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Carlo Salsa

Anno edizione: 2007
Pagine: 262 p.
  • EAN: 9788842537595

Recensioni dei clienti

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    SteamBoy

    20/09/2015 12.04.48

    Mi accodo alle recensioni favorevoli di chi mi ha preceduto. Un'efficacissima testimonianza in presa diretta della vita in trincea, con tutti gli orrori che purtroppo ne vennero, scevra di retorica e piena di umanità. Mi è piaciuto molto. Molti episodi narrati nei documentari televisivi dedicati alla Grande Guerra sono ricavati proprio da queste pagine. Certo, la scrittura arzigogolata risente un po' del tempo che passa, ma lo definirei assolutamente una lettura obbligata per chi è interessato all'argomento.

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    Fede

    23/07/2015 11.14.07

    Libro bellissimo molto crudo che racconta la reale vita nelle trincee. Io l'ho trovato anche più bello di Un anno sull'altipiano o Niente di Nuovo sul fronte occidentale. Da leggere sicuramente

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    ton

    02/12/2014 23.37.09

    Gran bel libro ! In occasione del centenario dallo scoppio della 1^ guerra mondiale, mi è sembrato un obbligo morale leggere un libro come questo che ti fa capire quello che davvero succedeva al fronte. Concordo su tutto quanto detto nei post che mi hanno preceduto e dopo averlo letto ho rivisto "Uomini contro", il film di Rosi che riprende "un anno sull'altipiano" di Lussu e mi riprometto di soffermarmi qualche momento, per rispetto, leggendo i nomi, di fronte ai monumenti in onore ai caduti in guerra che, come ben dice Alberto, son presenti anche nei più piccoli paesini del nostro paese. Tremendo anche il capitolo "L' oasi": le parole dell'esoneratissimo amico di famiglia che dice "noi la guerra la conosciamo più di voi", stupefatto perchè il reduce dal fronte non esibisca nemmeno un medaglia, davvero credo faccia rivoltare nelle tombe i caduti di tutte le guerre! Mirabili le reazioni dell'ufficiale che denota una statura morale immensa di fronte alle meschine parole degli imboscati o degli addetti ai servizi sedentari! Leggetelo, lo merita.

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    Stefaniag3

    28/05/2013 15.51.14

    Bellissimo.

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    claudio

    01/04/2013 20.59.10

    Peccato non si possa dare più di 5. Il libro merita molto di più, anche perché è uno dei pochi che riguarda la vita in trincea nella Prima Guerra Mondiale, in particolare nella zona del Carso, una delle più mortifere di tutti i fronti interni. Il ten. Salsa, il nostro che racconta, ci dà un'idea di come doveva essere la vita in quelle trincee, dove non si sapeva se era più dannosa l'acqua e il fango o le assurdità degli ufficiali superiori. E dappertutto morti assurde, con continui attacchi insulsi, tanto per far morire un po' di fanti ed ottenere qualche medaglia. Il libro non ebbe chiaramente alcun successo quando uscì, nel 1924, in piena ascesa fascista che non poteva lasciare che una simile idea di trincea passasse. Come quel fante impazzito che muore gridando Viva l'Italia in senso spregiativo e un Colonnello che passa proprio in quel momento grida a tutti: è così che muoiono gli eroi, gridando viva l'Italia. Non si riesce a capire, a distanza di quasi 100 anni, come riuscimmo a vincere la guerra: senz'altro dall'altra parte le cose non andavano molto meglio, la fame aveva avvinghiato l'intera popolazione. Senz'altro con quelle teste di legno dei nostri ufficiali superiori -gli stessi che poi guidarono i figli del '15-18 a perdere in maniera ignominiosa la guerra successiva. Comunque come dicevo prima, onore al libro del ten. Salsa: a me piace la storia, ma di quel periodo, a parte quello che ho studiato a scuola, sapevo qualcosa da qualche film, come "La Grande Guerra". Ma questo è completamente diverso: ti fa entrare nel fango di una trincea, ti fa accapponare la pelle nei momenti precedenti l'assalto, ti fa bestemmiare contro gli ordini assurdi che vogliono però i loro morti, contro gli imboscati, specie quegli che volevano assolutamente la guerra.

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    Clemente Delli Colli

    08/04/2007 13.20.45

    Un libro che non ha avuto il successo editoriale che avrebbe meritato, una pagina di letteratura che meriterebbe ben altra diffusione che non quella sinora avuta, limitata ad appassionati di storia e di memorialistica bellica. Ha ragione Alberto, molto superiore, per autenticità di narrazione, per partecipazione ai fatti, ed anche per l'intrinseco valore letterario al (troppo) celebrato Remarque. Da leggere e rleggere. Uno dei 6 + 7 libri di memorie sulla prima guerra mondila (Lussu, Frescura, Monelli, pochi altri ormai pressocché introvabili) che meriterebbero posto nelle antologie letterarie.

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    Alberto

    04/04/2007 13.42.43

    E' strano che questo libro sia conosciuto solo agli amanti del genere. Questo è un autentico capolavoro, pari al più noto "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Remarque, o alle "Centomila gavette di ghiaccio" di Bedeschi. La storia autobiografica del giovane tenente Salsa, inviato sul Carso a combattere, e tra i pochi tornati per raccontarlo. Una viva e toccante descrizione dei campi di battaglia, delle carneficine di una guerra moderna combattuta con vecchi metodi, di azioni eroiche dimenticate per sempre. Da leggere assolutamente per capire cosa è stato il Primo conflitto mondiale, e per capire perché in ogni paesino d'Italia, anche nel più piccolo c'è sempre una lapide che ricorda chi partì e non tornò mai più.

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