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Glenn Cooper

Traduttore: E. Cantoni
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2012
Pagine: 468 p., Rilegato
  • EAN: 9788842920021
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Il ventun dicembre prossimo, casomai non sapeste cosa fare, vedete di farvi invitare a cena da Glenn Cooper. Come oramai sanno anche i sassi, i maya hanno fissato per quella data un discreto dies irae, e quindi le trombe dell’apocalisse hanno preso a suonare il loro lamentoso adagio millenaristico con il dovuto anticipo. Da un po’ di tempo a questa parte, infatti, non c’è colonna di quotidiano, rubrica di telegiornale o tweet concitato che non levi i suoi alti lai: Pentitevi, perché la fine è prossima! Ovvero, e più prosaicamente: Consumate, perché non si dà Belle Epoque senza un po’ di spumante e nastrini colorati.
Ne L’ultimo giorno il tunnel nel quale Cooper decide di infilarsi e di portare con sé i suoi lettori è quello che si spalanca davanti agli occhi di coloro che stanno per raggiungere il regno dei più. Di coloro che stanno per uscirne con i piedi in avanti. Di coloro che stanno per abbandonare questa valle di lacrime. Insomma: di coloro che stanno per morire, e all’improvviso vengono acchiappati per la collottola e tirati indietro, a fare numero assieme a noi che siamo ancora vivi perché il gran finale col botto che ci attende fra pochi mesi sia ancora più sfavillante.
Nessuna data precisa, in realtà, fa da teatro alla personale declinazione dell'apocalisse che Cooper mette in scena nel suo ultimo romanzo. Nessun ventun dicembre: solo un generico riferimento all'oggi (hic et nunc, anzi, visto che il romanzo si apre su di una telecronaca live degli ultimi giorni proprio dal sagrato del duomo di Milano... ). Ma non c'è dubbio che di apocalisse si tratti, e che gli artefici di quel clamoroso autogol siano persone animate dalle migliori intenzioni. Alex Weller, da ragazzo, ha il discutibile privilegio di restare coinvolto in un incidente stradale nel quale perdono la vita i suoi genitori. Mentre l’auto sulla quale la famiglia viaggiava sta per saltare in aria ai margini della carreggiata, dopo aver sbandato e sbattuto contro i guardrail, lo spirito di Alex fluttua beatamente al di sopra di quella scena terribile, gustando un’autentica beatitudine nell’attraversare – sasso dopo sasso – il fiume che lo separa dal padre, che nell’incidente ha perso la vita e lo attende serafico sull’altra riva. Quell'esperienza diventa per Alex il viatico che lo condurrà, anni dopo, a diventare un brillante scienziato, ossessionato da ciò che ha visto nel corso di quella sua esperienza. Ma com'è noto - e per somma fortuna della buona letteratura di genere - non tutte le ciambelle riescono col buco.
Non diremo nulla più di questo, per non guastare la suspence agli aficionados del nostro e a tutti quelli che ancora non hanno provato il piacere di farsi catturare dalle sue squisite trappole narrative: basti sapere che nel cast artistico de L'ultimo giorno oltre al già citato Weller figurano Cyrus O'Malley, detective del FBI temprato nel kevlar e nell'acciaio, ma capace di commuoversi di fronte alle tragedie (che la sua vita, va detto, è capace di dispensargli generosamente); sua figlia Tara, una bambina costretta ad affrontare la più dura delle prove; la dottoressa Emily Frost, affascinante e determinatissimo medico che giocherà un ruolo importante nella vicenda; e infine i tanti membri di una setta sui generis, apparentemente un'armata brancaleone che, nella convinzione di agire per il bene del genere umano, combinerà un bel pasticcio, innescando un countdown frenetico verso l'ultimo giorno, che solo il coraggio sovrumano di O'Malley potrà provare a disinnescare. Come finirà?
La vicenda narrata si muove in un territorio periglioso, terra di confine fra credenze religiose e conquiste della scienza. Verrebbe da alzare un sopracciglio con perplessità, tanta e tale è la complessità dei presupposti su cui poggia l'impianto stesso del racconto. E invece è proprio qui che lo scrittore mette a segno il suo centro migliore: sfoderando il suo retaggio di esperto di biotecnologie, e coniugandolo alla naturale fascinazione che da sempre subisce per discipline come filosofia e psicologia, Cooper si muove fra peptidi, credenze millenarie e lacerti dell'inconscio con la disinvoltura e la sicurezza di un pesciolino nel suo elemento naturale. L'acqua? No. L'apocalisse.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Donovan

    14/10/2015 22.27.09

    Questo libro è di un significato immenso, forse troppo profondo per certa gente. Effettivamente la storia è davvero incredibile e si fa fatica a prenderla sul serio, tuttavia Cooper si è destreggiato benissimo, nonostante il tema fosse davvero bollente, premetto che è davvero difficile rendere credibile un romanzo del genere, ma credo che in pochi sarebbero riusciti a far meglio di Cooper. Il libro si legge meravigliosamente, è scorrevole, io l'ho finito in 4 giorni. La prima parte è eccezionale, psicologia dei personaggi e sceneggiatura davvero impeccabili, nella seconda parte si perde un pochino, accadono tante cose troppo velocemente, ma non ti annoia mai. Il romanzo vuole dirci molte cose, si nota che l'autore ha mille cose da dire, io sono convinto che Cooper ha ancora molto da dire alla letteratura mondiale. Ripeto non è facile mettere in piedi una sceneggiatura del genere, quindi promuovo il romanzo, nonostante alcuni difetti :)

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    Lu

    06/01/2015 11.09.34

    Ho fatto una fatica immensa a finirlo. Scontato, prolisso, ripetitivo, senza alcuna suspance. Da evitare come del resto altri libri di questo autore.

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    Francesca

    14/10/2014 12.06.24

    Cooper è uno dei migliori scrittori degli ultimi anni. Questo libro affronta un tema decisamente molto affasciante, sviluppato in modo semplice e non troppo prolisso, senza cadere nella noia o nella banalità. Come sempre, un autore con idee decisamente originali e intriganti, che fa riflettere e che non ti lascia sorprese. Alla fine ho capito di aver letto decisamente un buon libro.

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    archipic

    31/07/2014 17.58.06

    Un libro che non lascia molte tracce dietro di sé; alcuni spunti interessanti e buon ritmo nel finale, ma nulla di più. Sinceramente credo che Cooper abbia usato tutte le cartucce che aveva a disposizione... poche, in verità.

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    Mr

    11/04/2014 16.35.16

    Per me rimane un mistero come, nel genere giallo/thriller (ma, a ben vedere, anche nella narrativa in generale) possano avere successo romanzi come questo, dalla trama scontata e insulsa, senza alcuna suspance, con personaggi privi di qualunque spessore, assenza totale di atmosfere, descrizioni e dialoghi banali e un finale tanto puerile da essere addirittura idiota.

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    agnese

    26/02/2014 13.16.30

    Un bel libro!!! Si legge in poco tempo....secondo me l'unica cosa che lo penalizza un pò è il finale....

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    alfio

    06/01/2014 12.26.07

    E' un libro secondo me bellissimo. Chi ha provato il dolore di perdere una persona cara, farebbe qualunque cosa per poter rivivere qualche attimo con lei. Lo scrittore, attraverso quella sostanza strampalata, ci insegna ad accettare la morte,a lasciare i nostri cari liberi di andarsene Il finale è perfetto, non doveva essere che così

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    Fulvio Ciapessoni

    26/08/2013 16.54.59

    Sendo me é molto deludente: una storia che non ha senso! Non sembra neanche scritto da lui.

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    Costanza

    12/07/2013 21.14.20

    E' il primo libro di Cooper che leggo e devo dire che mi ha spinto a leggerne altri. Scritto benissimo e scorrevole. La parte sul dibattito religioso è un po' più pesante, ma l'idea di partenza è buona. Piacevole.

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    Sergio

    21/04/2013 13.20.36

    Appena finito di leggere!un buon libro metafisico con una storia scorrevole e avvincente,cooper si stà confermando un'ottimo scrittore.

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    AndreaSereSara

    15/03/2013 11.25.13

    Mi trovo d'accordissimo con Manuela. Questo libro non è assolutamente all'altezza dei precedenti. I primi due sulla Biblioteca sono geniali e avvincenti, i successivi "La mappa del destino" e "Il marchio del diavolo" sono altrettanto notevoli e all'altezza dei precedenti, ma sinceramente sia "L'ultimo giorno" che "I custodi della biblioteca" mi sono piaciuti davvero poco. Sono rimasto deluso.

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    Francesco

    04/03/2013 14.22.12

    La prima parte del libro è davvero interessante, a tratti mi ha ricordato un vecchio film con Julia Roberts "Linea Mortale". Ma la seconda parte è davvero noiosa, capitoli su capitoli che girano assolutamente a vuoto, senza uno scopo e senza un particolare arricchimento alla trama. Preferisco di gran lunga il Glenn Cooper della saga della "Biblioteca dei Morti". Sconsiglio questo libro a chi non ha mai letto nulla di lui.

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    roberto

    01/02/2013 12.28.07

    Una lettura gradevole da ombrellone, niente di piu', visto l'enorme affollamento di autori in questo genere letterario (James Rollins e Tom Knox tra i piu' recenti).

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    Manuela

    26/01/2013 00.54.46

    Sono d'accordo con Steve. Non so perchè ha scritto questo romanzo, se non per rispettare la cadenza di uscita. L'avremmo aspettato anche se sforava con i tempi... perchè i primi due sono geniali e avvincenti, i successivi "La mappa..." e "Il marchio ..." all'altezza dei primi. Insomma questo mi ha delusa, quando sono arrivata alla fine ho provato una sensazione di vuoto, come se avessi corso a perdifiato, senza sapere dove mi mandavano e senza riuscire ad acchiappare ...cosa non lo so! mi spiace.

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    Tiziana

    25/01/2013 14.39.30

    Avvincente, adrenalinico, scorrevole. Un libro che si legge d'un fiato, ma che lascia un po' interdetti per i contenuti e il messaggio. Speriamo che simili idee non si insinuino in menti poco equilibrate.....

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    rosella

    18/01/2013 15.04.24

    Bellissimo!! L'ho letto in due giorni...Cooper non si smentisce mai, è uno degli autori più bravi in questo momento.

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    De

    13/12/2012 18.05.32

    Lo stile di Glenn Cooper non si smentisce mai, anche in questo caso, benchè segua una linea diversa dalle altre sue opere, si legge in maniera fluida e molto coinvolgente, con un profondo significato finale!!

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    Roy

    17/11/2012 17.32.09

    Non raggiunge "La biblioteca dei morti" ed "Il libro delle anime,ma è un buon libro di facile lettura e con una trama molto interessante e meditate sulla fine del libro.

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    Raffaele

    16/11/2012 14.27.22

    Romanzo ben lontano dal super coinvolgente "La Biblioteca dei morti" (ed il suo sequel "Il libro delle anime). Vera protagonista qui (come già lo è stata nell'insulso e banale "La mappa del destino) una sostanza stupefacente che si diffonde velocemente in tutto il mondo, con la promessa di far ricongiungere le persone con i loro cari defunti. Insomma, voto 4 e 1/2 - 5: Cooper, può fare di più!Speriamo ci stupisca con l'ultimo capitolo che chiude la trilogia, in uscita proprio in questi giorni.

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    Brunella

    31/10/2012 14.26.26

    Glenn Cooper ci aveva abituati a ben altro... Questo romanzo l'ho trovato un po' stiracchiato, all'inizio ti prende ma poi verso la fine diventa tutto surreale e banale. Solo il finale mi ha fatto deviare il voto sul 3 e non sul 2. Spero che a Cooper gli torni presto la vena artistica e scriva qualcosa che possa eguagliare La Biblioteca dei Morti e Il Libro delle Anime.

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