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Paul Auster

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2008
Pagine: 152 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806194741

Se è vero, come sosteneva Giordano Bruno, che l'universo contiene infiniti mondi, che esistono infinite possibilità di vivere un'altra esistenza, allora forse gli scrittori possono realmente creare delle realtà parallele attraverso i loro romanzi. Possono far vivere i loro personaggi, renderli coscienti, attribuire loro pensieri e desideri che assumono col tempo una loro autonomia. In fondo August Brill ha solo immaginato la vita del caporale Owen Brick. Durante una delle sue notti insonni, passate a osservare il buio nella grande casa del Vermont, August Brill immagina il suo romanzo fantapolitico, immagina che gli Stati Uniti, all'indomani dalla prima, risicata, vittoria elettorale di George Bush, si siano rivoltati contro gli Stati confederali e abbiano chiesto l'indipendenza, facendo scoppiare una guerra civile. In questo nuovo mondo, in cui ovviamente non c'è stato nessun 11 settembre, ma dei lunghi anni di scontri intestini tra Stati indipendenti e federali, qualcuno ipotizza una soluzione drastica per uscire dalla crisi: uccidere il responsabile della guerra civile, ovvero il suo ideatore, cioè proprio August Brill.
Una storia lunga una notte d'insonnia, durante la quale si gioca una battaglia decisiva tra la vita e la morte. Mentre il caporale Owen Brick escogita il suo piano per porre fine alla guerra civile, August Brill si distrae dalla storia che sta inventando, per immergersi nel vortice dei suoi ricordi. La morte di sua moglie Sonia, stroncata da un cancro pochi mesi prima, l'incidente in cui è rimasto coinvolto e che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, e poi il trasloco a casa di sua figlia Miriam, reduce da un divorzio. Le notti sono insonni per tutti, nella grande casa del Vermont, per il nonno ma anche per Sonya, sua nipote ventenne, studentessa di cinema che piange il suo fidanzato Titus morto in Iraq. Tre solitudini profonde, che nel cuore della notte cercano di costruirsi nuovi mondi e nuove certezze, nel vano tentativo di ignorare la vita reale e la sua profonda tristezza.
Mentre i rumori della lunga notte fanno cigolare gli stipiti delle porte e le assi del pavimento, August brancola nel buio, indeciso se far vivere i suoi sogni o soccombere ai suoi intenti più reconditi. Ma la realtà si rivelerà ben più complessa delle elucubrazioni di un vecchio scrittore, e la vita, ancora una volta, coglierà di sorpresa l'uomo e gli infiniti mondi che si è fabbricato.
Un romanzo che, ancora una volta, offre un saggio della profondità di Paul Auster, capace di penetrare in ogni piega dell'esistenza, di leggerne i segnali più nascosti e restituirceli in tutta la loro cristallina limpidezza. Un libro sulla vita e sulla morte, labirintico come un incubo e criptico come l'inconscio, da leggere e da rileggere, con lentezza, assaporandone ogni singola, illuminante frase.

Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    16/05/2016 17.18.26

    C'è qualcosa di monco in questa narrazione; due storie che avrebbero dovuto chiudere un cerchio che invece è rimasto lì, come un pacman con la bocca spalancata. Manca una fetta, una fetta che avrebbe dato unicità e coerenza al tutto; un pacman divorato a sua volta da un agghiacciante epilogo. La scrittura perfetta di Auster in un racconto imperfetto.

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    nicola

    06/08/2012 12.18.56

    Un libro apologetico sul valore terapeutico dell'invenzione e della narrazione e sull'inelluttabile avvento del reale. Un uomo al buio della notte della sua stanza cerca di evitare di affrontare i lutti propri e della sua famiglia ( di sua figlia e di sua nipote entrambe con lui conviventi)immaginando una storia sull'America e su un'improbabile guerra civile sul suo territorio. La sua creatura - il protagonista della storia da lui inventata - deve uccidere chi sta generando questa storia: "un suicidio indiretto". E' chiaro fin dall'inizio l'epilogo di questa missione "suicida", come è chiaro che per quanto ci si possa mettere di impegno non ci si può sottrarre dalla storia vera della propria vita. Il dolore non si esorcizza ma si affronta e ogni volta che sopraggiunge l'alba di un nuovo giorno si deve essere pronti ad andare incontro al nostro "folle mondo che viene avanti rotolando".Un libro da leggere a luci soffuse e con partecipante ed umana compassione.

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    marco ferraro

    13/02/2012 23.08.07

    Uno scrittore di notevole statura, non c'è che dire; scrittura ricercata ed approfondita, da cui si capisce in ogni brano o descrizione la cultura profonda da cui attinge lo scrittore. Questo in fin dei conti è un breve lavoro, quasi uno spunto per riflettere sulla situazione americana contemporanea e la critica alla società ed alla politica emerge in maniera molto esplicita. Io direi che tutta la struttura del romanzo si incentra sul messaggio che anche se cerchiamo di evitare certe situazioni, però il bilancio con la nostra vita e le nostre azioni prima o poi lo dovremmo fare, sia a livello personale ma anche a livello più generale relativamente ai nostri rappresentanti ed allora i conti, come atrocità perpetrate e subite, saranno molto pesanti ed inoltre ci toccheranno molto da vicino. Una voce delle coscienza americana. Merita una seconda lettura.

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    Raffaele

    10/02/2012 20.07.17

    Un altro romanzo geniale di Auster che nel suo genere preferito da il meglio di se; in questa occasione, tuttavia, leggermente al di sotto delle sue possibilità e delle mie aspettative. L'argomento e la trama li ho trovati molto interessanti e coinvolgenti, forse un centinaio di pagine in più di approfondimento li avrebbero arricchiti.

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    alex

    27/09/2011 17.18.39

    La storia è indubbiamente bella, originale direi, però i libri troppo corti come questo mi lasciano sempre il dubbio di essere stati troppo sbrigativi.. qualche pagina in più, qualche approfondimento in più.. in fondo i temi erano davvero interessanti e toccanti.

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    Sandra

    08/12/2009 11.29.38

    Reduce dal meraviglioso fast food di Stieg Larsson, avevo affrontato poco convinta il libriccino di un autore che non conoscevo. Appena chiusa l'ultima pagina ho rigirato il libro e l'ho ricominciato, leggendolo piano, per ritrovare quello che solo un grande scrittore sa fare: dire esattamente quello che c'è nella tua testa ma che è come se non esistesse finchè il pensiero non viene formulato in parole

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    Biagio Mastrangelo

    18/11/2009 18.24.01

    Una riflessione sulla guerra in iraq, una riflessione sulla condizione umana, sulla precarietà della vita. Un romanzo breve, ma intenso. Molto bello.

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    Mirco Ficola - Perugia

    09/10/2009 17.04.45

    Libro difficile ma immenso, diviso nettamente in due parti distinte ma comunicanti. La prima, dove gli Stati Uniti prima ancora dell'11 settembre sono in guerra ma con se stessi senza sapere perchè, preludio forse ai successivi 8 anni di guerre a 360° (Iraq, Afghanistan), e dove i personaggi sono marionette comandate e gestite da "personaggi superiori". La seconda, dove il protagonista ripercorre la propria vita, sopratutto le proprie disgrazie: vedovo, invalidato da un grave incidente, orfano del fidanzato della nipote decapitato in Iraq. L'elemento che accomuna le due narrazioni e le salda in maniera ineluttabile sta in una sorta di vortice esistenziale all'interno del quale gli uomini sono inghiottiti, sbattuti, privati di quelle sensazioni positive che rendono la vita di ognuno più facile da vivere. Gli unici momenti di calma all'interno di questo vortice sono rappresentati dalla introspezione, dalla narrazione dei ricordi, in pratica dalla memoria, dalla consapevolezza della propria "storia". Certamente un libro sulla guerra e contro la guerra, ma non solo.

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    Cristiana

    14/07/2009 12.55.28

    ....probabilmente un collage di pezzi rimasti in un cassetto, ma se l'artista è Auster sà come farli stare insieme significativamente.

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    Gaetano Sannino

    26/04/2009 19.42.03

    Breve nel numero di pagine ma grande, immenso nella narrazione. Realisticamente fantasioso, mai banale. è il classico libro che qualunque narratore avrebbe voluto scrivere lui. Non conoscevo Auster prima d’ora e non so quindi come mi sia capitato di comprarlo ma ora non vedo l’ora di leggere la sua intera opera.

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    Philip

    01/03/2009 15.24.41

    Sebbene il "pretesto" dell'America in guerra con sè stessa venga fatto cadere abbastanza rapidamente (e, va detto, in maniera piuttosto brusca) le magnifiche analisi su capolavori del cinema come "Ladri di Biciclette" e le dolorose ed umanissime storie dei protagonisti lo rendono un libro degno di essere letto. Lo stile è diverso dall'Auster della Trilogia di New York, ma risulta sempre efficace e scorrevole.

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    ANTONIO BOCCHI

    09/01/2009 17.12.33

    Ritorniamo con Paul Auster a fraternizzare con personaggi lontani, immersi nelle atmosfere vellutate del Vermont, ancora una volta vicini a noi, al nostro bisogno di affetto e di magia. Parte una storia dalla mente di August Brill, il protagonista, una storia immaginaria che a un certo punto sembra incanalarsi in una vicenda alla David Lynch ove la fantasia si sovrappone alla realtà. Sembra addirittura che i personaggi vogliano risalire all’autore in un sorta di scherzo pirandelliano, in un confronto che ci potrebbe far trasalire di stupore. Ma il sogno o l’incubo si dissolve, ci resta in bocca il retrogusto agrodolce del gioco di prestigio, senza che ce ne venga svelato il trucco. E allora, nelle ultime pagine del libro, ci lasciamo cullare dalle vicende reali che tanto ci ricordano le atmosfere di Leviathan. Auster sa mescolare magistralmente il dolore con la gioia e noi non possiamo far altro che chiudere gli occhi e immaginarci altre storie che ci scaldino il cuore. Come sa fare lui.

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    augusto

    13/12/2008 12.08.42

    Ennesimo romanzo sotto tono di Auster. Un sorta di compitino con cui magari liberare qualche cassetto di idee sparse che stava diventando troppo affollato. Non mancano gli spunti interessanti ma quello che sorreggeva la trama viene bruscamente (è un eufemismo) lasciato cadere. Rimangono alcune cartoline di potenziali storie e l’incapacità di Auster di scrivere dialoghi intimi che alla fine risultano sempre un po’ stucchevoli.

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    Alessio

    11/12/2008 14.24.22

    Non l'ho ancora finito. Non mi sembra tanto male, forse un po' "Matrix".

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    Paganelli Patrizia

    10/12/2008 18.11.34

    Un uomo anziano soffre d’insonnia e in quelle ore interminabili nel buio, inventa delle storie per non pensare alle vicende drammatiche della propria vita. Nella fantasia immagina un’ America dilaniata da una guerra civile dove non sono mai avvenuti l’attacco alle torri Gemelle e la guerra in Iraq. La narrazione è coinvolgente e interessante. Il racconto reale e quello fantastico si intrecciano fino a quando il protagonista non potrà più evadere le sue esperienze dolorose che si stagliano sulla storia drammatica dell’America degli anni 2000. Scritto con uno stile rigoroso, il romanzo offre una lettura appassionante soprattutto per le considerazione dell’autore sulla storia, l’umanità, l’esistenza.

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    Domenico

    22/11/2008 23.00.12

    Daccordissimo con Stefano un romanzo tanto brutto quanto inconcludente,si salvano le ultime 40/50 pagine. Dopo VIAGGIO NELLO SCRIPTORIUM pensavo che Auster avesse toccato il fondo e non poteva che risalire,mi sbagliavo è riuscito a far di peggio con quest'ultimo romanzo.

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    stefano

    20/11/2008 18.20.35

    Un Paul Auster che sta scendendo la china già da qualche anno, povero di idee, forse irrecuperabile. Un romanzo a tratti sciatto, raffazzonato, dialoghi assurdi. Un'opera del genere, scritta da un perfetto sconosciuto sarebbe stata cestinata dalla stragrande maggioranza delle case editrici. Probabilmente non sarebbero arrivati nemmeno a pagina 50. Il romanzo si riprende nelle ultime pagine, ma non bastano a salvarlo.

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    AGT

    01/11/2008 09.04.27

    Sorprendente.Auster ha uno stile tutto suo che non riuscirei ad avvicinare a nessun'altro scrittore.Straordinario l'ordito della trama,con i continui flash back sul suo passato e i salti in un futuro immaginato in una delle tante notti insonni,ma forse non tanto assurdo...Eccellente la traduzione.

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    Magro

    27/10/2008 09.58.50

    Catturato dall'ipotesi di una analisi sugli USA in una possibile guerra civile, sono rimasto deluso da come lo scrittore tratta (e liquida, alla fine) la questione. Troppo superficiale. Ben più interessanti le pagine dedicate ai ricordi (l'ultimo veramente agghiacciante)del protagonista e riguardanti la vita (e morte) dei componenti della sua famiglia.

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    Tommaso

    23/10/2008 14.47.18

    ottimo libro! Una sorta di saggio sulla guerra moderna condotta dagli USA in Medio Oriente! D'accordissimo con il pensiero politico dello scrittore!

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