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Curatore: D. Piccini
Editore: Net
Collana: I ladri di fuoco
Anno edizione: 2007
Pagine: 165 p. , Brossura
  • EAN: 9788851521561

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    alida airaghi

    10/10/2016 15.18.39

    È un luogo comune che i poeti siano sempre malinconici e tormentati, o risponde a verità? E come mai le poesie divertenti, giocose, spensierate sono così rare nella nostra letteratura, e più in generale, nella letteratura mondiale? Davvero risulta così difficile sorridere e far sorridere scrivendo versi? Questa antologia curata da Daniele Piccini tenta di sfatare un mito, forse con qualche difficoltà, visto che i poeti presentati sono per lo più medievali, rinascimentali, romantici, e solo in un unico caso (con il romagnolo Raffaello Baldini) si spingono alla contemporaneità. Di quest'ultimo viene pubblicata, con traduzione dal dialetto, "Contentarsi", una litania dei malanni fisici e morali che affliggono un anziano artigiano: poemetto spiritoso, certo, ma con un retrogusto alquanto amarognolo. I più antichi tra i poeti proposti (Rustico Filippi, Cecco Angiolieri, Guido Cavalcanti, Lorenzo de' Medici, Francesco Berni e altri) sghignazzano su donne, vino, liti tra amici, fisicità esibite. Ma dobbiamo forse arrivare all'Ottocento dei nostri grandi poeti dialettali (Porta, Belli, Pascarella, Trilussa) per riuscire a ridere con pienezza e ammirazione, non solo per le situazioni realmente comiche che vengono descritte, ma anche per la pungente ironia che sferza il malcostume politico e sociale, privato e pubblico, con toni spesso irriverenti e sarcastici anche nei confronti della religione. La poesia comico-burlesca, secondo il curatore di questa antologia, «non è appannaggio di irregolari, beoni e dissipatori (l'identità tra la letteratura giocosa e la biografia è stata enfatizzata da certo Romanticismo), ma una risorsa di stile e di lingua alternativa a quella aulica». Ma se lo stesso Piccini giustifica l'esclusione di importanti poeti contemporanei come Palazzeschi, Sanguineti e Zeichen in quanto hanno vissuto «le loro operazioni in àmbiti di più spinta cerebralità», tanti altri nomi avrebbero meritato di comparire in queste pagine: dai futuristi a Scialoja.

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