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Fëdor Dostoevskij

Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 432 p.
  • EAN: 9788804516033

Recensioni dei clienti

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    Marta80

    19/12/2014 19.56.20

    E' il primo libro in assoluto che leggo di Dostoevskij e l'ho scelto appositamente per prendere confidenza con il suo stile in modo da potermi godere pienamente in futuro i suoi capolavori. Devo dire che mi è piaciuto, i personaggi sono ben delineati e la trama mi ha coinvolto. Approfondirò sicuramente la conoscenza di questo grande autore.

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    Romolo Ricapito

    06/08/2012 01.45.07

    Assolutamente da leggere, tra i classici, il capolavoro di Dostoevskij "Umiliati e Offesi", per più di una ragione. Il personaggio di Vanja, l'Io Narrante, è lo stesso scrittore; nella realtà, come nel romanzo, egli campa con collaborazioni giornalistiche e vendita di racconti e romanzi , ritrovandosi sempre povero e afflitto. Tale prerogativa, o incapacità, gli dà la sensibilità necessaria per descrivere le vicende degli "ultimi" o, come dice il titolo, degli umiliati e offesi. Che sono, nella fattispecie, una coppia di anziani affittuari di un principe alquanto prepotente e la loro figlia, Natasa. Proprio Natasa, tra le figure, si staglia come emblema dell'amore illuso. Alesa, il giovane da lei concupito, è il figlio del citato principe. Classico elemento di pre- "bamboccione" dedito ai corteggiamenti e al narcisismo. La figura del Principe-Padre emerge come affascinante nella sua negatività, soprattutto dopo un dialogo chiarificatore con Vanja, nel quale emergono tutte le contraddizioni e le storture della nobiltà corrotta. Ma le pagine più riuscite sono quelle dei "vinti", come l'anziano che muore assieme al suo cane, all'inizio della lunga storia. Tutta la descrizione dell' evento ha un che neorealistico. Ma il romanzo è affascinante anche per un altro motivo: Vanja nelle sue peregrinazioni soprattutto serali, va a trovare i protagonisti nelle loro abitazioni . In ogni ambiente così si forma un sorta di "salotto" che attinge alla psicologia dei padroni di casa. Ancora, la storia della piccola Nelly è rappresentativa degli abusi sull'infanzia, a causa degli errori dei padri e di un'educazione a volte troppo spinta sull'auto-castigazione, che fa molto Ottocento. Le pagine di Umiliati e Offesi sono il tangibile contrasto a tanta letteratura moderna e banale, vertente unicamente sulla negatività di personaggi senza personalità.

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    Sweeney

    22/07/2012 22.49.16

    Ho letto molti libri di Dostoevskij e questo non lo considero l'opera migliore. Troppi pianti, deliri, isterismi, deliqui, disperazioni, malattie, struggimenti. Una profusione tale di emozioni violente da trasformare la scrittura in un blocco di oltre 400 pagine del sentimentalismo più esasperato. Non si è sbagliato affatto a definirlo, alla prima apparizione, un "romanzo d'appendice".

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    Daniel

    17/11/2011 19.08.48

    A me ha fatto piangere. Un romanzo sottovalutato, c'è un equilibrio perfetto tra tutte le diverse storie che si intrecciano nel romanzo e nella vita del protagonista. Ho letto quasi tutto di Dostojevskij, ma non avevo mai pianto così, avevo provato altre diverse sensazioni,ma non questa commozione. Ripeto : ALTAMENTE SOTTOVALUTATO .

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    Tommaso

    26/01/2008 09.21.27

    Non il meglio di Dostoevskij, ma accettabile. Certo Delitto e Castigo è migliore, ma anche questo libro è dal contenuto interessante. Lo stile è quello classico: eccelso e perfetto!!

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    Gino

    09/09/2007 14.36.19

    L'opera in questione non è certamente il canto del cigno di Dostoevskij,tuttavia è piacevole la lettura,soprattutto per il finale a sorpresa.Leggerlo a Mosca mi ha dato un'emozione differente da quella provata in Italia;mi ha aiutato a compenetrare meglio la vita,i sentimenti dei personaggi,tra l'altro ben definiti nei loro caratteri(come è solito fare l'amico Fjodor!!!).Alcune parti potrebbero sembrare prolisse ed inutili, ma in realtà il gomitolo si dipana lentamente per rivelare la soluzione finale.Per chi è romantico e sognatore,questo libro può suscitare tenerezza!Gino

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    sdazio

    05/07/2007 08.33.32

    Il romanzo in sé (Dostoevskij stesso ne salvava una cinquantina di pagine) non è un capolavoro, ma oltre a quello che vi è contenuto (l’angolo del signor Smith nella pasticceria Miller e brani della terza e quarta parte sono notevoli) ci si imbatte in sbavature, inciampi, svariate pagine di servizio. È emozionante (e consolante) poter leggere quest’opera a metà tra romanzo e brogliaccio.

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    Marty

    12/01/2007 16.56.34

    Avevo comprato questo libro molto tempo fa, però solo dopo essermi accostata a "Delitto e Castigo", mi decisi a leggere quest'altro opera del grande Dostoevskij (uno degli autori più perfetti mai esistiti!). La storia, che si svolge nell'arco di pochi mesi, è narrata dal punto di vista di Vania, un ragazzo che sta cercando di diventare scrittore e che contemporaneamente assiste Natascia (della quale è innamorato lui stesso), che si era innamorata di Alioscia, figlia del Principe. Parrebbe una sorta di Cenerentola russa, ma purtroppo il padre di Natascia e quello di Alioscia non approvano questa relazione e sono in aspro conflitto anche per altri affari, e il Principe non esita ad architettare qualsiasi modo per "umiliare e offendere" i due innamorati. Infatti, approfittando del carattere debole e inconstante di Alioscia, gli fa conoscere la bella Katia... A questo, per Vania si aggiunge la presenza di Nelly, una bambina dal carattere alquanto problematico, che sconvolgerà la vita di tutti. Nonostante non sia una delle sue opere maggiori, Dostoevskij non si risparmia, creando un particolare intreccio di vicende che alla fine si scopriranno essere tutte collegate. Lo consiglio a chi si vorrebbe accostare a questo grande autore, senza però buttarsi subito a pesce sui grandi romanzi.

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    susanna-liceo classico-cesena

    28/06/2005 01.19.51

    "Umiliati e offesi" parla di un principe dall'atteggiamento reticente e materialista, che all'improvviso insulta il suo compagno di terre e proprietà, Ikmenev, il quale risponde al principe con provocazioni,convocazioni in tribunale e un duello.La figlia di Ikmenev, Natascia, si innamora del figlio del principe,Alioscia, ragazzo poco serio, superficiale,dal comportamento piuttosto fanciullesco, sprovveduto ed ingenuo; il principe non approva,, come Ikmenev, il matrimonio dei due giovani; il primo dissuade il figlio dell'idea facendogli incontrare una giovane fanciulla affascinante, Katia, che poi lo sposerà;il secondo maledice la figlia, che ha lasciato i genitori ed è fuggita dal suo Alioscia.Questi se ne andrà a Pietroburgo con Katia mentre Ikmenev perdonerà la figlia, e prenderà con sè una piccola orfanella da parte di madre, figlia del principe, orgogliosa e malata di epilessia, che morirà dopo poco. Il racconto è ben scritto, anche se pare che Dostoevskij si dilunghi un pò troppo su alcuni punti che comunque posso ignorare.Non posso che dare un voto alto, mi è piaciuto e l'ho adorato da subito questo romanzo, tanto che ne ho concluso la lettura in soli quattro giorni; si tratta di una tresca amorosa tragica, circondata dalle profonde riflesssioni del protagonista, innamorato di Natascia, dal dolore di Nelly, dalla morte di suo nonno, dalle liti familiari, dagli allegri colloqui in ambito cortese dei nobili; è il libro che raccomando di leggere dopo "I Demoni".

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