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James Crumley

Traduttore: L. Conti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: 309 p. , Brossura
  • EAN: 9788806172008

Recensioni dei clienti

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    Adriana

    04/05/2013 12.56.20

    Come Lansdale texano di razza, paradigma del noir-hard boiled. Crumley si definisce il figlio illegittimo di Chandler il quale, da buon maestro, si fa superare dall'allievo. Almeno in questo primo episodio della serie Sughure. Impossibile non essere attratti anche dalla serie Milo...

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    Francesco

    23/04/2011 19.40.52

    Credo che un libro debba divertire ed io leggendo questo mi sono divertito molto e soprattutto ho apprezzato i personaggi femminili e il mitico bulldog alcolizzato! Da leggere!

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    gino60

    05/04/2011 21.54.08

    Concordo al 100% con Luca. Il paragone con Chandler ed altri scrittori "hard boiled" d'annata e' assolutamente improponibile. Protagonisti scontati (ma non li beccavano mai,sbronzi, in giro in auto?), storia inconsistente, dialoghi "filosofico disperato" banali e ritriti.. Non si sentiva veramente la necessita', a mio avviso, di una storia come questa. Mi chiedo, se tutti coloro i quali hanno espresso un giudizio cosi' entusiastico, che voto esprimerebbero leggendo "Il lungo addio" o "Il grande sonno"?? Immagino 10 e lode (seguendo la scala Ibs).

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    policlo

    08/10/2010 09.02.26

    Secondo me è l'incrocio ideale tra l'hard boiled classico e la cultura pop che sarebbe venuta fuori decenni dopo in letteratura e soprattutto nel cinema (vedi Tarantino e i suoi riferimenti). Certo, la memoria ti rimanda continuamente al Marlow di Chandler, però alcolizzato e sotto acido... Estremamente piacevole.

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    Luca

    18/04/2010 16.05.06

    Sono un grande appassionato del romanzo poliziesco classico, e sono venuto a conoscenza di questo autore in seguito ad alcuni dibattiti su vari forum dedicati al poliziesco. Ora: se questo è un hard-boiled classico, se questo è il capolavoro del noir, allora Dio me ne scampi! Forse è una semplice questione di gusti, forse sarà che il romanzo ha il peso dei suoi anni, però alcune trovate e colpi di scena di romanzi americani e inglesi degli anni '30-'40 mi sembrano di gran lunga superiori all'unica vera trovata, piuttosto scontata d'altra parte, di questo. Quindi anche la scusa del tempo non regge. La storia ha sì dei passaggi interessanti, dei dialoghi accattivanti, ma è in complesso molto lenta, a tratti noiosa. Letto a pochi mesi di distanza da "Non è un paese per vecchi", è mia ferma opinione che tra le due opere vi sia un abisso, a favore ovviamente di McCarthy. Una delusione!

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    massimo

    30/01/2010 03.06.26

    A mio parere non è un capolavoro ma ha un certo fascino degli anni passati...molto più interessante la parte scritta dal traduttore che comunque si nota, è un grande estimatore di Crumley... leggerò gli altri suoi libri cercando il capolavoro........

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    Gabriele

    17/09/2009 19.34.47

    Crumley è veramente un grande scrittore! Quando la storia sembra arrivata al capolinea tira fuori nuove situazioni che ti stordiscono e ti fanno credere che non si arriverà mai alla fine. Alcune location da lui descritte sono i posti dove vivrei molto volentieri. Caratterizza molto bene i personaggi e si capisce sempre quello che stanno provando in quel preciso istante. C'è anche uno strano amore descritto in questo libro, un amore di quelli veri.

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    Lorenzo

    18/04/2009 18.39.16

    Non è un il capolavoro che annuncia la copertina, ma le cinque righe di apertura valgono il libro: "Alla fine lo beccai, Abraham Trahearne: lo beccai che beveva birra in compagnia di un bulldog alcolizzato, tale Fireball Roberts, in una sgangherata bettola appena fuori Sonoma, California, intento a spremere anche le ultime gocce di un bel pomeriggio di prmavera"

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    gizzy

    16/03/2009 11.20.39

    Quando sento parlare del NOIR perfetto...ecco che ho i brividi! Leggo parecchio e ho imparato a diffidare di certi commenti entusiastici. Ma siccome non conoscevo C.J. una chance gliela dovevo! Centro...libro spettacolare. Balordi, alcohol a fiumi e migliaia di chilometri macinati. Se sia un noir non lo so...di certo è un libro meraviglioso. Consigliato...calorosamente!

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    Mary

    17/09/2006 21.33.24

    Prosa scorrevole e mai scontata a mio parere, dialoghi realistici, nessun lungo excursus non pertinente alla trama che possa annoiare il lettore. Concordo con chi ha affermato che la trama probabilmente calca , in alcuni punti, il prototipo del classico giallo americano, ciò nonostante è un libro che merita davvero di essere letto, oltre che per la bella scrittura, per la sua gradevolezza. Quando ho avuto un primo approccio leggendo le pagine iniziali ero un tantino scettica, poi ho continuato e non sono più riuscita a smettere. Molto, molto avvincente.

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    Paolo Grugni

    16/09/2006 12.51.19

    Un buon libro, ma con alcuni difetti (senza tener conto dell'imprecisa correzione di bozze e della non sempre felice traduzione, l'uso del "lei" è spesso ridicolo). Crumley scrive bene e all'interno del romanzo ci sono 3-4 descrizioni e una decina di metafore fulminanti. Il primo punto debole sta nel cliché dei personaggi (la strana coppia, il detective alcolizzato e disadattato), troppe volte già visti e sfruttati dalla letteratura di genere pur tenendo conto che il testo risale a circa trent'anni fa (ma Fireball, il cane ubriacone, è memorabile). Il secondo nella trama, fragile e non credibile che crolla man mano che il libro prosegue e da pagina 200 in poi non regge più. Non sarebbe diventato comunque, come dice il prezzolato Pelecanos in copertina, il più grande noir degli ultimi quarant'anni, ma una struttura narrativa più solida l'avrebbe reso decidamente migliore. Vale in ogni caso la pena leggerlo solo per gustarsi il paragrafo in cui viene spiegato il titolo.

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    Andrea Poli

    19/04/2006 20.16.24

    L'ULTIMO VERO BACIO a me è piaciuto molto, per la scrittura e lo stile di Crumley, e per come ha saputo caratterizzare i personaggi che ha inserito nella storia.La trama non è eccezionale per quanto abbia una sua struttura precisa, ed è tutt'altro che banale, si possono fare alcune considerazioni a riguardo ma non l'ho trovata un punto molto debole del romanzo, anche se quello meno saldo e più criticabile.Sono bastate pochissime righe per creare un'atmosfera avvolgente e coinvolgente, qualche paragrafo per avere la netta sensazione della forte caratterizzazione di Sughrue e dei personaggi che lo avrebbero accompagnato lungo tutta la sua avventura.Da Trahearne, il vecchio scrittore sulle cui tracce l'investigatore si è messo da tre settimane per riportarlo a casa della ex moglie a Fireball, il bulldog famoso per dissetarsi a birra piuttosto che ad acqua, fino ad arrivare a tutte le donne che compaiono in questa trama, Betty Sue, la madre Rosie, Catherine, Edna ( la madre di Trahearne ), Melinda, Selma e Stacy, tutti quanti hanno una loro reale dimensione e un loro legittimo spazio.Non è un libro per cui non si vede l'ora di arrivare a casa per continuare a leggerlo, ma quando lo si (ri)prende in mano non si può fare altro che continuarlo finché gli occhi non si chiudono per l'ora tarda.I dialoghi sono gli esempi migliori di quanto appena scritto, sono fantastici da leggere, divertenti, irriverenti, e riescono a caratterizzare i personaggi più di quanto potrebbero fare descrizioni dettagliate nei minimi particolari.L'ULTIMO VERO BACIO è un libro che può appassionare qualunque tipo di lettore, chi ama le storie, chi ama i personaggi, chi ama le atmosfere dannate e irriverenti, chi ama un linguaggio vero privo di qualunque patina moralistica, chi ama ridere e sorridere, chi ama uno scrittore che sa il fatto suo e che che desidera farsi trascinare da parole scritte in uno stato di grazia, piacerà a chi ama intrattenersi con una lettura e chi in una lettura cerca un qualcosa in più di una semplice battuta.

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    thepoet

    31/03/2006 11.56.22

    signore e signori...il capolavoro dell'hardboiled

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    ciro

    13/01/2006 14.14.35

    Parti da un punto certo,caro lettore:la trama può sembrare già sfruttata.La grandezza di questo romanzo sta in questo,ti inchioda nonostante sembri di aver già sguazzato in questa storia.Le fandonie e la verità non si scontrano, ma fanno parte di uno stesso disegno,di un unico arrivo...lei.La più bella figura di donna tracciata da un uomo(dopo anna karenina),che rende noi uomini piccoli ed egoisti,sospettosi e paurosi,spettatori ed arma nelle mani di donne in guerra.Per me tra i noir più belli,superato solo da ''La falena'', e da ''lettera al mio giudice''.

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    Criss

    27/06/2005 23.16.01

    E' scritto (e tradotto) meravigliosamente, ma... alla trama avrei tolto le ultime 100 pagine. Non e' una critica da poco per un giallo, ma questo e' anche qualcos'altro. Molti refusi nell'ultima parte:secondo me, alla fine, si erano scocciati un po' tutti all'Einaudi.

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    Albys

    19/03/2005 19.26.18

    Presentato da un fin troppo entusiastico coro di evviva come "il miglior noir di sempre" (Lehane, Pelecanos, il traduttore Luca Conti...), il trasgressivo lavoro di Crumley alla fine si dimostra sì valido, ma solo se rapportato ai suoi tempi. La trama è il particolare che mi ha un po' deluso: in fondo, di una donna scomparsa nei meandri della pornografia e dell'inquietudine giovanile v'è pieno il mondo letterario. Qui c'è una investigazione che è molto semplicistica, a tratti surreale. Il dipanarsi della vicenda non mi ha rivelato alcun colpo di scena degno di nota. La conclusione, seppur d'effetto, ha il sapore della prevedibilità sin da 50 pagine prima, e non ha neppure una grande spiegazione se non quella, appunto, di essere un effetto per stupire il lettore. Alla fine non mi rimane in mente che una storia di infelicità e squallore come tante, di mille bevute in mille bar diversi americani (con o senza cane ubriaco), di alcune scene mica male tratteggiate dalla fantasiosa penna di Crumley, di km macinati solo per trovare un centro (alcolico) irraggiungibile. Troppo poco per scordare che un Ellroy o un Connolly hanno scritto storie noir di ben altro livello qualitativo, mentre un Chandler ha disegnato - con lo stesso stile narrativo - personaggi e situazioni che a mio parere sono più accattivanti. Se lascio da parte la storia, invece, ci sono solo punti positivi, a livello dell'eccellenza. La prosa è stupenda: pulita anche nella forte aggettivazione e nel numeroso uso di similitudini, sagace, ironica, cinica, assolutamente istrionica e con tanti piccoli tocchi di classe. Crumley cesella frasi con grande tecnica, permettendosi di costruirle quasi alla rovescia senza che ciò vada a discapito della lettura. Un Lansdale più raffinato, oppure un Chandler più sporcato dall'alcool. Insomma, uno dei primi 5 narratori di sempre in ambito noir se parliamo di stile, prosa, dialoghi. Sì, questo Crumley ha talento da vendere e scrive da Dio. Ma L'ultimo vero bacio non è il capolavoro assoluto promesso dalla copertina.

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    Ceia

    08/03/2005 20.21.10

    L’ultimo vero bacio è un bel noir. Teniamo conto che è stato scritto nel 1978, quindi più di 25 anni fa. In quell’anno, probabilmente, non giravano troppi libri scritti in questo modo. La trama non mostra praticamente mai cadute di tensione e i colpi di scena si susseguono con un ritmo piuttosto incalzante. Grazie ad una prosa scintillante e decisamente divertente e accattivante ci si sente spinti a volare le pagine. Storia intrigante e molto scorrevole. A tratti ossessiva. Se vogliamo, si potrebbero criticare un paio di “coincidenze forzate”, anche se a me non hanno dato particolarmente fastidio perché quel che colpisce, in questo romanzo, sono altre cosucce.Pur essendo scritto in prima persona, denota molta cura nella caratterizzazione degli altri personaggi. Particolarità che si nota soprattutto nei primi capitoli, quando, con pochi tratti ci vengono presentati alcuni dei personaggi centrali. Tra loro, uno mi è rimasto davvero nel cuore: Fireball Roberts. Il cane ubriacone. Anche le comparse sono assolutamente splendide: per citarne una… il vecchietto artritico che incontriamo verso la fine del romanzo. Crumley gli dedica poco più di tre righe, ma a me è parso di averlo davanti agli occhi. E poi. L’ambientazione. Una road-story. Il protagonista percorre non so quanti chilometri sul suo pickup, si sbronza un miliardo di volte, parla e si comporta in modo un pochetto volgare (mooolto, a dir la verità…) picchia, spara, (scopa). Insomma. Fa tutto (o quasi) quello che fa un ometto normale… eheheh… Il tipetto è un investigatore privato reduce dal vietnam. Un uomo rozzo, dai sistemi molto poco ortodossi… una sorta di… come si chiamava quel personaggino pazzesco creato da Lansdale? Jim Bob Luke? Anche l’auto, il pickup assume un ruolo centrale. Quella che per Luke era il Troione Rosso, qui si chiama l’El Camino e, indovinate un po’ di che colore è? E a proposito di Lansdale, sono arcisicura che lui, questo autore, l’ha letto…

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    Vincent

    01/02/2005 15.52.11

    Salutato come un autentico capolavoro, capace di uscire dai confini del genere, il romanzo di Crumley non tradisce le attese. Struttura e stile, trama e personaggi, è tutto superlativo. Nel solco della tradizione del grande romanzo americano, L'ultimo vero bacio è un viaggio ironico e disilluso nella terra delle grandi contraddizioni, che più di ogni altra ben rappresenta la perdita dell'innocenza.

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    Enrico Menapace

    29/01/2005 17.19.13

    Se l'Alessandro Menapace che ha scritto la precedente recensione è il mio caro cugino, scopro solo su IBS di avere gli stessi gusti letterari. Passiamo al libro: grandissimo. Adoro il Texas - il Montana non perché sono Stati che ho visto, ma solo per come li descrive Crumley seguendo i suoi personaggi in mille avventure. Fra i suoi personaggi preferisco forse Milodragovitch (leggete assolutamente "Il confine dell'inganno"), ma anche Sughrue non è male.

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    Alessandro Menapace

    07/01/2005 16.48.27

    Fantastico, imprevedibile, sorprendente, geniale

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