Il venditore di storie

Jostein Gaarder

Traduttore: G. Paterniti
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 15 novembre 2002
Pagine: 248 p., Rilegato
  • EAN: 9788830419957
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Descrizione

Rifugiatosi in un stanza d'albergo affacciata sul mare di Amalfi, un uomo di nome Petter si accinge a scrivere le proprie memorie per rendere pubblico il segreto su ciò che fa davvero per vivere, affinché chi lo sta braccando per ucciderlo desista dall'intento. Così racconta la sua vita: fin da piccolo, grazie a una fantasia prodigiosa, Petter ha inventato storie, creando un mondo immaginario di una ricchezza e profondità strabilianti. Dopo un'adolescenza in cui la sua solitudine è stata interrotta soltanto dalle visite di uno strano ometto uscito dal sogno per vivere infine con lui, Petter conosce Maria, la sola persona in grado di capire quali tra le storie prodotte dalla sua fervida fantasia sono inventate e quali no.

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Recensioni dei clienti

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    Sara

    12/03/2006 19:08:05

    La fantasia è il fulcro del nostro essere. Gaarder sa metterla su carta e trasformarla in un'entusiasmante viaggio ai confini del nostro essere e delle nostre possibilità mentali, creative ed intellettuali. Una sorta di "saggio sulla fantasia" che vede protagonista una memoria ricolma di idee e l'avidità tipica dell'essere umano. Un capolavoro, poichè ambisce (riuscendoci) ad entrare in un mondo che potremmo visitare in qualunque momento, ma la società odierna ce lo impedisce con orari, impegni, stress, lavoro, appuntamenti e quant'altro. Un tocco di sensibilità molto velata, dona a questo volume anche un senso incerto di commozione, che porta il lettore a ragionare su innumerevoli interrogativi interiori. La fantasia come Vita, ma anche come perdita; la fantasia come aiuto, ma anche come ostacolo; la fantasia come sostentamento, ma anche come assassina; la fantasia come escamotage, ma anche come "respingente"; ... Essa si rivela l'essenza pura ed ancor inesplorata di tutto ciò che ci circonda, sì, ma anche del più profondo di noi stessi. Il motore dei desideri e dei sogni più meandrici. Consigliato, soprattutto questo mondo vi ha rubato troppi minuti di Vita. Li ritroverete.

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    stefania

    06/11/2005 19:21:45

    E'bello credere che almeno una persona al mondo, come Potter, riesca ad intrecciare la propria vita con la fantasia e a farne un vero e proprio lavoro.

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    Michela

    21/02/2005 16:22:32

    Non ho ancora finito di leggerlo, comunque l'omino alto un metro è davvero molto Gaarder (mi pare che anche nell'Enigma del Solitario ci sia qualcosa di simile); e lo sono anche le fantasticherie infantili del protagonista (viene da chiedersi: ma davvero ha giocato ai trenini con re Olav?) Fra i racconti nel racconto, finora ho letto solo quello della partita a scacchi. Comunque Gaarder non smentisce la sua fama di mago delle scatole cinesi.

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    noznerol

    28/06/2004 21:04:43

    ragazzi che libro!!!!!non conosco in italiano una parola sufficientemente adatta per descriverlo.Brutto anzi bruttissimo mi auguro di non imbattermi piu' in un libro cosi' stupido altrimenti questa volta torno a farmi ridare i soldi.Peccato.... Gaarder ha scritto dei fantastici libri ma questo doveva propio evitarlo.Deluso!

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    Elena

    22/02/2004 17:29:28

    Non è il solito Gaarder...storia breve, povera di intrecci rispetto ai suoi grandi precedenti, anche se geniali alcune trovate (i racconti che inframmezzano la trama sono delle piccole perle...poteva tenersele come idee da sviluppare in altri romanzi). Nel complesso il libro è buono, ma l'idea andava sviluppata meglio. Peccato

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    barci

    01/07/2003 13:14:39

    Ho trovato questo libro geniale nel contenuto,come del resto lo sono tutti i suoi libri,nel complesso pero' mi ha emozionato un po' di meno rispetto ai primi. Mi aspettavo esattamente cio' che ho trovato visto che ero rimasta piuttosto delusa da MAYA. Comunque e' il solito grande!

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    Mauro

    26/03/2003 17:30:51

    Non è il solito Gardeer...ma leggetelo,è geniale come sempre del resto.

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    cri

    25/02/2003 15:28:44

    trama povera e deludente...non è proprio nello stile geniale di Gaarder.

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    Elissa

    24/02/2003 19:22:53

    Misero in confronto agli altri suoi libri. In fondo è la storia di un ragazzino bugiardo con risvolti psicoanalitici banalizzanti, che non valorizzano il gioco tra realtà e fantasia che ha fatto di Gaarder un grande scrittore filosofo.

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    Paolo

    07/01/2003 11:21:58

    Chi di noi non ha mai inventato storie e vissuto altre vite nella fantasia cercando di coinvolgere anche le persone affianco a noi?? Chi di noi almeno una volta nella vita non si è inventato la sua vita?? Chi di noi non ha mai fatto ricorso ai consigli del folletto o ometto partorito dalla nostra sensibilità e solitudine ?? Bravo una volta ancora a questo autore così sensibile, fine narratore capace di coinvolgere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Un libro bello che si legge tutto d'un fiato, che ti fa scorrere il dito ancor prima che la pagina finisca per scoprire cosa si inventa o racconta ancora. Consigliato a tutte le persone che sanno guardarsi dentro e non aver paura e vergogna di trovarsi. Paolo Pizzimenti

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    Mauro

    12/12/2002 19:09:53

    Deluso, sono rimasto molto deluso dalla trama del libro, pensavo fosse più avvincente, invece solo il finale mi ha colpito positivamente, il resto solo un semplice racconto, niente di più. L'idea di "vendere storie" è eccellente ma probabilmente l'autore doveva "acquistarne" una migliore.

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    Roberta

    26/11/2002 16:26:16

    Bellissimo!Da leggere tutto d'un fiato con il sottofondo di musica celtica.

Vedi tutte le 12 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Che segreto si nasconde nella vita apparentemente irreprensibile di Petter, un misterioso norvegese approdato ad Amalfi dopo una precipitosa fuga dalla Fiera del libro per ragazzi di Bologna? Perché è convinto che qualcuno voglia ucciderlo? Chi è Metro, il buffo ometto col cappello di feltro e bastone di bambù che lo segue ovunque? Il nuovo romanzo di Jostein Gaarder, autore di Maya e il Mondo di Sofia, incomincia col più fitto mistero e prosegue in un susseguirsi di rivelazioni e colpi di scena che si arrestano solo nel finale. Maestro nella creazione di trame originali e personaggi fortemente caratterizzati, Gaarder riesce ancora una volta a conquistare i lettori con una storia venata da riflessioni filosofiche, che tocca i grandi temi esistenziali. Nel caso de Il venditore di storie l'intera narrazione ruota attorno a un tema affascinante: il complesso rapporto tra realtà e fantasia, due entità separate da un sottile confine che spesso si dilegua nell'ambiguità. Sin dalle prime righe del romanzo, Petter, il protagonista narratore che si accinge a raccontare la sua vita, dichiara di essere spesso incapace di distinguere storie inventate e storie raccontate. La creazione fantastica è il vero fulcro della sua esistenza. Fin da bambino, grazie a una fantasia prodigiosa, Petter si è creato un mondo immaginario di strabiliante ricchezza, molto più vario e profondo di quello offerto dalla realtà. Anche le persone più importanti della sua vita reale finiscono per confluire in questa dimensione fantastica: la madre, il padre e Maria, l'unica donna veramente amata ma irrimediabilmente perduta, l'unica persona in grado di capire quali tra le storie raccontate dall'uomo siano inventate e quali invece siano vere. Dalla fantasia Petter trae anche il suo sostentamento: avvia infatti una curiosa attività chiamata "Aiutoscrittori", che consiste nel vendere spunti e trame per racconti, romanzi, opere teatrali e soggetti cinematografici ad autori e scrittori privi di idee. Le opere ispirate dall'insolito professionista ottengono molti successi e tutto procede a gonfie vele fino a quando la realtà non si presenta alla sua porta con un pesante conto da riscuotere. Solo a questo punto Petter capisce di essere alle ultime fasi di una metaforica partita a scacchi con la vita. In palio c'è un'intera esistenza, ma questa volta la mossa vincente del gioco è nascosta nella realtà, perché solo la forza della realtà è superiore a qualsiasi fantasia.