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Triplicate

Artisti: Bob Dylan
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 3
Etichetta: Columbia
Data di pubblicazione: 31 marzo 2017
  • EAN: 0889854134921

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Descrizione

EDIZIONE 3CD in digipack.
Sulla scia del lavoro di reinterpretazione iniziato con “Fallen Angels” dell’anno scorso e “Shadows In The Night” del 2015, torna BOB DYLAN con il primo album triplo della sua vita: “Triplicate”, in uscita il 31 marzo per Columbia Records / Sony Music, 30 nuove versioni di classici della canzone americana divise per tema. Ogni album ne conterrà 10, questi i titoli dei singoli album: “‘Til The Sun Goes Down”, “Devil Dolls” e “Comin’ Home Late”. Prodotto da Jack Frost, “Triplicate”, il 38° album della carriera di DYLAN, uscirà in vari formati: triplo CD in digipak a otto pannelli, triplo vinile 180 grammi, triplo vinile 180 grammi in cofanetto Deluxe a edizione limitata e confezione numerata e in versione digitale. Per registrarlo, BOB DYLAN ha deciso di portare la sua touring band ai Capitol Studios di Hollywood e ha inciso pezzi di autori americani come Charles Strouse e Lee Adams (“Once Upon A Time”), Harold Arlen e Ted Koehler (“Stormy Weather”), Harold Hupfield (“As Time Goes By”), Cy Coleman e Carolyn Leigh (“The Best Is Yet To Come”), Irving Berlin (‘How Deep Is The Ocean ?’).
I due precedenti album, “Fallen Angels” e “Shadows In The Night”, con i quali reinterpretava classici della canzone americana, gli sono valsi il plauso della critica mondiale e la nomination ai Grammy nella categoria ‘Best Traditional Vocal Album’. “Fallen Angels” ha debuttato nella Top 10 di più di dodici Paesi, tra cui Regno Unito, USA, Italia, Paesi Bassi e Austria, mentre “Shadows In The Night” è entrato subito nella Top 10 di 17 Paesi, conquistando la top chart del Regno Unito. Gli ultimi sette studio album di BOB DYLAN sono stati universalmente riconosciuti come alcuni tra i migliori della sua gloriosa carriera, e hanno toccato nuove e ulteriori vette di successo commerciale e di critica. “Time Out Of Mind” del 1997, disco di platino, gli è valso numerosi Grammy, tra cui quello per ‘Album Of The Year’, mentre “Love And Theft”, anch’esso disco di platino, ha ottenuto numerose candidature ai Grammy e una statuetta nella categoria ‘Best Contemporary Folk Album’. Nel dicembre 2016 DYLAN è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura da parte dell’Accademia Svedese “per aver creato nuove espressioni poetiche nell’ambito della grande tradizione della canzone americana”. Nel 2012 ha ricevuto la Medaglia Presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, e nel 2008 ha ricevuto uno speciale Premio Pulitzer per “il suo profondo impatto sulla musica pop e sulla cultura americana, grazie a testi dalla straordinaria forza poetica”. BOB DYLAN ha venduto oltre 125 milioni di dischi nel mondo.

Disco 1
  • 1 I Guess I’ll Have to Change My Plans
  • 2 September Of My Years
  • 3 I Could Have Told You
  • 4 Once Upon A Time
  • 5 Stormy Weather
  • 6 This Nearly Was Mine
  • 7 That Old Feeling
  • 8 It Gets Lonely Early
  • 9 My One and Only Love
  • 10 Trade Winds
Disco 2
  • 1 Bragging
  • 2 As Time Goes BY
  • 3 Imagination
  • 4 How Deep Is The Ocean
  • 5 P.S. I Love You
  • 6 The Best Is Yet To Come
  • 7 But Beautiful
  • 8 Here’s That Rainy Day
  • 9 Where is The One
  • 10 There’s A Flaw in My Flue
Disco 3
  • 1 Day In, Day Out
  • 2 I Couldn’t Sleep A Wink Last Night
  • 3 Sentimental Journey
  • 4 Somewhere Along The Way
  • 5 When The World Was Young
  • 6 These Foolish Things
  • 7 You Go To My Head
  • 8 Stardust
  • 9 It’s Funny To Everyone But Me
  • 10 Why Was I Born
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Sebbene Dylan abbia vinto il Nobel per la Letteratura per i suoi meriti di cantautore, le sue canzoni sono state sempre qualcosa di più del semplice lavoro di scrittura. Una canzone non è una canzone senza melodia, armonia e voce. Ha dimostrato di nuovo la stessa cosa su Triplicate. Nonostante parecchie canzoni qui siano deliziosamente ballabili o leggere, quasi blues, la maggior parte sono delle ballad spettrali, rarefatte. In tracce come I Could Have Told You, Here’s That Rainy Day e Once Upon a Time Dylan innalza la devastazione interna a una bellezza dolorosa. Nell’originale di September of My Years, cantata da Sinatra nel ’65, l’arrangiatore Gordon Jenkins apriva con un vortice di violini, evocando un’alta marea: la band di Dylan crea la stessa corrente, con la chitarra hawaiana di Donnie Herron e il basso di Tony Garnier. Quando Dylan decise di cantare Sinatra, l’idea sembrava forzata. Ha ancora abbastanza voce? “Smooth” non è una parola che useremmo per descrivere la vocalità erosa di Dylan. Ma la gestione del fraseggio è efficace come quella di Sinatra. Triplicate si chiude con qualcosa che Sinatra cantò molti anni fa: Why Was I Born, scritta da Kern e Hammerstein nel ’29. È uno standard infuocato, un esempio del tipo di scrittura di cui Dylan si è appropriato, ponendosi delle domande esistenziali – “Why was I born? / Why am I living? / What do I get? / What am I giving?” – sul piano più personale possibile. Dylan ha spesso a che fare con la depressione e l’autocritica. Ciò che ha capito ora è il successo che si raggiunge sopravvivendo a questa oscurità. Ed è in questo, e in come lo si spiega agli altri, che si scopre la vera ragione dell’esistenza.

Recensione di Mikal Gilmore.