosofici. Sicuramente ben scritto e, nonostante tutto, avvincente, con una Lisbona davvero suggestiva!

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    Carla

    23/02/2015 15.08.01

    Un libro meraviglioso. Uno dei più belli che abbia letto! Direi carezze per l'anima. La storia narrata è solo un pretesto per consentire all'autore di spaziare su problemtiche esistenziali. Si vola alto tra le pagine di questo libro senza quasi a prima vista rendersene conto. Esso contiene delle riflessioni che tolgono il respiro per la loro profondità. Il tutto si snoda attraverso un linguaggio semplice, lineare che arriva all'anima. Io definirei la lettura di questo libro un tuffo nell'anima... perdersi per poi forse ritrovarsi.

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    nino nucita

    18/02/2015 13.25.34

    ...non sono riuscito a comprendere a fondo il significato, il messaggio ultimo che l'autore vuole veicolare con quest'opera. La scrittura è scostante, a molte parti di godibilissima scorrevolezza se ne alternano altre di una pesantezza elefantiaca. Probabilmente il mio giudizio negativo è influenzato dalla mia personale avversione verso la filosofia e le astrazioni esistenziali, ma tant'è...confesso di avere avuto grossissime difficoltà a portare a termine la lettura.

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    Tommaso

    27/01/2015 16.37.25

    Per me un capolavoro assoluto, sicuramente uno dei libri più belli che abbia mai letto. Scorro tra i commenti e mi dispiaccio del fatto che non pochi lo abbiano trovato "monotono" o di difficile lettura, ed il punto per me è proprio questo: non tutti i libri sono per tutti, e non tutti i libri debbono pertanto essere semplici o eccessivamente scorrevoli. Anzi, sono convinto che sia proprio una scelta dell'autore (per me perfettamente azzeccata) di far scorrere lentamente il tutto per potersi concentrare maggiormente sui concetti e sulle profondità del pensiero che ne deriva. Non riesco personalmente a trovare un difetto a questo libro: l'ho letto tre volte e ogni volta spero che non finisca e che per qualche magia appiano delle pagine nuove. Il fatto che da molti non venga apprezzato a mio parere riflette semplicemente il periodo storico culturale che viviamo...un po' come se facessimo ascoltare a Beethoven musica hip-hop.

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    Donata

    24/10/2014 23.49.55

    Ho appena finito il libro... non è di agevole lettura, ci sono pagine molto dense, forse troppo. In realtà il testo sembra non decollare mai. Pur apprezzando la profondità e la grande umanità di alcune riflessioni ho trovato il racconto piuttosto frammentato. In più la storia che non ha un vero finale e l'espediente dell'incontro iniziale viene fatto cadere nel nulla. Libro ideale per un inverno in cui nevica e non puoi uscire di casa.

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    Gaia

    24/09/2014 23.05.15

    E' un libro sicuramente interessante, profondo e si sente molto il background filosofico dell'autore che a tratti lo appesantisce un pò rendendolo poco scorrevole, di non semplice lettura. Comunque c'è una certa suspense che spinge ad andare avanti, anche se il finale è un pò deludente.

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    Roberto

    03/08/2014 13.28.33

    Valutare questo romanzo paragonandolo ad un testo di Zafron non ha alcun senso. Per spessore, profondità, ricchezza di stimoli questo libro è anni luce più avanti..l'intreccio di storie, la descrizione dell'incredibile, fredda crudeltà della dittatura, la poesia del dolore e della continua ricerca da parte dei due protagonisti, tutto concorre a rendere affascinante la lettura.Non è romanzo da leggere al volo, per gustarlo bisogna avere la pazienza di tornare su qualche brano per riassaporarlo, con la certezza di trovare stimoli interessanti.Felice di averlo scoperto quasi per caso, dopo una visione notturna del film. Mi farà compagnia insieme a pochi altri libri.

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    Giorgia

    03/04/2014 21.29.06

    Molto bello, non c'è che dire! Amadeu Prado è un uomo tormentato che con le sue riflessioni affascina irrimediabilmente il lettore. Il mio voto però non è proprio il più alto perché a volte le parti filosofiche sono un po' complesse ed è capitato le dovessi rileggere per comprenderle fino in fondo. Comunque non bisogna farsi intimorire, vale la pena! Finisco il commento con una citazione di Prado che mi ha colpito: "Se è così, se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, che ne è del resto?"

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    Otis88

    04/01/2014 16.15.35

    La vita del dr Prado vista da diversi personaggi e in epoche diverse Affascinante la descrizione della città' di Lisbona. Voto decisamente positivo anche se libro non di facile lettura ma che fa riflettere.

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    Adriana

    21/10/2013 09.09.21

    Non so dire esattamente perché questo libro mi sia piaciuto. Crogiolarmi fra ossessioni, pesanti elucubrazioni filosofico-esistenziali (già dato, grazie!), rapporti patologici e malattie inguaribili, non è proprio quello che cerco in un libro in questo periodo della vita. Inoltre, all'inizio, subodoravo tracce di Zafòn, eppure...

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    Madeleine

    23/07/2013 16.37.05

    Un capolavoro della letteratura, da premio Nobel!

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    Antonia

    11/05/2013 21.02.59

    Beh, mi è piaciuto tanto. A mettersi nelle vite degli altri (Gregorius in quella di Amadeus) si va dentro se stessi, si afferra qualcosa della sostanza di cui siamo fatti. Scavo dopo scavo ciò che resta dopo gli infingimenti e le disillusioni, dopo il deragliamento del treno della nostra esistenza, è una diversa lealtà verso se stessi rinunciando all'immagine che avevamo di noi e che avevamo permesso che gli altri avessero su di noi. È una ripartenza ma neanche troppo consolatoria. È una storia sulle parole e su come le parole possano gettare luce sull'esistenza e sulle relazioni, ma non redimere dal dolore.

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