L' ultima battaglia. Le cronache di Narnia. Vol. 7

Clive S. Lewis

Traduttore: C. Belliti
Illustratore: P. Baynes
Editore: Mondadori
Collana: Oscar junior
Edizione: 1
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 196 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804599074

Età di lettura: Da 11 anni

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    Alessandro

    09/10/2017 21:44:59

    L’ultima grande avventura di Narnia. L’epilogo di una saga e di un mondo straordinari. Il ritorno di innumerevoli vecchi personaggi, anche se solo brevemente. È un bel libro che spinge a riflettere eppure non risultata mai pedante o lento. Sicuramente non mi sarei mai aspettato un finale simile, per certi versi triste ma indubbiamente positivo. Come ho già detto è un libro che invita a riflettere. Sui falsi idoli che per cupidigia o malignità infangano il nome di Dio, distorcono il suo messaggio e ingannano le genti istigandoli contro i loro sovrani, garanti dell’ordine e della volontà divina. Nonostante i molti personaggi negativi comparsi, l’antagonista principale mi pare senza dubbio la scimmia Cambio, uno dei malvagi più sgradevoli di cui abbia mai letto. Mi chiedo se sia un caso che Lewis abbia scelto propria una scimmia per questo ruolo. Ovviamente non mancano riferimenti alla teologia cristiana, in particolare all’Apocalisse. È diventa ancora più significativo il tema del dono della parola. È stato fatto un gran chiasso, specie da altri autori come la Rowling, per la descrizione di Susan in quest’ultimo libro. La più grande delle sorelle Pevensie a quanto pare ha dimenticato Narnia perché ormai gli interessano “solo vestiti, creme, rossetti e gran feste”, e questo è bastato per accusare Lewis di sessismo e non solo. Però, volendo guardare con attenzione alle precise parole usate dall’autore (in particolare SOLO) e alla differenza tra la Susan del nostro mondo e quella cresciuta a Narnia, forse l’autore voleva solo dire quanto sia sbagliato che crescendo nella società contemporanea molte ragazze diano valore SOLAMENTE a queste cose, mentre tutto il resto non conto più niente. Inoltre ogni accusa di sessismo mossa all’autore decade davanti all’importanza di diversi personaggi femminili, come Jill e soprattutto Lucy.

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