A Trick of the Tail

(Remastered)

Artisti: Genesis
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Virgin
Data di pubblicazione: 1 aprile 2013
  • EAN: 0094639164226
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Recensioni dei clienti

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    Cosimo Ferrareis

    12/03/2014 23:40:45

    E' il primo disco dei Genesis senza il genio ed i travestimenti di Peter Gabriel. E dopo almeno tre grandi album, era logico nutrire perplessità sulla bontà dell'opera. E invece... e invece, guidati da Phil Collins nelle vesti di nuovo leader, i Genesis realizzano uno degli album migliori della loro discografia. Un disco rinascimentale, con melodie e personaggi fiabeschi, con ritmi a volte incalzanti, altre cadenzati e altre ancora smorzati quasi a livello di nenia. E' senza dubbio un album concepito sulla visione di far musica di Gabriel, ma più solare rispetto alle ambientazioni a volte gotiche che amava l'ex leader. Il disco si snoda secondo una precisa architettura. Basti pensare a quanto siano vicini, anche per la durata, i due brani che aprono e chiudono l'opera, Dance on vulcano e Los Endos. Le ballate Entangled e Mad Man Moon, la prima più dolce, la seconda a tratti più vivace, sono inframmezzate da Squonk, di difficile collocazione stilistica per musica e testo, ma di grande ed accattivante imbatto fin dal primo ascolto. In Robbery, Assault & Battery spiccano i virtuosismi di cui il gruppo è capace. Ma è con le rimanenti due canzoni che si raggiunge l'apice del disco. La canzone che dà il titolo all'album è anch'essa dalle sonorità inusuali per l'epoca e rappresenta una chiara e definitiva svolta musicale rispetto al passato, dal quale pure, comunque, trova ispirazione. Ripples, infine, è una delle canzoni più belle di sempre dei Genesis. La voce suadente di Collins ci accompagna per la prima metà, per poi farci perdere nella parte strumentale dove piano e batteria fanno da sfondo ad una chitarra sognante. E fino alla chiusura di nuovo con Collins, che ha ora tonalità più decise ma sempre inebriate, anche se... le bluegirls sono andate via. Insomma, sembra che con questo questo album i Genesis vogliano dirci "ecco, siamo qui, senza Gabriel, ma con un nuovo grande leader, bravi come prima, forse anche di più". Chi sa di musica non può non avere questo disco.

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    onesti andrea

    11/12/2013 19:38:24

    L'abbandono di Gabriel gettò nel panico i fans ,in molti decretarono la fine del gruppo e l'annuncio di un nuovo album senza il leader suscitò notevole curiosità.A sorpresa,con Collins alla voce,riuscirono a sfornare un lavoro di buon livello,senza i picchi dei precedenti ma senz'altro gradevole ed interessante.

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    FabioMiro

    15/11/2011 20:31:30

    Questo disco è forse il più magico e il più "compatto" lavoro del gruppo. I testi conducono in mondi lontani alla scoperta di creature enigmatiche e affascinanti ( su tutti lo Squonk, creatura dei Genesis) e la musica non può evitare di deliziare le orecchie di chi ascolta. Il risultato è un' opera elegante e raffinata,a tratti ombrosa ma mai malinconica, che restituisce la purezza dei primi Genesis, pur senza Peter Gabriel. Consigliatissimo, soprattutto in questo periodo autunnale, magari di sera e con la mente libera.

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    Francesco

    30/04/2011 13:02:46

    Il primo disco senza Peter Gabriel e si sente . Mancano la magia e l'ispirazione ; è un album tecnicamente impeccabile , ma privo di quella capacità di affascinare e sognare , degli album precedenti ; sono questi i nuovi Genesis guidati dalla voce di Phill Collins . Tre brani degni di nota : "Dance On a Volcano" , "Entangled" e "Los Endos" .Vidi nel 1982 i Genesis in concerto ( Collins, Rutherford , Banks ..senza Hackett che qui suona per l'ultima volta) e nella loro scaletta ( quella del live "Seconds out" ) figuravano 4 pezzi di questo disco , ma a suscitare entusiasmo furono molto di più i brani precedenti a questo album .

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    Duke of Mar

    03/08/2009 13:49:12

    Gabriel se ne è andato, eppure i Genesis riescono a registrate un album formalmente impeccabile, con canzoni una più bella dell'altra, senza cedimenti nè incertezze. Il disco invecchiato meglio, quanto a suoni e freschezza compositiva, della loro discografia. La prova che i Genesis erano ANCHE Gabriel, ma non erano SOLO lui.

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