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Il treno - Georges Simenon - copertina

Il treno

Georges Simenon

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Traduttore: Massimo Romano
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 23 gennaio 2008
Pagine: 146 p., Brossura
  • EAN: 9788845922435
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Il treno

Georges Simenon

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Gaia la libraia

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Maggio 1940. Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia. Dalle Ardenne sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d'assalto i pochi treni disponibili. Nel carro bestiame di un convoglio che procede lentissimo verso La Rochelle, un uomo mediocre, miope e di salute cagionevole, un uomo con una piccola vita mediocre e mediocremente serena, incontrerà una donna di cui non saprà altro, nelle poche settimane che passeranno insieme, se non che è una cèca di origine ebrea, e che è stata in prigione a Namur. Fra loro, all'inizio del viaggio che li porterà fino alla Rochelle, non ci sono che sguardi, ma un po' alla volta, senza che nulla sia stato detto, le due solitarie creature diventano inseparabili; finché, durante la prima notte che passano l'una accanto all'altro sulla paglia per terra, confusi fra altri corpi sconosciuti, accadrà qualcosa di inimmaginabile. Sarà l'inizio di una passione amorosa che li isolerà da tutto ciò che accade intorno a loro (l'occupazione tedesca, i convogli di sfollati, il tendone da circo che li ospita insieme ad altre decine di profughi), chiudendoli in un bozzolo fatto di desiderio, di gioco e di una scandalosa, disperata, effimera felicità.
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    Sandro

    30/07/2019 09:13:05

    Passione allo stato puro. Questa è grande letteratura. Bisognerebbe ringraziare Simenon per averci regalato libri come questo.

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    francesco

    10/03/2019 15:20:17

    "Il treno" è un romanzo che, trattando di guerra, è perfettamente in grado di far vivere ogni atmosfera, e spargere quell'aria di grigiume - polverosa - che la contraddistingue, anche nella stanza "serena" del lettore. La tristezza propria della tematica, però, non è così accentuata, poiché il libro ci mostra un altro punto di vista: la prospettiva di un uomo mediocre, quasi inetto, che vive la guerra come modo per sfuggire a questa mediocrità, a questa inettitudine.

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    gaia.ulmi@gmail.com

    07/03/2019 11:34:16

    Questo romanzo, breve ma intenso, ha una trama semplice e lineare, ma tutt’altro che banale. Quando nel 1940 Hitler invade il Belgio e avvicina minacciosamente le sue truppe alla frontiera francese, inizia un massiccio e caotico esodo di profughi, belgi e francesi, verso il sud della Francia. Il testo richiama i cupi e drammatici viaggi della morte degli ebrei sui carri piombati destinati ai lager nazisti, anche se il dramma che si vive qui è meno feroce e disumano. Ma quello che avviene in questo treno, nel carro bestiame carico di profughi, pur nella drammaticità dell’incertezza, nella promiscuità e nei disagi, nella lentezza sfiancante del viaggio, è qualcosa di straordinario, di così intimo e profondo che estranea i due protagonisti dalla realtà, dalle difficoltà contingenti e li trasporta in un loro mondo quasi metafisico, dove esiste solo il loro amore avvolgente, vero, pieno e totale. Un viaggio che unisce due destini trasformando e in un certo senso portando a compimento, l’esistenza di due esseri diversi, lontani, uniti solo dalla loro profonda solitudine. Secondo Marcel, il protagonista, tutto questo non avviene per caso, niente è dovuto al caso, non esistono le coincidenze, le cose succedono perché devono succedere. Bella la figura di Anna, una donna sola, provata dalla vita, ma che dalla scintilla di uno sguardo, dall’accettazione di un amore libero, senza i vincoli e i tabù delle convenzioni sociali, riesce riesce a intraprendere la strada che darà nuovo senso alla sua vita. La scrittura è essenziale, fluida, raffinata. Anche i passaggi che descrivono momenti di appassionato erotismo, sono scritti con grande, sobria, leggera eleganza. Libro bellissimo!

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    serafini lino pasqualino

    02/12/2018 18:05:10

    non ho più parole per definire questo fenomeno di scrittore, la scrittura come sempre magistrale.

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    Ilaria

    19/09/2018 14:04:15

    "Il treno" è un romanzo che, trattando di guerra, è perfettamente in grado di far vivere ogni atmosfera, e spargere quell'aria di grigiume - polverosa - che la contraddistingue, anche nella stanza "serena" del lettore. La tristezza propria della tematica, però, non è così accentuata, poiché il libro ci mostra un altro punto di vista: la prospettiva di un uomo mediocre, quasi inetto, che vive la guerra come modo per sfuggire a questa mediocrità, a questa inettitudine.

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    Renzo Montagnoli

    09/07/2016 18:32:35

    E' innegabile che fra le straordinarie qualità di narratore di Georges Simenon vi sia anche quella di portare alla ribalta personaggi di modesto spessore, degli uomini qualunque quindi, quasi sempre perfettamente anonimi. In genere sono membri della piccola borghesia, schiavi di abitudini al punto da rendere la vita un grigiore quotidiano, ed è questo anche il caso di Marcel, sposato con una donna prossima a partorire, padre di una bambina, proprietario di una villetta e artigiano che si occupa della riparazione di apparecchi radio, nonché della loro vendita. E' del resto sempre il caso che porta in luce questi mediocri protagonisti e in questa circostanza gioca un ruolo determinante l'invasione del Belgio, dove l'uomo risiede, da parte dei tedeschi agli inizi della seconda guerra mondiale. Tutti fuggono, anche lui, e come tutti senza una meta ben precisa, solo che nel treno con cui si muove avrà un incontro che potrebbe determinare una svolta nella sua vita, il risveglio da un sonno letargico che da sempre l'accompagna, la rottura definitiva con un mondo in cui si crogiola senza esserne pienamente soddisfatto. Non sarà così, nemmeno un atto d'amore con una sconosciuta profuga ebrea potrà disturbare il suo stile di vita e ognuno andrà per la sua strada, soprattutto lui che ritornerà a quel mondo asfittico, ma protettivo in cui ha sempre vissuto. E se la donna proverà dolore dalla separazione, Marcel invece finirà con il considerare quell'incontro come una parentesi, rinnegando la passione che lo aveva preso, rinunciando a un cambiamento, atteggiamento tipico di un uomo senza qualità.

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    susanna bottini

    11/01/2016 09:15:24

    Romanzo molto intenso, come al solito. Simenon qui, scrivendo in prima persona, racconta di un uomo scialbo e normalissimo, che vive un'esistenza sempre uguale e senza emozioni. Una breve esperienza da profugo, all'inizio dell'occupazione tedesca della Francia nel 1940, gli fa vivere un periodo di fugace passione, che lo cambia dentro per sempre, anche quando tornerà alla sua consueta , monotona vita. Libro da leggere.

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    luciano

    20/08/2015 22:40:50

    Come sempre Simenon fa vibrare le corde più profonde dell'anima tratteggiando, in questo romanzo, una figura di donna, Anna Kupfer, indimenticabile.

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    massimo

    25/11/2014 09:47:34

    Un scialbo commerciante di radio, sfollato durante l'invasione della Francia all'inizio della seconda guerra mondiale, si trova separato per caso dalla famiglia e vive una breve e cocente storia d'amore e di passione con una sconosciuta . E'sorprendente come Simenon riesca sempre, con una prosa semplice ed essenziale, a raccontare le pulsioni dell'animo e le sue contraddizioni, non trascurando mai anche la caratterizzazione dell'ambiente che circonda le vicende. Romanzo breve ed appassionante.

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    SaraB

    05/11/2014 11:55:54

    Estremamente profondo, passionale e struggente.

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    Sofia

    27/03/2014 10:35:07

    Simenon, con grande maestria, racconta l'impossibilità, pur rimanendo fedeli ai propri doveri, di non farsi travolgere da una passione bruciante e totalizzante, il cui ricordo è capace di infondere quel coraggio necessario per affrontare con serenità la quotidianità e monotonia dei giorni a seguire. Da leggere

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    ROBERTO

    22/01/2013 23:46:31

    sto (ri)leggendo tutti i romanzi di Simenon e questo e' molto diverso dagli altri mi e' particolarmente piaciuto l'ho divorato in una serata.

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    nadia

    16/11/2012 20:57:17

    Rispetto agli altri romanzi di Simenon che ho letto finora, questo mi è parso vacuo e inconsistente. Non c'è nulla che mi sia rimasto impresso nel cuore o nella mente.

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    Giuseppe

    30/11/2010 16:18:44

    Ancora un capolavoro firmato Simenon. Un romanzo indimenticabile. Adoro questo grande autore e questo gioiello della letteratura è uno dei miei preferiti tra i suoi. Recentemente ho letto "Il ranch della giumenta perduta" e anche quello è un capolavoro, tanto per cambiare.

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    Simone

    14/09/2010 14:10:30

    Grande Simenon, anche quando è alle prese con una storia di passione carnale nuda e cruda. L'idea alla base del libro è originale e sconvolgente nella sua semplicità: cosa accade a un uomo annoiato dal quotidiano quando la guerra lo separa dalla famiglia e lo conduce verso percorsi nuovi e intriganti? Si farà prendere dalle tentazioni o rimarrà un marito morigerato e fedele? Ovviamente la risposta è la prima, ma Simenon, con l'espediente del treno, avvolge tutto in un'atmosfera di mistero e irrealtà. Una delle migliori opere dell'autore letto fin qui.

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    franz

    20/02/2010 23:28:11

    il solito grande simenon. ma senza lode, perchè scrive un romanzo lento e appiccicoso, anche se i personaggi e la scrittura sono di un'eccellenza straordinaria. finale melenso, forse banale, tracciato in ripidi scoscesi.

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    Osky

    16/02/2010 14:36:47

    Ottimo libro, lineare e scorrevole, con una continua tensione interna che smuove la vicenda e affascina di pagina in pagina. C'è la guerra come punto di partenza e punto di svolta, c'è la guerra come sfondo di una storia di cambiamento interiore, la guerra che crea una situazione del tutto nuova, diversa, dove tutto è possibile. Per questo, per il protagonista la guerra è una gioia piuttosto che fonte di sofferenza. C'è una storia d'amore in primo piano, storia che porta conforto in un clima di paura e apre il cuore del protagonista alla speranza e alla felicità. Questo libro mi pare un inno al vivere il presente, senza farsi troppe illusioni e senza grandi progetti. La guerra è colta come necessità di vivere giorno per giorno e godere di quello che si ha, delle persone che s'incontrano, delle cose che si vedono, della libertà. D'altronde è lo stesso protagonista che a pag. 16 dice: "No! Quella guerra, scoppiata all'improvviso dopo un anno di calma apparente, era una faccenda personale tra me e il destino." By Osky

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    patricia

    27/04/2009 10:45:26

    Forse il più bello fino ad ora da me letto e sicuramente, anche il più triste. Il finale è straziante ma anche inevitabile.

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    paolo marengo

    09/04/2009 10:22:32

    Forse uno dei libri più belli di Simenon...Il finale voleva proprio scriverlo così?

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    maurizio

    01/03/2009 16:58:51

    Un bel libro, che mette in luce come qualcosa di assolutamente eccezionale può capitare a qualunque uomo normale. Il presente è l'unico tempo in cui il protagonista si trova a vivere, un presente dove opera la scissione fra passato e futuro.

Vedi tutte le 37 recensioni cliente
  • Georges Simenon Cover

    Romanziere francese di origine belga. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un posto di primo piano nella narrativa europea. Grande importanza ha poi all'interno del genere poliziesco, grazie soprattutto al celebre personaggio del commissario Maigret. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l'Index Translationum, un database curato dall'UNESCO, Georges Simenon è il quindicesimo autore più tradotto di sempre. Grande lettore fin da ragazzo in particolare di Dumas, Dickens, Balzac, Stendhal, Conrad e Stevenson, e dei classici. Nel 1919 entra come cronista alla «Gazette de Liège», dove rimane per oltre... Approfondisci
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