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Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 252 p. , Brossura
  • EAN: 9788811668565

Recensioni dei clienti

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    pierxx84

    05/09/2016 09.13.17

    scrittura assolutamente piacevole e molto scorrevole, peccato per la storia in sè la quale si perde piano piano senza lasciare al lettore alcunchè.

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    paolo

    28/07/2015 11.25.59

    Storiella esile e povera di idee.Speravo in qualcosa di piu'.

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    Simone

    22/02/2015 21.56.33

    Veramente un ottimo romanzo. Mi ha colpito: I temi sono attualissimi nonostante la storia sia stata scritta più di 50 anni fa; è un giallo che si avvicina molto al noir per tematiche e ambientazioni ma soprattutto per le caratteristiche del protagonista: un pizzo di disillusione e problemi (gravi con la legge alle spalle. Sono sicuro che leggerò altre opere con il nostro Duca Lamberti in futuro.

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    angelo

    24/04/2014 11.21.15

    Ingredienti: un detective medico dalla fedina penale sporca, un paziente alcolista da riabilitare, una prostituta uccisa da identificare, un giallo dalle poche tonalità, ma ottimamente miscelate. Consigliato: a chi frequenta le zone più grigie del corpo e dell'anima umana, a chi cammina in bilico tra regole sociali e senso di giustizia.

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    zombie49

    24/03/2013 09.18.23

    Duca Lamberti è un giovane medico radiato dall'albo x avere praticato un'eutanasia. Appena uscito dal carcere, grazie alle referenze di un poliziotto ex collega di suo padre ottiene un impiego come sorvegliante del figlio di un industriale, depresso e dedito all'alcol. Ma i problemi di Davide sono più profondi: è schiacciato dal senso di colpa x non avere aiutato una ragazza apparentemente morta suicida. Le apparenze non bastano a Duca, che indaga su un sordido giro di prostituzione, aiutato da una strana ragazza ex amica della vittima. Primo romanzo della serie dedicata a Lamberti, medico fallito e poliziotto x vocazione, purtroppo rimasta incompiuta x la prematura scomparsa dell'autore, ci presenta i personaggi, incorruttibili nel loro personale concetto di rettitudine morale, ma meno rigidi e arrabbiati che nelle opere successive. Donne e uomini tradizionali nei loro ruoli, capaci di tenerezza e comprensione x le vittime, spietati e colmi di disprezzo verso i criminali. Una transizione, forse, dai romanzi d'amore a cui Scerbanenco ha dedicato gran parte della sua produzione, ai gialli cupi, crudi, nerissimi, pubblicati successivamente. Storie ancora attuali nelle lineari, semplici, verosimili vicende di cronaca, eppure legate a tradizioni morali e di costume di un'Italia conservatrice e bigotta fortunatamente spazzate via dalla rivoluzione sociale e di costume sessantottina. Non condivido la rigidità, l'assolutismo delle idee di Scerbanenco, moderno Javert, eppure le sue storie mi intrigano, quasi mio malgrado, forse perché non vuole imporre al lettore uno scontato e irrealistico lieto fine. Interessanti le note autobiografiche finali.

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    Adriana

    23/11/2012 09.46.53

    Mi unisco al coro, praticamente omogeneo, di elogi. E'uno dei gialli meglio riusciti che abbia letto fin qui, compresa la serie Arthur Jelling, sempre di Scerbanenco. Originale, intrigante, entusiasmante come pochi. Scritto e orchestrato divinamente. Bella, acuta e perfettamente dosata la figura di Livia. Donna intelligente, lucida, forte e discreta nel modo giusto - quasi un ossimoro in molta letteratura e in molta realtà.

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    Nuvola

    26/04/2012 14.26.58

    Praticamente "IL NOIR" ragazzi non si puo' che parlar bene del Duca.Da leggere e rileggere. Un esempio di come lingua italiana non ha bisogno di volgarita', bestemmie e riferimenti espliciti per poter essere apprezzata. Uno scrittore senza tempo. Un maestro.

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    Truedefender

    10/11/2011 18.38.50

    Allora prima di tutto faccio mea culpa. Sono arrivato a Scerbanenco troppo tardi!! Sono andato ad acquistare questo per me primo titolo dopo aver letto dei riferimenti all'autore in alcune recensioni di libri di Lucarelli. Ho letto davvero tanti noir e gialli ma solo ora scopro la grandiosità di questo autore!! Venere privata è bellissimo, di una attualità incredibile. Questo è uno di quei libri dove ci si affretta a finir pagina per la voglia di svoltarla!! Rimedierò molto presto alla mia mancanza leggendo le altre sue opere. Sconsiglio più che caldamente invece di andare a vedere il film del '70 (con la Carrà nei panni di Alberta) tratto dal libro. Io per curiosità l'ho fatto e sono rimasto allibito per la inutilità del film. Le belle trasposizioni in video di grandi libri sono sempre rare ma qui si sfiora il reato!!

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    Robbian

    26/09/2011 07.38.05

    Piacevole lettura ma non di piu' . "I milanesi ammazzano il sabato" sempre di Scerbanenco ha una marcia in piu' .

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    misselisabethbennet

    23/07/2011 11.18.46

    ... poco da dire.. praticamente perfetto!! bello il personaggio (Duca Lamberti), bella la trama e ottimo lo stile di scrittura!!

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    Stefano 72

    26/01/2011 21.42.33

    Noto in queste recensioni commenti tipo: "anche se la scrittura è semplice, è un bel libro", "è un bel libro nonostante la storia sia semplice"...ecc. ecc.. Cosa pensate, cari amici, che per essere grandi scrittori sia necessaria una scrittura complessa? Che rifletta la condizione di grande intellettuale? Che le trame debbano essere alla Dan Brown? Analizzate pure alcuni, a mio avviso, pilastri della letteratura del '900. Bukowski, il primo Hemingway, Fante, il primo Saroyan, Anderson o l'attuale McCarthy. Scrittori accomunati da una scrittura semplice e chiara. Scerbanenco rientra in questa cerchia poichè la sua scrittura diretta ti colpisce come un pugno in pancia. Il suo cinismo riflette la vita, quella vera di tutti i giorni. Creatore di personaggi indimenticabili. Oggi il panorama letterario, il "mainstream" ci vuole rifilare libri con trame hollywoodiane, scritture complesse, accademiche, ma per favore, un po' di rispetto per chi ha fatto la letteratura con la elle mauiscola. Giorgio, l'unico tuo punto debole è che non ci sei più...

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    Simeone

    21/02/2010 18.47.15

    Romanzo che non mostra affatto il peso dei 40 e passa anni!Per tutti coloro che cercano libri gialli intricati questo non è affatto il libro che rappresenta in pieno il genere citato. La storia scorre che una meraviglia e poi scerbanenco coccola il lettore con quei suoi aggettivi e periodi piacevoli,mai sopra le righe anche nei momenti così o morti...un bel polizzesco....e poi molto attuale come tema visto che si parla di eutanasia,alcol,prostitute. Si vede che al mitico scrittore piaceva scrivere e non lo fa per mestiere o meglio(come dice stesso lui nell'appendice)fa per mestiere quello che a lui piace...testimonianza è il fatto che ha scritto tantissimo. Lo stile è mai pomposo e nettamente superiore(alcuni termini li ho cercati sul vocabolario perchè non sapevo il significato..) rispetto ai gialli che si trovano commercialmente o quei pseudo scrittori che si fanno tanta pubblicità oppure quei scrittori americani che tanto vendono ma si parla solo di sesso e parolacce!!! Insomme un grande noir(personaggi bellissimi)e polizzesco P.s.Leggendo l'appendice sono stato un pò sbigottito e con "l'amaro in bocca" diciamo così per le vicende di 1)quando parla della gioventù si parla degli anni 20/30(avevo dimenticato che il romanzo fosse del '66) 2)quando scebarnenco parla della prorpia fuga, dai nazisti,tra le montagne per arrivare in svizzera con a seguito la sua valigia contente i suoi romanzi che in seguito diventeranno famosi. 3)altri particolari che i libri di storia dimenticano di riportare... Per concludere i libri di scerbanenco lasciano sempre un vuoto Grazie per aver prestato attenzione alla mia lunghissima recensione :D

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    frank

    08/01/2010 04.20.28

    un ottimo esordio (ovviamente x me)nel mondo di Scerbanenco. Ho sempre letto autori stranieri di polizieschi e gialli,dai più noti Hammet,Leonard, Chandler fino ai vari Day Keene o Westlake,e le varie "declinazioni moderne" come molto di Lansdale. Ma ho trovato eccellente anche questo romanzo,pari agli illustri colleghi.Da approfondire le lettura di Scerbanenco assolutamente,specialmente i romanzi con Lamberti protagonista.

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    mau

    18/12/2009 00.07.50

    romanzo bellissimo, scrittura semplice ed essenziale ma piena di velata tensione. è il primo romanzo che ho letto di scerbanenco e me ne sono innamorato. da non perdere.

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    Estelgard

    19/11/2009 18.36.15

    Purtroppo non amo particolarmente il genere poliziesco per cui il mio voto non è alto. La storia è ben congeniata e mi è piaciuta la descrizione di un periodo e di luoghi che non conoscevo molto. Al di là di questo però mi sono trascinato nella lettura un pò fiaccamente e non ho apprezzato svolgimento e personaggi. Sono stato costretto a leggere il libro per un esame all'università in un periodo particolare circa 10 anni fa...credo che rileggendolo potrei cambiare idea.

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    ric

    02/06/2008 17.46.55

    Un gioiellino nel suo genere. Non ho letto gli altri del Duca, cmq c'è sempre tempo. Capisco perchè è l'unico italiano a aver vinto il grand prix. Sa scrivere, anche se il giallo è poi abbastanza semplice, ma forse proprio per questo regge.

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    claudio arzani (arzy)

    05/01/2008 17.56.57

    Un maestro del giallo che, col romanzo che lo proclamò al vertice del noir italiano, ci presenta Duca Lamberti. Medico radiato dall’Ordine per aver osato praticare eutanasia con conseguente reclusione per tre anni, capace di reinventarsi quale investigatore privato. Il primo lavoro? Strappare all’alcolismo Davide Auseri, figlio di un industriale milanese. Per farlo Duca indaga sul passato del giovane alla ricerca delle cause della situazione praticamente disperata (anche se non ancora tale da determinare danni fisici irreversibili). Colpa di un difficile rapporto col padre-padrone troppo preso dagli impegni di lavoro? Niente affatto. Un gravissimo senso di colpa strazia l’anima di Davide: l’unica donna che ha amato, sia pure nello spazio limitato di un pomeriggio, è stata ritrovata cadavere a Metanopoli e forse lui poteva evitarle quella fine tragica e misteriosa. Suicidio come frettolosamente hanno scritto nel rapporto i poliziotti giunti sul posto? Inizia un viaggio in una Milano sulla quale si allungano le mani della mafia e della camorra e lentamente Duca dipana la matassa del mistero rivelando quella verità che porterà Davide a superare i propri sensi di colpa. Ma, dove si sollevano i veli delle verità nascoste, quando si giunge a contatto con una realtà criminale che certo non va per il sottile con chi minaccia interessi economici di grande rilevanza, non è detto che giustizia trionfi o, comunque, sia indolore.

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    nickcarraway

    16/12/2007 16.47.15

    La quarta di copertina svela poco e lascia il piacere di scoprire la trama. Indubbiamente molto semplice, ma il modo di dipingere Milano e di narrare le vicende dei personaggi lo rendono un libro che si finisce in fretta. Molto bello anche il racconto in appendice, "Io, Vladimir Scerbanenko": un breve squarcio sull'esistenza dell'autore dalla natia Kiev alle grandi case editrici passando per mille mestieri

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    manrico

    12/11/2007 15.54.50

    questo libro non mi e' piciuto molto.l'inizio e' bellissimo ma poi si perde.la storia non mi e' sembrata molto credibile e...me la sono persa un po'.di sicuro i milanesi ammazzano al sabato e' di molto superiore.vabbe' niente male leggero'gli altri romanzi scritti.resta sempre l'estrema attualita' degli argomenti e dei personaggi.

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    Alce67

    10/09/2007 10.39.11

    La realtà è che non vado pazzo per il genere poliziesco, quindi non ho la preparazione dei più esperti. Il libro fila via liscio ed è abbastanza appassionante, anche se il movente e l'organizzazione criminale che ne sta intorno mi appaiono un pò forzati. I personaggi sono descritti con tratti piuttosto sintetici. Mi sono piaciute le descrizioni della Milano anni'60 e mi ha un pò sorpreso il trattamento di argomenti come l'eutanasia in un libro che ha ormai 40 anni; su certi argomenti si sono fatti passi piccoli...piccolissimi. Alla fine mi ha quasi appassionato di più il breve racconto "Io, Vladimir SAcerbanenco". A volte la realtà supera la finzione.

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