L' uomo in rivolta

Albert Camus

Editore: Bompiani
Collana: Tascabili. Saggi
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 maggio 2002
Pagine: 346 p.
  • EAN: 9788845252785
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    damiano

    07/07/2017 14:30:26

    Profondo e moderno.

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    ENZO (27.4.2016)

    27/04/2016 15:44:41

    Nello spirito umano solo due universi sono possibili: l'universo religioso e quello della rivolta: ma nell'universo religioso non si trova alcune problematica reale, tutte le risposte sono già state date una volta per tutte. La metafisica è stata sostituita dal "mito", non ci sono più interrogativi, ma solo risposte definite ed eterni commenti? Ma quando il cristianesimo è stato sottomesso alla critica della ragione, per la pretesa di coniugare "fede e ragione" (come anche Ratzinger sostiene?), allora "l'uomo in rivolta" è l'uomo che si adopera per rivendicare un ordine umano in cui tutte le risposte siano umane, cioè razionalmente formulate. "La rivolta metafisica è il movimento per il quale un uomo si erge contro la propria condizione e contro l'intera creazione. E' metafisica perché contesta i fini dell'uomo e della creazione: ed in questo la rivolta nel mondo occidentale è inseparabile da quella del cristianesimo, poiché "l'uomo è la sola creatura che rifiuta di essere ciò che è".

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    alberto

    12/11/2008 21:13:54

    credo che il messaggio del libro di camus sia chiaro: la rivoluzione è una strada senza uscita, una via che porta inevitabilemente al punto di partenza. il saggio è un'implacabile critica della rivoluzione e dei rivoluzionari, non lascia tregua e scampo, ogni passo è una decostruzione sommaria dell'etica rivoluzionaria ponendo di nuovo l'interrogativo all'umanità di come sia possibile uscire dall'ingiustizia senza che questa uscita si trasformi in tirannide. il libro è interessantissimo, ci sono parecchi spunti che possono utilizzati come base per porre una critica anche ai modelli delle democrazie occidentali arrogantesi in questi ultimi anni come portatrici di pensiero unico. è senz'altro un opera di ribellione, ma di quelle che non propongono l'abbattimento di un sistema per erigerne un altro, ma per meditare profondamente sul sentimento che ogni uomo ha dentro di se contro le ingiustizie che l'umanità ha perpetrato contro se stessa.

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    FRANCESCO

    03/08/2008 21:42:51

    In questa opera Camus mette in rilievo come l'uomo moderno,nato dalla Rivoluzione Francese,finisca spesso per sostituire alla Divinità ,un'altra forma di "sottomissione" ,cioè quella alle ideologie politiche che nel tentativo di superare ogni metafisica,hanno finito per crearne a loro volta una.L'idea di rivoluzione,nata per far sì che l'uomo potesse riappropriarsi della vita attraverso un processo di emancipazione,ha finito con il creare dei sistemi che hanno finito con il "divinizzare la Storia" e piegare gli uomini a tutti i capricci di coloro che se ne facevano interpreti.Il paradiso da raggiungere,viene sostituito da una "meta" terrena e razionale,la quale però esige un "sacrificio" che finisce per rendere il tutto un processo infernale e liberticida,che non ammette alcuna debolezza o incertezza e che chiede un'adesione cieca:l'esperienza del Socialismo Reale,viene così descritta da Camus,il quale critica anche quegli aspetti di Nietzsche un pò oscuri,che il nazismo,esasperò e che generarono gli orrori da tutti conosciuti.La libertà per Camus,è sostanzialmente legata al rifiuto di ogni conformismo e all'accettazione del carattere imperfetto di ogni idea,alla pratica del dubbio , della tolleranza e della solidarietà.Il carattere "Assurdo" dell'esistenza umana è la causa primaria,che spinge gli uomini a cercare un significato,laddove come Camus afferma,non ve n'è alcuno.Questa condizione di debolezza è alla base della ricerca di un senso ,che per secoli è stato di carattere religioso,e da 200 anni circa si è tramutato nel sogno della Rivoluzione.Si possono condividere le critiche di Camus ,ma sui possibili rimedi ,l'autore non risulta essere convincente.Da leggere comunque.

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    Tullio Pascoli

    04/12/2004 20:10:08

    Albert Camus, combattente di resistenze marxiste, partecipa alla guerra civile spagnola; è dei migliori, eppure, lo sconfesseranno, accusandolo di eresia. Colpevole di non aver voluto pensare con la testa altrui. L’UOMO IN RIVOLTA è un capolavoro d’obbligo delle biblioteche di chi pensa ed ama la libertà; di chi non si rassegna e non sacrifica la propria fede per il partito. Camus è disposto a pagare il prezzo della propria coerenza anche con la perdita di vecchi amici che preferiscono salvare la dottrina, nascondendo la vergogna sotto il tappeto dell’ omertà. Questo saggio insegna agli individui ad essere se stessi; a non piegarsi al conformismo di convenienza; mai rassegnarsi, mantenersi sempre in rivolta, senza rinunciare allo spirito critico. L’ individuo responsabile mette a nudo pure la propria dottrina, se necessario. Contro i totalitari bisogna reagire, rinnovando la propria indole rivoluzionaria. Il marxismo è solo una facciata: assunto il potere è come qualsiasi altro totalitarismo, anzi forse è peggio, è anche ambiguo. La dottrina esige fede cieca, militanza e bandisce la consapevole responsabilità. La rivoluzione russa assomiglia troppo alla Rivoluzione Francese: accende entusiasmi, ma presto soffre la metamorfosi in cui i rivoltosi reprimono ogni libertà. Camus, come Aron, Orwell, Silone e tanti altri marxisti scopre che l’ U.R.S.S. è l’antitesi del paradiso sognato; un inferno. Allora si ribella e scrive il più convincente saggio contro il totalitarismo e mette in guardia l’individuo: deve distinguere fra rivoluzione e rivolta. La prima è un fuoco di paglia; finito il falò, tutto riprende da capo, magari in peggio. La rivolta, è un’altra cosa: è azione permanente. L’ UOMO IN RIVOLTA è l’individuo che pensa e si ribella al conformismo. Lo scrive ed i vecchi compagni di lotta, primo fra i quali Sartre lo condannano all’ostracismo come gli altri eretici. Il Premio Nobel lo redime e lo consacra. Con gli archivi rossi aperti, diventa l’icone, l’eroe in rivolta premiato dalla coerenza e dall’onestà.

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