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Fiona Barton

Traduttore: C. Palmieri
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 372 p., Brossura
  • EAN: 9788806228804
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Il debutto di Fiona Barton, giornalista per il Daily Mail, è un thriller originale e divertente, un best seller assicurato che si inserisce nel filone “donne insospettabilmente cattive”.

Marito devoto o killer spietato? La vedova, lei sí, deve saperlo.

«Questo libro è il nuovo La ragazza del treno». - The Observer

«Il thriller dell’anno». - Stylist

«Un debutto potentissimo». - The Independent

«Questo è un libro con su scritto bestseller». - Daily Mail

«Fiona Barton sa bene come far crescere la tensione». - The New York Times Book Review

Guai a fidarsi degli uomini che al ristorante ordinano per le rispettive compagne senza averle prima interrogate sulle aspettative culinarie. Una scorsa veloce del menù è un lusso che non andrebbe mai negato ad alcuna donna. Purtroppo a Jeanie questo lusso, anzi questo diritto, fu a suo tempo negato da quel tirannico sopraffattore dalle tendenze misogine noto anche con il nome di Glen Taylor, il defunto marito. In quel gesto era raccolta in nuce la vocazione alla prepotenza, o quantomeno un segno di una incipiente psicopatia. Ad avviso di Jeanie, sia chiaro.
Glen infatti, al netto della scarsa considerazione dei gusti della moglie, secondo la sua versione era soprattutto un mostro avvezzo al rapimento di bambine, o almeno così sospetta anche la polizia. I presunti indizi sull’ignobile condotta dell’uomo tuttavia non si sono mai tradotti in prove schiaccianti. La morte di Glen, avvenuta per un banale incidente automobilistico - un evento totalmente slegato dalle indagini? - ha vanificato la possibilità di avere la sua versione dei fatti ma soprattutto ha sottratto alla polizia l’unico indagato. Ora, invece del processo, è più importante placare la fame di gossip della massa, già avvinta dalla storia dell’ingenua parrucchiera dei suburbs fatalmente abbagliata e ingannata a 17 anni da un uomo poi rivelatosi un mostro. Della presunzione d’innocenza i giornali non sanno cosa farsene, quel fino a prova contraria, con cui ci mangiano da una vita gli autori delle crime story televisive, ha stufato. Dalle vittime si è spremuta ogni lacrima e il pubblico, si sa, è implacabilmente affetto da deficit di attenzione e urge sollecitarlo con dosi massicce di gore. La stampa ha quindi un disperato bisogno di una nuova prospettiva sul delitto. Quale migliore occasione di un’intervista alla moglie del carnefice? Stranamente Jeanie non oppone resistenza al battage mediatico che non vede l’ora di investirla, anzi lo favorisce, offrendosi lei stessa di rilasciare l’intervista con cui promette di raccontare la definitiva versione dei fatti. Forse ha bisogno di urlare la propria innocenza, per poter convincere il pubblico, e magari se stessa, che una donna può convivere con un killer senza essere sua complice.
Qualcosa tuttavia non quadra nella vita di Jeanie. Non sembra quella donna passiva, innocua e sottomessa che si sforza di sembrare. Più ci si addentra nell’intervista e più ci si accorge che nasconde qualcosa. In fondo quegli indizi su Glen non sono poi così probatori e del presunto killer emerge invece un’immagine meno mostruosa di quanto ci si aspettava. Troppe contraddizioni colpiscono Kate Walter, la giornalista che aveva accolto come manna scesa dal cielo l’esclusiva. Che questa messinscena sia parte di un piano? Che Jeanie stia usando i media per costruirsi degli alibi? Che la colpa di Glen fosse soltanto la spavalderia al ristorante?

Il debutto di Fiona Barton, giornalista per il Daily Mail, è un thriller originale e divertente, un best seller assicurato che si inserisce nel filone “donne insospettabilmente cattive”. L’autrice, nonostante sia solo al primo libro, sa già dosare al meglio la tensione, spiazzando continuamente il lettore con trovate inimmaginabili e trovando pure il tempo di prendersi in giro. Parte infatti come un’inchiesta da tabloid scandalistico, di cui prende in prestito talvolta forme e linguaggio, indugiando anche nel trash, e presto muta genere trasformandosi in un poliziesco, in cui l’intervista diventa un emozionante terzo grado condotto da una giornalista che è l’alter ego dell’autrice. L’abuso di colpi di scena, false piste e altri topoi del genere è ricercato consciamente ed è funzionale a creare un clima surreale, pensato per ironizzare sullo schizofrenico mondo dei rotocalchi scandalistici. Ricorda in qualche punto “Gone Girl” di Gillian Flynn, reso celebre dalla trasposizione cinematografica di David Fincher, ma anche questa suggestione è pensata per ingannare il lettore.
Non stupisce infine che svariate emittenti televisive stiano facendo a gara per accaparrarsi i diritti per portarlo sul grande schermo e tradurre in immagine un libro di cui sentirete parlare a lungo.

Recensioni dei clienti

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    Lorena

    27/02/2017 12.58.51

    Ho trovato questo romanzo, a metà tra il giallo e il psico thriller, molto a ben scritto ed estremamente scorrevole. Ciò che tiene incollati alle pagine è senz’altro il dubbio e la necessità di conoscere la verità è, man mano che si va avanti, sempre più incalzante. E’ scritto a più voci quindi la storia è raccontata da più punti di vista. Bello anche il finale, lo consiglio.

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    Alberto

    27/12/2016 13.46.22

    Un buon romanzo che non appartiene ad una categoria ben definita, a metà fra thriller psicologico e poliziesco vero e proprio, con dei passaggi ben descritti, abbastanza credibile nel suo intreccio, sviluppo e conclusione. La testardaggine di Bob verrà alla fine premiata, il ruolo di Jean s'intravede come giornalisti di Tv e carta stampata recitano la loro parte di sciacalli, ma è la gente che vuole svelati certi aspetti nefandi e torbidi.

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    ST360

    17/10/2016 22.08.19

    Attratta dalle entusiastiche recensioni, mi sono dedicata alla lettura di questo libro nella speranza di gustare un buon giallo/thriller. Le mie speranze sono state miserabilmente disattese. Il pregio del libro è che si legge facilmente. Non è il solito tomo di 400 e più pagine prolisse e superflue. Non ci sono, fortunatamente, inseguimenti furiosi, sparatorie ed azioni convulse di cui alcuni autori ultimamente intasano i propri libri nella speranza di riempire con un po'di adrenalina le pagine vuote e rendere i contenuti meno banali. La scrittura è piuttosto scorrevole e la lettura fluida. L'autrice mostra la storia raccontata da più personaggi, espediente giá sperimentato e collaudato da Drvenkar Zoran e da altri autori. Quindi l'autrice non inventa nessun nuovo modo di raccontare una vicenda ed attirare l'attenzione del lettore. Sicuramente il tema affrontato, la pedopornografia, offre molti spunti di riflessione, e sarebbe stato opportuno dedicare qualche riga in più a sondare l'animo umano e la psiche dei personaggi. L'autrice non approfondisce la tempatica dal punto di vista psicologico. Tutto rimane molto superficiale, così come le indagini e le interviste sembrano banali ed eseguite da dilettanti. Peccato!

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    paolo

    11/10/2016 09.30.59

    Libro noioso con finale prevedibile ed intreccio povero di idee.

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    laura

    22/09/2016 11.02.08

    Mi è piaciuto, ben scritto e scorrevole. Non un triller sicuramente ma un bel psico-giallo. La personalita' della vedova mi ha spiazzato piu' di una volta. Finale non prevedibile ma non sorprendente allo stesso tempo.

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    lina

    13/09/2016 20.14.00

    ennesimo caso di sedicente capolavoro che non mantiene le promesse di un esagerato battage pubblicitario. mediocre, e senza sorprese.

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    cri

    31/08/2016 10.41.13

    Giallo consigliato, trama avvincente e per nulla scontata, ricorda L'Amore Bugiardo. Bella l'idea del racconto corale.

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    Isa

    18/08/2016 08.38.23

    "Speri sempre di scorgere in loro quel barlume di malvagità che potrebbe renderti il lavoro decisamente più facile, ma il male è una sostanza viscida: puoi al massimo intravederlo di sfuggita, il che lo renda ancora piu' detestabile."

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    Giorgia

    11/08/2016 11.36.04

    Devo dire che questo semigiallo mi è piaciuto molto, scrittura scorrevole e trama avvincente. Ottima l'idea di presentare la storia dai vari punti di vista dei personaggi, cosa che mi ha ricordato molto La ragazza del treno. La vedova è un personaggio molto interessante, a tratti anche ironico, sullo sfondo di un macabro delitto. Consigliato.

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    SIMONA

    08/08/2016 12.33.46

    Un bel giallo , scritto bene, con personaggi efficaci. Bella l' idea di dividerlo in episodi raccontati dai singoli personaggi, ognuno dal suo punto di vista. Ve lo consiglio!!!

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    michelap

    05/08/2016 07.31.51

    Il dubbio è il filo conduttore di questo libro, colpevole o innocente? E pagina dopo pagina ti porta dentro a questa storia che viaggia tra la realtà e le fantasie di un uomo malato, ma ... sono solo fantasie? Ben scritto, in grado di tenerti in sospeso fino all'ultima pagina per poi lasciarti con il dubbio se effettivamente sia stato un incidente a porre fine a tutto. Lo consiglio.

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    Talisie

    31/07/2016 15.06.07

    Forse un po' troppo lungo e diluito, ma la trama c'è tutta ed è ben esplicata nei capitoli che corrono in un'alternanza temporale del prima e del poi che si solidifica nella soluzione delle ultime pagine. Lo stile è volutamente quotidiano, mancano i colpi di scena, ma si segue ancora il metodo del sano fiuto poliziesco che solo i detective tenaci ed intuitivi hanno. Non rimarrà forse nel novero dei grandi thriller, ma è una lettura che non dispiacerà nei pigri pomeriggi assolati in cui c'è poco o nulla da fare.

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    monica

    29/07/2016 15.13.39

    Un ottimo thriller, effettivamente si rimane inchiodati alle pagine nonostante sia noioso in alcune sue parti come alcuni aneddoti famigliari. In sostanza ottima lettura.

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    chicca

    28/07/2016 13.55.19

    Non è male, ma dopo tutta la pubblicità che hanno fatto a questo libro mi aspettavo un capolavoro assoluto! Ben scritto, ma d'altronde da una giornalista di lungo corso non poteva essere diversamente, una storia piuttosto intimista, fatta di piccole cose, nonostante l'enormità del delitto.

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    Mario

    29/06/2016 14.56.27

    Ho trovato LA VEDOVA una lettura molto piacevole. Si tratta di un giallo nel senso più classico, chi si aspetta sfumature thriller resterà deluso. Tutto ruota intorno a un'indagine e a un processo sulla scomparsa di una bambina di meno di tre anni. Il sospettato principale ad un tratto muore e la stampa mette sotto assedio la vedova, per conoscere la verità. Le pagine scorrono velocissime, lo stile di scrittura è estremamente scorrevole, ma non banale, la suspance non manca, ma il vero motore che spinge il lettore a divorare il libro, pagina dopo pagina, è la curiosità e l'attesa di scoprire la verità.

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    augusta

    21/06/2016 16.11.16

    Questa volta la dicitura sulla fascetta di copertina coglie nel segno: "Un libro che vi terrà sulla corda". Per me è stato così, infatti: non parlo di azione, tensione o suspence (che non sono i prevalenti tratti distintivi del romanzo), ma della enfatizzazione, da parte dell'autrice,della "determinazione" esasperata con la quale ogni personaggio difende la propria posizione. L'accusato, che insiste nel proclamare la propria estraneità ai fatti delittuosi imputatigli. La moglie, (poi vedova),che, pur con qualche dubbio, non cessa mai di restare al suo fianco e di sostenerne la difesa. La giornalista, che è decisa ad ottenere con ogni mezzo una intervista dalla vedova, nel tentativo di fare chiarezza. Ma, soprattutto, l'ispettore di polizia, che non demorde mai, anche quando tutto sembra perduto. E il lettore resta "sulla corda", in attesa della soluzione. Che puntualmente giunge, liberatoria.

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    mjb

    20/06/2016 18.16.46

    Ci sono più suspence,azione e tensione in un episodio di Don Matteo con finale commentato dalla "giornalista" D'Urso. Per me è stata una delusione totale, mi sono lasciata convincere dalle recensioni (d'altronde nessuno scriverebbe"il libro non merita, non leggetelo"); i primi 3/4 del libro sono noiosi,zero ritmo,la storia fatica a decollare e le descrizioni dei personaggi sono un pò superficiali; le ultime 50 pagg. sono passabili. L'idea di questo personaggio (la vedova) è buona ma non è descritta e non agisce in modo coinvolgente; mettendo insieme i pezzi si può anche pensare,alla fine, ad una crescita interiore di questa donna capace finalmente di poter decidere per sè stessa.... ma da qui a definirlo un libro pieno di ritmo e tensione... decisamente no! Ovviamente è la mia opinione,non lascio mai un libro a metà, ma in questo caso ero seriamente tentata!Mi sa che bisogna cominciare a cercare libri di nicchia poco pubblicizzati. ;)

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