L' ultimo imperatore

(The Last Emperor)

Titolo originale: The Last Emperor
Paese: Italia; Gran Bretagna
Anno: 1987
Supporto: DVD

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Recensioni dei clienti

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    Marco Polimarcopoli

    09/05/2010 15:53:52

    "L'ultimo imperatore" è un buon kolossal del nostro Bernardo Bertolucci, a metà tra lo storico e il biografico. Anche se non manca qualche momento deboluccio e la trama è poco originale (a parte il bel finale), è decisamente più interessante rispetto ai melensi kolossal hollywoodiani di oggi. Ottimi i costumi e le ambientazioni, bravi gli attori, mentre ho trovato l'aiudo e soprattutto il doppiaggio veramente fatti male. Comunque la cosa che mi è piaciuta di più è la bellissima colonna sonora di Ryuichi Sadamoto.

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    Cogito ergo sum

    16/09/2008 12:27:41

    Ho notato un vecchio post (paolo63), che stronca questo capolavoro tirando in ballo la salvezza e la difesa del cinema italiano (in pectore, fors’anche la difesa della razza); e lamenta - in condizioni di oggettiva xenofobia - un largo impiego di “stranieri” (palanche incluse) investendo così Bertolucci dell'onere di salvare il cinema italiano. Bertolucci è notoriamente ateo e comunista, ma chi intenda fare della critica ai film dovrebbe prima deporre la zavorra ideologica che, nel caso di specie, gli rende inviso uno dei massimi autori della storia del cinema. In questo stupendo film si ricrea, con imparzialità venata di umana indulgenza, la figura dell' “Ultimo Imperatore”, la storia di Pu Yi e della Cina novecentesca, per l’ appunto. Il film si apre con Pu Yi, ormai cittadino della Repubblica Popolare di Cina, che tenta il suicidio. Egli deve rendere una confessione veritiera agli inquirenti del regime maoista sul suo comportamento privato e politico, prima e durante la II guerra mondiale, ma, dopo che il regista ha indotto lo spettatore a provar pena per un uomo distrutto che – sembra – non viene creduto da burocrati comunisti ottusi e sadici, ecco che, grazie ai modi intelligenti e umani di uno di loro, Pu Yi confessa ben altre verità: egli - ultimo della dinastia Manciù - pur a conoscenza dello sterminio della sua gente in atto da anni con l’occupazione della Manciuria da parte dei giapponesi, aderì al Manchukuo (governo fantoccio creato dall'impero giapponese nel 1932 con gli ufficiali cinesi della deposta dinastia Qing), integrandosi in esso e sperperando le sue fortune nella tragica “Belle Epoque” del regime genocida fino al suo crollo dopo le bombe su Hiroshima e Nagashaki. Bertolucci non si périta di mostrare le angherie che l’ingessamento ideologico di non pochi tra i nuovi mandarini inflissero anche a chi nella rivoluzione del 1949 aveva creduto e, fra questi, l’umano inquisitore di Pu Yi. I film occorre vederli con animo sereno e rendere onore al merito, quando c’è.

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    Andrea Venturi

    06/07/2008 14:30:07

    Sebbene il film non sia particolarmente attendibile, essendo basato sull'autobiografia dell'imperatore, scritta dal "Compagno Pu Yi" durante la "prigionia rieducativa", è comunque un affresco interessante che, più che riprodurre un'epoca, riproduce bene un dramma interiore esistenziale, non necessariamente identificabile con quello di Pu Yi. Come scrive Tiziano Terzani in un articolo pubblicato nel suo "In Asia" (che consiglio caldamente), Bertolucci per poter girare nella spettacolare location della Città Proibita ha dovuto accettare notevoli compromessi con il governo di Pechino. Esiste un altro film, girato a Taiwan nello stesso periodo (e in risposta al film di Bertolucci) che presenta una visione antitetica degli eventi, molto più critica e decadente, ma anche in questo caso non completamente oggettiva... Consiglio comunque caldamente la visione del film che, in sè e per sè, è forse il capolavoro assoluto di Bertolucci e un must per gli appassionati dell'Oriente.

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    Eleonora

    22/01/2006 13:54:16

    Non ho mai visto un film più eccezionale di questo.Toccante e reale alo stesso tempo. il miglior film italiano di tutti i tempi (Bertolucci è stato bravissimo), anche se il cast era tutto straniero.

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    Federico

    09/11/2005 16:11:05

    Un lungometraggio di scarsissima attendibilità storica, più generalmente mal fatto e tremendamente noioso.

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    Giorgia

    12/11/2004 10:11:42

    Ho visto il film qualche giorno fa e ancora mi tornano in mente le scene. Toccante,fantastico e realistico allo stesso tempo...decisamente eccezionale.

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    Davide Filippini

    03/09/2004 23:14:00

    "UNA VOLTA SONO STATO IMPERATORE DELLA CINA...". Film straordinario e dalla ottima colonna sonora di Ryuichi Sakamoto e David Byrne, narra la storia di Pu Yi, ultimo imperatore della Cina, costretto a restare dai repubblicani di Sun Yat-Sen entro la città proibita, intimato in qualche modo dai giapponesi a presenziare il regno fantoccio della Manciuria, arrestato dai sovietici con l'accusa di collaborazionismo con l'Asse, mandato dai comunisti cinesi nei campi di rieducazione per farlo cambiare da "privilegiato" a "perfetto rivoluzionario". Pu Yi, che soggetto: nato da imperatore, vissuto da pedina sacrificabile, morto da inconsapevole. La regia è ottima. Capolavoro di Bertolucci (pari merito con "Ultimo tango a Parigi") e uno tra i più bei film nella storia del cinema.

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    Il Mago

    31/08/2004 16:23:12

    Un film straordinario: cast, fotografia, regia, musica e chi più ne abbia più ne metta. Senza ombra di dubbio il miglior film di Bertolucci

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    paolo63

    15/07/2004 14:51:36

    Non sapevo che la salvezza del cinema italiano, la difesa del cinema italiano, passasse attraverso produzioni straniere, attori stranieri, musicisti stranieri. Ma la dimensione di Bernardo è inernazionale, forse è riferita alla squadra di calcio?????

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1988 - David di Donatello - Miglior attore non protagonista - O'Toole Peter

  • Produzione: Dall'Angelo Pictures, 2011
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 169 min
  • Lingua audio: Inglese (Dolby Digital 5.1);Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: Widescreen
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