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L' uomo dei cerchi azzurri

Fred Vargas

Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788806182311
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Recensioni dei clienti

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    Julia

    04/01/2015 10.29.59

    Un giallo della Vargas vale sempre la pena. L'intrigo è ben congegnato, i personaggi notevoli e particolari, anche se devo dire che il commissario Adamsberg è un po' troppo ripiegato su se stesso per i miei gusti. Intrigante.

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    Gondrano

    28/04/2014 10.05.09

    Boh? A tratti mi ha conquistato, a larghi tratti mi sono annoiato a morte. Non so se leggere altro della Vargas, probabilmente non ora, la riprenderò più in là. In ogni caso, molto particolare.

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    NicolaAgrelli

    19/02/2014 01.10.40

    Appena terminato "L'uomo dei cerchi azzurri"! Che ne penso? PRO: è scritto bene a livello sintattico, una trama non troppo scontata, lettura leggera non troppo impegnativa... CONTRO: l'ho trovato un po lento nelle eccessive elucubrazioni divaganti di Adamsberg, il commissario purtroppo non mi ha preso granché, lo trovo un po' irritante, quasi totale mancanza di azione, si avverte l'apatia del protagonista, la trama non scontata si presta ad uno sviluppo forse un po' inverosimile. Diciamo che come prima conoscenza della Vargas è stata piacevole ma non mi ha convinto del tutto. Vediamo con i prossimi.

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    spaggio

    06/11/2013 20.47.40

    Primo libro di Vargas che leggo. Mi è piaciuto? Come risponderebbe il commissario Adamsberg: non lo so. Attirato dalla "fama" della scrittrice ho comprato, tutti insieme, i tre libri della trilogia Adamsberg, convinto di andare sul sicuro. Dopo questo libro, però, sono perplesso. Ritmo "fatigant" per tutta la prima metà (un pochino meglio dalla metà in poi), linguaggio ampolloso e astruso, personaggi improbabili, una discreta coppia di sbirri (Adamsberg e Danglard)che potrebbero funzionare nel lungo periodo (vedremo) se si desse loro un po' più di spessore e li si rendesse più credibili e, direi, più normali, in certi passaggi del libro (ma è possibile che un padre, Danglard, usi certe costruzioni di frase nel parlare coi figli? Che neanche alla Sorbonna...). La storia basata sull'enigma dei cerchi azzurri era certamente intrigante ma, alla fine, la costruzione sfocia nel finale deludente e improbabile, raffazzonato in fretta e furia, e senza tante spiegazioni: nemmeno il significato della scritta che compare semre attorno ai cerchi azzurri, alla fine, viene svelato. Insomma, delusione. Ma, avendo gli altri due libri già in scaffale, darò un'altra chance alla, per ora soppravvalutata a mio avviso, Fred Vargas. P.S.-Le prime pagine de "L'uomo a rovescio" che ho testè iniziato promettono bene (inizio che cattura...rovesciato rispetto al precedente. Mah. Che dire?) Mi piacerà quest'altro libro? Non lo so.

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    P.G.

    23/04/2013 15.05.27

    Partiamo da una premessa: dentro un cerchio azzurro si può anche stare bene; basta rilassarsi e lasciarsi guidare. Filosofi e filosofe metropolitane, atmosfere misteriose, umanità sfuggente e stile semplice (ma mai banale), possono regalare barlumi di serenità e di leggerezza. Il massimo dei voti, ovviamente, nel e per il suo genere.

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    Luca

    25/09/2012 22.16.29

    Primo caso del commissario venuto dai Pirenei in cui la Vargas descrive, con dovizia, ma senza esagerare i propri beniamini (ndr Adamsberg e Danglard). La trama è ben congegnata e prende il lettore fin dalle prime righe. Lettura godibile. Un consiglio: nonostante le storie dell'autrice non richiedano una lettura cronologica, questa è preferibile; visto che da "parti in fretta e non tornare" il commissario insieme al suo vice cambiano arrondissement (dal V al XIII).

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    Simonpietro Veronese

    04/09/2012 12.27.55

    Non è il migliore romanzo della Vargas ("La cavalcata dei morti" mi è piaciuto molto di più). La narrazione non è sempre fluida e l'autrice si dilunga troppo su alcuni passaggi che con il cuore della trama hanno poco a che fare. Una lettura comunque piacevole.

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    Carlo

    29/07/2012 08.09.33

    È vero: si legge in un attimo (sarà che sono un lettore veloce). E dopo che hai finito di leggerlo vorresti aver dedicato il tempo a qualcos'altro. Finale demenziale e inverosimile. La vecchia regola dei gialli di "serie B" ("stupire" il lettore con un finale/colpevole inaspettato) qui è rispettata in pieno. Purtroppo.

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    Dora

    22/05/2012 14.28.48

    Ho voluto confermare, si legge in un attimo. Per me il migliore della Vargas.

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    Batablam

    22/05/2012 14.27.32

    Una precedente recensione si lamenta della difficoltà di lettura. Mah!?! L'ho letto in un attimo!! Grande

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    Francesca

    08/05/2012 10.39.06

    Era da moltissimo tempo che volevo leggere un libro della saga del commissario Adamsberg e alla fine ho deciso di partire con il primo "L'uomo dei cerchi azzurri" pubblicato in Francia nel 1996. Che dire? Dire che mi è piaciuto sarebbe riduttivo. Sono rimasta affascinata dalla prosa della scrittrice francese, dal commissario "spalatore di nuvole", dal suo braccio destro Danglard e dalle sue chiaccherate con i cinque figli.. A parer mio la scrittrice francese riesce a fare entrare il lettore nell'universo di Adamsberg e a farlo affezionare a tutti i personaggi. La trama passa quasi e sottolineo quasi in secondo piano. Personalmente ho apprezzato moltissimo l'intreccio giallo del libro fino al finale che è stato non deludente ma sicuramente un pò forzato. Ma glielo si perdona volentieri. Assolutamente consigliato. Per chi non ha mai letto nulla della Vargas e più in particolare di Adamsberg consiglierei di partire da questo libro...per poter assaporare meglio l'evoluzione dei personaggi e della scrittrice stessa.

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    Paolo Numana

    06/05/2012 13.10.00

    Bella prosa, bella storia e bei dialoghi. Un romanzo avvincente e che si fa ben leggere. Sicuramente la lettura non è leggera, ma ti lascia molto. Da leggere.

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    silvia

    31/08/2010 17.45.21

    Questo è proprio bello! mi ha avvinto fin dalle prime pagine!

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    Daniela

    27/04/2010 09.21.41

    Non so ancora come pronunciarmi su questa scrittrice... è il primo libro che leggo della Vargas e per dare un giudizio meglio ponderato aspetto di leggere almeno qualche altro suo libro. Ho trovato Adamsberg un pochino irritante in alcuni suoi atteggiamenti... sono più per gli investigatori vecchio stampo alla Sherlock Holmes o alla Poirot, ma il libro si fa leggere in maniera molto scorrevole e non è scontato.

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    Lucia

    05/03/2010 09.19.01

    Decisamente non è il mio stile di scrittura, per nulla fluida, si legge con difficoltà, dialoghi senza senso, storia banale.

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    antorizz

    14/01/2010 18.02.05

    Non darò mai un voto basso ad una delle opere di Vargas, i suoi libri sono quelli che appena comprati ti viene voglia di aprirli e annusarne le pagine e quando estasiato riapri gli occhi sei in mezzo ad un maledetto cerchio azzurro... agonizzante ma contento.

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    michela

    15/07/2009 12.47.03

    Premetto che è il primo libro che leggo di questa autrice, ne leggerò qualche altro per capire meglio, me l'hanno consigliata pargonandola ad agata christie, in contrapposizione con quello che può essere stieg larson, e tutti quelli che scrivono gialli più violenti. Purtroppo dalle prime pagine mi sono imbattuta in dialoghi per nulla fluidi, che vanno avanti tra un botta e risposta a mio avviso molte volte forzati, altre volte che non ci appiccicano nulla col resto della storia. Non mi sono piaciuti nemmeno i personaggi principali, uno stralunato, l'altro alcolizzato, ogni tanto compare l'aggettivo bello per caratterizzare un personaggio, anche qui molte volte a sproposito, non è importante, non ha senso nè motivo. Il protagonista pare dotato di un sesto senso che gli rivela la crudeltà delle persone, che è ben altra cosa rispetto alla macchinazioni delle celluline grigie di poirot.. che altro non fa, da appena appare in scena, che rivelarti chi è l'assassino. E se accusavano la christie di ingannare i lettori tenendogli nascosti i particolari per non svelare l'assassino, qui siamo di fronte ad un assoluto silenzio su alcuni dialoghi fondamentali per capire, che non vengono nemmeno acccennati. No, secondo me non ci siamo, quando ho letto che l'autrice scrive ogni libro in 21 gg, forse ho trovato il motivo, le trame sono interessanti, ma a mio avviso un libro ha bisogno di molto più lavoro, deve essere curato e non buttato giù e pubblicato.

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    PAOLA74

    17/04/2009 11.07.42

    Questo è il primo libro che leggo di questa scrittrice e mi è piaciuto moltissimo. Si legge velocemente, la trama è accattivante e induce a voler conoscere il finale nel più breve tempo possibile. Lo consiglio vivamente!

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    rosarino

    05/04/2009 00.18.44

    E' il primo libro di quest'autore che leggo. La trama, come giallo, non l'ho trovata notevole, ma il profilo psicologico di alcuni personaggi sì. Aspetto il prossimo.

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    mauro

    15/03/2009 23.34.21

    Bello......

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