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Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788806196363
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Recensioni dei clienti

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    Julia

    04/01/2015 10.29.59

    Un giallo della Vargas vale sempre la pena. L'intrigo è ben congegnato, i personaggi notevoli e particolari, anche se devo dire che il commissario Adamsberg è un po' troppo ripiegato su se stesso per i miei gusti. Intrigante.

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    Gondrano

    28/04/2014 10.05.09

    Boh? A tratti mi ha conquistato, a larghi tratti mi sono annoiato a morte. Non so se leggere altro della Vargas, probabilmente non ora, la riprenderò più in là. In ogni caso, molto particolare.

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    NicolaAgrelli

    19/02/2014 01.10.40

    Appena terminato "L'uomo dei cerchi azzurri"! Che ne penso? PRO: è scritto bene a livello sintattico, una trama non troppo scontata, lettura leggera non troppo impegnativa... CONTRO: l'ho trovato un po lento nelle eccessive elucubrazioni divaganti di Adamsberg, il commissario purtroppo non mi ha preso granché, lo trovo un po' irritante, quasi totale mancanza di azione, si avverte l'apatia del protagonista, la trama non scontata si presta ad uno sviluppo forse un po' inverosimile. Diciamo che come prima conoscenza della Vargas è stata piacevole ma non mi ha convinto del tutto. Vediamo con i prossimi.

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    Louis

    20/12/2013 11.21.08

    Un giallo sopra le righe, un'atmosfera rarefatta che avvolge comprimari bizarri ed un protagonista che definirei "onirico". Il tutto sembra appena abbozzato, la caratterizzazione dei due personaggi principali é ancora allo stato embrionale e le interazioni tra la coppia Adamsberg/Danglard sembrano poco delineate ed incerte, a volte piuttosto piatte. La trama é comunque intrigante, ma troppe intuizioni piovute dall'alto ed un finale talmente inverosimile e macchinoso da risultare insensato rovinano il tutto. Si tratta del primo romanzo della serie e si nota una certa immaturità nella gestione delle dinamiche che caratterizzano un giallo, ma spero comunque in una evoluzione che riesca a valorizzare al meglio la coppia di investigatori piuttosto insolita imbastita in questo romanzo. A vérifier!

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    spaggio

    06/11/2013 20.47.40

    Primo libro di Vargas che leggo. Mi è piaciuto? Come risponderebbe il commissario Adamsberg: non lo so. Attirato dalla "fama" della scrittrice ho comprato, tutti insieme, i tre libri della trilogia Adamsberg, convinto di andare sul sicuro. Dopo questo libro, però, sono perplesso. Ritmo "fatigant" per tutta la prima metà (un pochino meglio dalla metà in poi), linguaggio ampolloso e astruso, personaggi improbabili, una discreta coppia di sbirri (Adamsberg e Danglard)che potrebbero funzionare nel lungo periodo (vedremo) se si desse loro un po' più di spessore e li si rendesse più credibili e, direi, più normali, in certi passaggi del libro (ma è possibile che un padre, Danglard, usi certe costruzioni di frase nel parlare coi figli? Che neanche alla Sorbonna...). La storia basata sull'enigma dei cerchi azzurri era certamente intrigante ma, alla fine, la costruzione sfocia nel finale deludente e improbabile, raffazzonato in fretta e furia, e senza tante spiegazioni: nemmeno il significato della scritta che compare semre attorno ai cerchi azzurri, alla fine, viene svelato. Insomma, delusione. Ma, avendo gli altri due libri già in scaffale, darò un'altra chance alla, per ora soppravvalutata a mio avviso, Fred Vargas. P.S.-Le prime pagine de "L'uomo a rovescio" che ho testè iniziato promettono bene (inizio che cattura...rovesciato rispetto al precedente. Mah. Che dire?) Mi piacerà quest'altro libro? Non lo so.

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    P.G.

    23/04/2013 15.05.27

    Partiamo da una premessa: dentro un cerchio azzurro si può anche stare bene; basta rilassarsi e lasciarsi guidare. Filosofi e filosofe metropolitane, atmosfere misteriose, umanità sfuggente e stile semplice (ma mai banale), possono regalare barlumi di serenità e di leggerezza. Il massimo dei voti, ovviamente, nel e per il suo genere.

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    marcella

    28/09/2012 17.28.40

    E' il primo libro della Vargas che ho letto e avevo un'aspettativa molto alta. Non mi è piaciuto lo stile "filosofeggiante" e neanche il carattere dei personaggi. Sono andata avanti solo per sapere chi era l'assassino e la seconda parte del libro mi è piaciuta, è decisamente più brillante.L'ho rivalutato e mi è entrato dentro, quindi lo consiglio.

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    Luca

    25/09/2012 22.16.29

    Primo caso del commissario venuto dai Pirenei in cui la Vargas descrive, con dovizia, ma senza esagerare i propri beniamini (ndr Adamsberg e Danglard). La trama è ben congegnata e prende il lettore fin dalle prime righe. Lettura godibile. Un consiglio: nonostante le storie dell'autrice non richiedano una lettura cronologica, questa è preferibile; visto che da "parti in fretta e non tornare" il commissario insieme al suo vice cambiano arrondissement (dal V al XIII).

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    Simonpietro Veronese

    04/09/2012 12.27.55

    Non è il migliore romanzo della Vargas ("La cavalcata dei morti" mi è piaciuto molto di più). La narrazione non è sempre fluida e l'autrice si dilunga troppo su alcuni passaggi che con il cuore della trama hanno poco a che fare. Una lettura comunque piacevole.

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    Carlo

    29/07/2012 08.09.33

    È vero: si legge in un attimo (sarà che sono un lettore veloce). E dopo che hai finito di leggerlo vorresti aver dedicato il tempo a qualcos'altro. Finale demenziale e inverosimile. La vecchia regola dei gialli di "serie B" ("stupire" il lettore con un finale/colpevole inaspettato) qui è rispettata in pieno. Purtroppo.

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    Carlo

    29/07/2012 07.59.33

    Secondo (o terzo?) libro della Vargas che leggo. Gradevoli i personaggi ma il finale è così incredibile che mi sono sentito preso in giro. E per favore, niente paragoni con Maigret. A parte la nazionalità non hanno nulla in comune.

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    Dora

    22/05/2012 14.28.48

    Ho voluto confermare, si legge in un attimo. Per me il migliore della Vargas.

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    Batablam

    22/05/2012 14.27.32

    Una precedente recensione si lamenta della difficoltà di lettura. Mah!?! L'ho letto in un attimo!! Grande

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    Francesca

    08/05/2012 10.39.06

    Era da moltissimo tempo che volevo leggere un libro della saga del commissario Adamsberg e alla fine ho deciso di partire con il primo "L'uomo dei cerchi azzurri" pubblicato in Francia nel 1996. Che dire? Dire che mi è piaciuto sarebbe riduttivo. Sono rimasta affascinata dalla prosa della scrittrice francese, dal commissario "spalatore di nuvole", dal suo braccio destro Danglard e dalle sue chiaccherate con i cinque figli.. A parer mio la scrittrice francese riesce a fare entrare il lettore nell'universo di Adamsberg e a farlo affezionare a tutti i personaggi. La trama passa quasi e sottolineo quasi in secondo piano. Personalmente ho apprezzato moltissimo l'intreccio giallo del libro fino al finale che è stato non deludente ma sicuramente un pò forzato. Ma glielo si perdona volentieri. Assolutamente consigliato. Per chi non ha mai letto nulla della Vargas e più in particolare di Adamsberg consiglierei di partire da questo libro...per poter assaporare meglio l'evoluzione dei personaggi e della scrittrice stessa.

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    Paolo Numana

    06/05/2012 13.10.00

    Bella prosa, bella storia e bei dialoghi. Un romanzo avvincente e che si fa ben leggere. Sicuramente la lettura non è leggera, ma ti lascia molto. Da leggere.

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    Tottines

    07/01/2012 10.12.24

    La coppia di detective Adamsberg-Danglard non è niente male,questo dovrebbe essere il primo libro della serie, in effetti i personaggi sembrano ancora un po' incerti, non ancora perfettamente delineati, ma comunque la narrazione risulta scorrevole e ben disegnata. In certi momenti l'italiano è ricercato e mai banale. Sicuramente da approfondire la conoscenza di questo autore.

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    Ragnetto

    11/04/2011 22.50.20

    E'il primo libro che leggo della Vargas e l'ho trovato davvero bello. E' vero, i protagonisti sembrano tutti un pò sconclusionati e fuori di testa, ma alla fine il thriller viene fuori.....e il mistero nelle ultime pagine viene risolto in modo logico e preciso. Il personaggio di Adamsberg mi ha affascinato non poco, davvero un tipo originale. E la storia con Camille....bellissima la scena finale sul treno. "Almeno un'ora prima di tirare le cuoia..."

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    sbirulino

    16/01/2011 12.43.46

    l'ho trovato inconcludente. un presunto giallo autoreferenziale in cui la "soluzione" viene fornita come calata dall'alto, senza alcun collegamento con il narrato. in generale non si legge con piacere nè è caratterizzato da una buona scrittura.

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    Robin

    10/01/2011 11.51.56

    Giallo intrigante e personaggi ben delineati. La storia scorre fluida e interessante, mentre si viene deliziati dai peronaggi bizzarri e accattivanti. Non si può non averli nella propria libreria.

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    silvia

    31/08/2010 17.45.21

    Questo è proprio bello! mi ha avvinto fin dalle prime pagine!

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