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Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 246 p., Brossura
  • EAN: 9788811687726

91° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    ALEX

    19/03/2017 11.26.46

    me ne rammarico, ma sono arrivato troppo tardi a leggere qualcosa di Scerbanenco. è un caposaldo del giallo all'italiana, pensare che questo autore ben 50 anni fa abbia anche messo le basi per il "poliziottesco" è un piacere. andrebbe comprato solo per l'appendice "Io, Vladimir Scerbanenko", ritratto crudo e fedele dell' autore.

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    Mariflo

    19/01/2017 20.22.38

    Non è il primo di libro di Scerbanenco che leggo e questa lettura è stata una conferma della qualità dell'autore e dei suoi scritti. Nonostante Venere privata sia stato scritto 50 anni fa, conserva una certa attualità, con riferimento ad alcuni temi trattati. Mi ha spiazzato solo l'atteggiamento dell'autore rispetto all'omossessualità: l'uso di appellativi quali invertito, pederasta, squallido terzo sesso, il mutante, mi è risultato sinceramente inappropriato e fastidioso.

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    byAx

    03/01/2017 10.29.05

    Conosco Scerbabenco da tempo, ma solo di rimbalzo, perché amo i film noir di Di Leo che pescano a piene mani dalle sue pagine. Ora posso dire di averlo letto, e anche se ancora non mi so spiegare di preciso cosa sia stato a catturarmi in 'Venere privata', il primo romanzo della serie su Duca Lamberti, sta di fatto che è riuscito a portarmi nel suo viaggio tra le vie di una Milano che fu, quella degli anni '60. Non certo per Milano in sé, almeno credo immagino penso spero, ma per la tipologia di personaggi che la popolano, un'umanità problematica, ambigua, che per necessità o cupidigia si infila tra le braccia della prostituzione e dell'omicidio, che sceglie, pagandone il prezzo, di avere a che fare con l'eutanasia e l'alcolismo. Tutti temi scottanti, da non sottovalutare visto il luogo e l'anno di pubblicazione, l'Italia e il 1966. Leggevo qui e là che Scerbanenco risulta un autore datato. Bah! Ho alcune foto di mia nonna vecchie e ingiallite, per questo le dovrei considerare meno preziose di quelle che vengono vomitate a catena oggi col digitale? Stronzate. Scerbanenco non corre, non come si corre oggi almeno, non mi pare averne bisogno, è più flemmatico, ha il passo di chi vuol cogliere gli umori della società che lo circonda, semplicemente, e scrivere ciò che vede senza tirarsi indietro.

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    pierxx84

    05/09/2016 09.13.17

    scrittura assolutamente piacevole e molto scorrevole, peccato per la storia in sè la quale si perde piano piano senza lasciare al lettore alcunchè.

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    L.

    16/07/2016 19.19.27

    Si sente che è di qualche decennio fa, ma la tensione non cala mai.

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    Leonardo

    03/03/2016 13.14.47

    Pietra miliare del noir Italiano.

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    Alessandro

    22/09/2015 05.46.33

    Molti mi hanno parlato di Scerbanenco come grande scrittore... ho letto "venere Privata" e devo dire che sono rimasto molto deluso!!! Un romanzo con poca suspense e con una cultura sociale tipica di quel periodo, ma che oggi è un po' passata. In dei tratti un romanzo omofobo, usa delle parole piuttosto offensive ed intolleranti

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    paolo

    28/07/2015 11.25.59

    Storiella esile e povera di idee.Speravo in qualcosa di piu'.

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    claudio

    15/07/2015 10.04.17

    Grande Scerbanenco. Anche in questo lavoro si conferma uno dei nostri migliori scrittori di giallo.

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    manolita

    16/06/2015 20.24.28

    Romanzo giallo destinato a diventare un classico. Sembra scritto ieri,attuale,a volte crudo, e del tutto privo di orpelli.Scerbanenco ci regala un personaggio,Lamberti, al quale ci si affeziona si dalla sua comparsa. Da leggere.

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    Orimai

    09/06/2015 14.31.53

    La storia è ben scritta, anche se il movente dei delitti non convince, ma quello che più di tutto non mi è piaciuto è l'omofobia dell'autore: neanche cento anni fa si parlava degli omosessuali usando termini veramente offensivi come "invertito" o "schifoso pederasta".

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    francesco c.

    23/02/2015 21.07.03

    Vengo subito al dunque; questo libro è perfetto nel suo genere. Chi ama il noir non può non averlo! Scerbanenco descrive con crudo realismo le tragedie che si consumano dietro ai portoni delle metropoli moderne nella totale indifferenza, senza lasciare alcun segno tangibile al di fuori. I segni in questo caso sono quelli che rimangono sul volto di Livia e nell'animo di Duca Lamberti. Quest'ultimo è un personaggio unico che non ha nulla da invidiare ai più illustri detective della storia del noir.

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    Simone

    22/02/2015 21.56.33

    Veramente un ottimo romanzo. Mi ha colpito: I temi sono attualissimi nonostante la storia sia stata scritta più di 50 anni fa; è un giallo che si avvicina molto al noir per tematiche e ambientazioni ma soprattutto per le caratteristiche del protagonista: un pizzo di disillusione e problemi (gravi con la legge alle spalle. Sono sicuro che leggerò altre opere con il nostro Duca Lamberti in futuro.

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    angelo

    24/04/2014 11.21.15

    Ingredienti: un detective medico dalla fedina penale sporca, un paziente alcolista da riabilitare, una prostituta uccisa da identificare, un giallo dalle poche tonalità, ma ottimamente miscelate. Consigliato: a chi frequenta le zone più grigie del corpo e dell'anima umana, a chi cammina in bilico tra regole sociali e senso di giustizia.

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    zombie49

    24/03/2013 09.18.23

    Duca Lamberti è un giovane medico radiato dall'albo x avere praticato un'eutanasia. Appena uscito dal carcere, grazie alle referenze di un poliziotto ex collega di suo padre ottiene un impiego come sorvegliante del figlio di un industriale, depresso e dedito all'alcol. Ma i problemi di Davide sono più profondi: è schiacciato dal senso di colpa x non avere aiutato una ragazza apparentemente morta suicida. Le apparenze non bastano a Duca, che indaga su un sordido giro di prostituzione, aiutato da una strana ragazza ex amica della vittima. Primo romanzo della serie dedicata a Lamberti, medico fallito e poliziotto x vocazione, purtroppo rimasta incompiuta x la prematura scomparsa dell'autore, ci presenta i personaggi, incorruttibili nel loro personale concetto di rettitudine morale, ma meno rigidi e arrabbiati che nelle opere successive. Donne e uomini tradizionali nei loro ruoli, capaci di tenerezza e comprensione x le vittime, spietati e colmi di disprezzo verso i criminali. Una transizione, forse, dai romanzi d'amore a cui Scerbanenco ha dedicato gran parte della sua produzione, ai gialli cupi, crudi, nerissimi, pubblicati successivamente. Storie ancora attuali nelle lineari, semplici, verosimili vicende di cronaca, eppure legate a tradizioni morali e di costume di un'Italia conservatrice e bigotta fortunatamente spazzate via dalla rivoluzione sociale e di costume sessantottina. Non condivido la rigidità, l'assolutismo delle idee di Scerbanenco, moderno Javert, eppure le sue storie mi intrigano, quasi mio malgrado, forse perché non vuole imporre al lettore uno scontato e irrealistico lieto fine. Interessanti le note autobiografiche finali.

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    Adriana

    23/11/2012 09.46.53

    Mi unisco al coro, praticamente omogeneo, di elogi. E'uno dei gialli meglio riusciti che abbia letto fin qui, compresa la serie Arthur Jelling, sempre di Scerbanenco. Originale, intrigante, entusiasmante come pochi. Scritto e orchestrato divinamente. Bella, acuta e perfettamente dosata la figura di Livia. Donna intelligente, lucida, forte e discreta nel modo giusto - quasi un ossimoro in molta letteratura e in molta realtà.

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    Nuvola

    26/04/2012 14.26.58

    Praticamente "IL NOIR" ragazzi non si puo' che parlar bene del Duca.Da leggere e rileggere. Un esempio di come lingua italiana non ha bisogno di volgarita', bestemmie e riferimenti espliciti per poter essere apprezzata. Uno scrittore senza tempo. Un maestro.

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    Truedefender

    10/11/2011 18.38.50

    Allora prima di tutto faccio mea culpa. Sono arrivato a Scerbanenco troppo tardi!! Sono andato ad acquistare questo per me primo titolo dopo aver letto dei riferimenti all'autore in alcune recensioni di libri di Lucarelli. Ho letto davvero tanti noir e gialli ma solo ora scopro la grandiosità di questo autore!! Venere privata è bellissimo, di una attualità incredibile. Questo è uno di quei libri dove ci si affretta a finir pagina per la voglia di svoltarla!! Rimedierò molto presto alla mia mancanza leggendo le altre sue opere. Sconsiglio più che caldamente invece di andare a vedere il film del '70 (con la Carrà nei panni di Alberta) tratto dal libro. Io per curiosità l'ho fatto e sono rimasto allibito per la inutilità del film. Le belle trasposizioni in video di grandi libri sono sempre rare ma qui si sfiora il reato!!

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    Robbian

    26/09/2011 07.38.05

    Piacevole lettura ma non di piu' . "I milanesi ammazzano il sabato" sempre di Scerbanenco ha una marcia in piu' .

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    misselisabethbennet

    23/07/2011 11.18.46

    ... poco da dire.. praticamente perfetto!! bello il personaggio (Duca Lamberti), bella la trama e ottimo lo stile di scrittura!!

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