L' uomo che volle essere re

Rudyard Kipling

Traduttore: F. Siniscalco
Collana: La memoria
Edizione: 4
Anno edizione: 1986
In commercio dal: 7 luglio 1989
Pagine: 80 p.
  • EAN: 9788838903663
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 5,95

€ 7,00

Risparmi € 1,05 (15%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Manuela Alessio

    19/06/2017 12:48:41

    Avevo acquistato qualche anno fa questo libricino edito da Sellerio in una libreria IBS di Firenze, con l'intenzione di leggerlo in treno. Ora l'ho ripreso in mano e l'ho riletto due volte. Si tratta di uno dei migliori racconti di tutta la storia della letteratura, e pensare che gli insegnanti avevano rispedito Kipling in India perché non meritevole di proseguire gli studi! Duro e ironico, surreale e concreto, questo racconto è un gioiello, il film che ne è stato tratto, malamente interpretato da due grandi attori, non ne riproduce per nulla l'atmosfera. Attenzione inoltre al fatto che la recensione-riassunto che precede la mia poco ha a che vedere con il contenuto del racconto. Dravot non ha fatto incetta d'oro, non ha mai cercato di scappare, non è stato trafitto da lance e non è morto per decapitazione, tantomeno Carnehan è stato accecato. Quindi leggetevi pure questo bel racconto senza timore che il riassunto maldestro sottostante vi abbia rovinato il gusto della scoperta.

  • User Icon

    Marco VASTA

    13/01/2004 14:23:39

    Kipling scrisse nel 1888 "L’uomo che volle farsi re" (Sellerio 1986), ambientandolo nell’immaginaria provincia del Kafiristan, fra Pakistan ed Afghanistan. È la storia di due sergenti dell’esercito coloniale dell’Impero Britannico, Daniel Dravot e Peachy Carnehan, simpatici e truffaldini avventurieri che, disertando, decidono di avventurarsi nelle inospitali gole afghane. Senza cimentarsi con la religione e i suoi dogmi, ma attratti dall’oro, i due riescono a costruire un regno. Pur essendo frutto della sua immaginazione, Kipling scrive di aver raccolto questa storia negli ambienti della Loggia massonica di Lahore «Speranza e Perseveranza», essendo i due militari anch’essi massoni. Ed è paradossalmente l’appartenenza massonica a salvare la vita ai due avventurieri ed a fare in modo che Dravot, divinizzato, divenga re dei Kafiri. Le popolazioni locali, infuriate nei confronti dei due inglesi stavano infatti per linciarli se non fosse stato per un monile che Dravot aveva, raffigurante il simbolo massonico di un occhio nel triangolo. Kipling ci spiega che tali simboli erano diffusi e divinizzati dalle popolazioni dell’Asia Centrale. Qui ricompare ancora una volta l’iconoclastia e l’impercettibilità di Dio. Ma il monile non salverà due volte Dravot: nel momento in cui, raccogliendo gli ori accumulati, tenta la fuga per tornare in India, anche il sergente che volle farsi Re viene trafitto da lance e decapitato. Più fortunato sarà il suo collega Carnehan, “solamente” accecato. Carnehan confida all’inizio della storia delle interessanti parole: «La legge, come si dice di solito, prescrive una condotta di vita irreprensibile che non è facile da seguire. Sono stato a più riprese compagno di un mendicante, ma in circostanze che impedivano a ciascuno di noi di scoprire se l’altro ne fosse degno. Fratello di un principe ancora non lo sono stato, sebbene una volta sia giunto molto vicino ad imparentarmi con quello che avrebbe potuto essere un vero re, tanto che mi venne promessa la concessione di un regno: esercito, corti di

Scrivi una recensione

L'individualismo, e le sue diverse e sfuggenti sfaccettature, è il tema dell'avventura narrata in questo piccolo libro.