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Anna Funder

Traduttore: S. Rota Sperti
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
Pagine: 396 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018749

Recensioni dei clienti

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    arco

    30/11/2014 12.16.00

    E' incredibile come Funder riesca a comporre un romanzo senza pathos, noioso e melenso su un argomento e un periodo storico viceversa così interessanti: delusione! D'altra parte avevo letto anche il suo saggio sulla DDR e ne ero rimasto altrettanto annoiato. Sarà un problema mio...

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    alex

    13/09/2013 22.32.58

    Premesso che sono un appassionato di quel periodo storico il libro non è male ma... i continui flashbak li odio, come i momenti di vita quotidiana di Ruth e Toeller che ormai sono vecchi e drecepiti. Sono di una tristezza cosmica. Rimane un buon libro per farsi un'idea della storia dell'ascesa di Hitler.

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    gianni

    19/07/2012 21.27.35

    Si lascia leggere piacevolmente. Ci sono delle belle pagine, ma anche qualche forzatura o qualche facile esito. Una pittura abbastanza buona della peggior notte tedesca, vista dalla parte, poco frequentata - anche in letteratura - di quelli che provarono ad opporsi alla psicosi hitleriana collettiva. Un buon libro.

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    Simone

    14/03/2012 13.47.28

    Splendido!

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    Pia

    02/02/2012 09.47.49

    Questo libro mi ha incantato. La storia di Dora Fabian, che, per grandi linee conoscevo,è la storia di una straordinaria donna comune, così come sono comuni eroi i suoi tre amici, intorno ai quali ruota la narrazione. Io appartengo a quella larga parte di umanità che ritiene che TUTTI i tedeschi siano stati colpevoli dell'orrore dei 12 anni, costati all'umanità 20 milioni di vittime, durante i quali hanno affidato il loro paese, attraverso un LIBERO voto in cui il Partito Nazionalsocialista ha ottenuto il 94% dei voti, al male personificato. Ergo non ho alcuna pietà per nessuno di loro, non mi commuovo affatto sulle immagini di Berlino distrutta o di Dresda bombardata: e quindi ritengo ancora più eroici coloro che appartenevano a quello scarso 3% (fatto salvo il 3% di schede bianche o nulle) che non ha votato per il PARTITO, che ha lavorato contro e che non ha mai ceduto. Sono pochi, pochissimi: Sophie Scholl e suo fratello, Dora Fabian con i suoi pochissimi amici, e qualcun'altro, forse. Non inserisco nel conteggio gli attentatori del 20 luglio, i quali, per quanto possano aver pagato, hanno tentato di uccidere un uomo che il già avvenuto sbarco in Normandia, aveva, fortunatamente, già ucciso. Intervento un po' tardivo, direi. E "Tutto ciò che sono" è, oltre ad essere un racconto appassionante, umano, splendido, il racconto della solitutide assoluta di questo scarno "manipolo di eroi", è il riconoscimento oggettivo della non esistenza, in Germania, di una qualunque forma di resistenza, ed è, purtroppo, anche il riconoscimento della colpevole superficialità e dell'altrettanto colpevole attendismo del mondo libero.

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