La vedova Couderc

Georges Simenon

Traduttore: E. Franzosini
Editore: Adelphi
Edizione: 7
Anno edizione: 1993
Pagine: 169 p.
  • EAN: 9788845910203
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    27/08/2017 08:07:28

    L'attacco seduce subito e invoglia come una tentazione immediata, uno scossone sui sensi, un invito che inchioda sulle pagine annullando ogni altra faccenda: "L'uomo che camminava sulla strada tagliata obliquamente ogni dieci metri dall'ombra degli alberi era l'unico viandante per almeno tre chilometri". Verso quale sorte stia andando non sara' altro che la violenta partitura di questo racconto, dove il ritmo della trama, la padronanza dei passaggi e l'asciutta e rude completezza d'insieme alzeranno la cifra della storia a vertici di intensita' assoluta. Gelosie e sospetti, solitudini e silenzi, un calderone di intenzioni covate ai limiti dell'estremo muoveranno i tratti di ogni sguardo come in una tela di lente rivelazioni, di male coltivato. Fino ai picchi dell'inevitabile, arrivo inevitabile nei sogni e nella penna di Georges Simenon. Come uno scivolio verso pendenze senza appigli, sostegni, un umano scavato nelle sue zone piu' amare, umilianti, il vero primitivo della vita che si riaffaccia ogni volta, sotto altre vesti, in altri ambienti, ma coi soliti suoni, con le angosce e i caratteri di sempre. Le movenze del dentro, un destino gia' chiuso in spirali drammatiche, la finta naturalezza che sospinge le azioni, le parole, sotto le quali ben altri sono i propositi. Sapercela fare a rendere tutto questo letteratura e' davvero maestria elegante: "Ormai si era impadronita di lui". Chi? La vita, la sorte, la donna? Forse sono sinonimi. Libro strepitoso.

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    luciano

    05/10/2015 16:11:41

    La solitudine e la sofferenza umana raccontate con una profondità che dà la vertigine. Tutto è ridotto all'essenziale e l'essere umano appare in tutto il suo dolore, incapace, nella realtà, non nel desiderio di riappacificarsi con il mondo.

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    Renzo Montagnoli

    22/06/2015 11:00:04

    Il mondo rurale descritto mirabilmente da Simenon è una realtà chiusa, immobile, dove predominano gli istinti primordiali senza che ci sia spazio per dei veri sentimenti. L'incontro di Tati, vedova e che vive in casa con il suocero, con Jean, un giovane di buona e agiata famiglia uscito da poco di prigione, dove era stato rinchiuso per un delitto, scatena una passione febbrile, ma ci sarà un terzo incomodo nella relazione carnale fra lei e lui. Come una pentola di fagioli che bolle e che minaccia a ogni istante di far saltare il coperchio, alla fine l'amore possessivo di lei finirà con lo scontrarsi con il risveglio in lui per carni più giovani, e, come in una tragedia scespiriana, si arriverà a un drammatico epilogo, con i protagonisti perfettamente nel loro ruolo, incapaci di sfuggire al loro destino. Mi riesce difficile, ogni volta che scrivo la recensione di un libro di Simenon, trovare parole nuove, perché la perfezione non ha bisogno di tante presentazioni o elogi: è così con'è e tutti possono accorgersene leggendo. Ciò che più colpisce é questa primitività, fatta di rapporti umani più carnali che amorosi, di faide familiari, di scontri e di sangue, che Tati e Jean interpretano alla perfezione, tanto da essere indimenticabili, proprio come Simon Signoret (Tatì) e Alain Delon (Jean) nel bellissimo film del 1971 intitolato L'evaso, tratto, peraltro liberamente, da questo stupendo romanzo di Simenon.

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    rosanna robbiano

    10/03/2015 10:01:35

    Bellissimo,tragico, duro. Una narrazione talmente dettagliata e piena che si riescono a vedere perfettamente i protagonisti e gli ambienti, che maestro è stato Simenon. Leggetelo.

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    claudio

    17/01/2015 08:49:33

    Due grandi protagonisti di questo romanzo di Simenon: il giovane Jean, appena uscito di prigione per omicidio, e la vedova Couderc, proprietaria di una cascina in cui vive con suo suocero, un vecchio "porco" come lo definisce lei. Alleva galline, conigli, vacche e produce tutti gli ortaggi che la campagna può dare. Economicamente vive bene, nel senso che ha messo da parte una bella somma. Ma ha grandi pensieri: l'unico figlio in Africa in un battaglione di punizione, le sorelle di suo marito che la vorrebbero sfrattare. A questo punto si attacca a Jean, il quale vive alcune settimane finalmente di libertà, ma che alla fine porterà alla rovina tutti e due. Da questo romanzo è stato tratto un grande film con Simone Signoret e Alain Delon.

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    MASSIMO

    04/12/2014 10:30:18

    L'ennesimo personaggio riuscito di Simenon che si perde nei labirinti di una coscienza greve di incubi e ricordi. Torbido ( nei rapporti umani dei protagonisti ) e solare ( nella descrizione della campagna quasi pascoliana ) ricorda in alcuni momenti "Il postino suona sempre due volte". Ancora una chicca dell'inesauribile Autore.

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    Simone

    29/10/2010 23:19:17

    E' il libro di Simenon che ho letto con più difficoltà. Non perché sia brutto, scritto male o noioso. Semplicemente perché non sono riuscito ad entrare in empatia con i personaggi. I due protagonisti sono morbosi, freddi, strani e stranianti. L'ambiente che li circonda altrettanto. Mi ha lasciato una sensazione di gelo e il finale shock non ha aiutato ad alleviare le mie titubanze.

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    Paperut

    28/11/2009 17:11:16

    Comprato d'occasione su una bancarella, questo romanzo "duro" di Simenon mi ha coinvolto e appassionato. L'aria nostalgica e vagamente morbosa della provincia francese aleggia come un presagio di tragedia fin dalle prime pagine. Una serie di temporali estivi fara' esplodere la rabbia del protagonista Jean, che commettera' forse l'ultimo efferato delitto della sua vita.

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    roberto cocchis

    08/12/2007 16:34:36

    Come molti Simenon, anche questo diventò un film, "L'evaso", dove una immensa Simone Signoret, un Alain Delon meno antipatico del solito e una Ottavia Piccolo incredibilmente sexy disegnarono in modo molto credibile i vitalissimi personaggi di questa storia. Il libro è ancora più affascinante del film.

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    ema

    13/04/2005 18:52:00

    torbido e violento pur restando -apparentemente- in un piccolo mondo piatto e squallido. leggete anche "il rapporto del gendarme".

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    alzataconpugno16

    25/02/2003 23:30:14

    Una piacevole sorpresa, questo Simenon... non amo i polizieschi, perciò non mi interessava leggere il suo Maigret. In questo breve romanzo ho apprezzato la sua capacità di saper "raccontare" in maniera classica, di saper tratteggiare anche i personaggi minori con poche frasi. Che energia, che orgoglio, che cocciutaggine nella non più giovane vedova Couderc... vizi-virtù che sono la forza e la rovina del suo personaggio.

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