Editore: Mondadori Electa
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 26 aprile 2016
Pagine: 197 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788891806765

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Descrizione

Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio. Cristiano De André si racconta in un'autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre Fabrizio, gigante della musica italiana.

"Mi guardo allo specchio e ti rivedo ancora, nel riflesso prego che si aggiungano i volti dei miei figli, quasi che fossimo pronti a una foto di famiglia, con i sorrisi genuini e l'armonia pulsante. Hai presente? Come un tempo". C.

"In Gallura sembra quasi che il cielo decida di abbassarsi. come per fare un favore agli uomini. La volta stellata è li a un palmo, pare uno scolapasta rovesciato. Puoi contare tutte le stelle, puoi dare un appuntamento a ciascuna. Quando la mia famiglia era ancora unita, dopo cena ci stendevamo sulle sdraio in bambù e mi veniva insegnato a leggere la notte e il passato." Cristiano De André per la prima volta traduce i suoi silenzi più intimi e lo fa con una premura vergine. Compie un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una Genova innevata, alla visione di un ciuffo notturno che canta i giorni in cui verranno a chiedere dell'amore. Dall'ansia di un sequestro, al germogliare dei colori isolani, belli di libertà, feroci come il sangue adolescenziale. Dal mare, che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre, ora alza l'onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva. E se arrivasse, non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una Londra che punge e annienta e lega a un letto d' ospedale, all'innocenza della musica in un conservatorio. Dalle tournée negli anni di piombo, all'emozione della propria voce che fa l'eco in uno stadio. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio. Cristiano De André si racconta in un'autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre Fabrizio, gigante della musica italiana.

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Recensioni dei clienti

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    Fabiana

    18/09/2018 13:42:23

    Splendido. Viscerale. Sincero, ma sincero per davvero. Da quest' autobiografia ne viene fuori una persona che ha sofferto fin da piccolo, che ne ha passate di tutti i colori, che si è portata dietro un bagaglio pesante, un fardello! Se siete amanti di Fabrizio o incuriositi dalla storia di Cristiano, in ogni caso lo consiglio. Vi stupirà. Cristiano mi fa tanta tenerezza, dopo aver letto il suo libro per due volte confermo la sensazione. Un grandissimo artista tormentato dal passato.

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    disallineato

    09/02/2018 14:52:18

    Mi sento di dissentire dalle altre recensioni. Ho discusso alcune parti del libro anche con alcuni amici e tutti ci sentiamo di dire che questo libro ha molte parti poco credibili. Sembrano ricordi distorti di un (ex?) tossicodipendente. Vorrei veramente non generalizzare e poi non conosco tantissimi tossici o ex-t, ma in comune anno tutti (almeno quelli che ho conosco) la capacità di distorcere la realtà ed uscirne da vittime, sempre. Purtroppo in molti passaggi Cristiano De André mi ricorda queste persone, che spesso non erano vittime ma aguzzini. Per questo do un voto così basso.

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    la vita di C.

    27/09/2017 16:52:34

    La versione, o per meglio dire la vita, di C. è quella di Cristiano De Andrè, nato nei primi ‘60 sul finire di un dicembre segnato da un’abbondante nevicata abbattutasi su una Genova da cartolina. Al tempo stesso la versione di C. è il personale ricordo di un’infanzia trascorsa fra istituti scolastici cambiati come un paio di jeans e nel ricordo dei nonni paterni e materni. Fra la Genova dei Carruggi e preti ai margini della pedofilia; fra estenuanti lezioni di violino e i primi passi nel mondo della musica d'autore. De Andrè svela retroscena inaspettati dalla propria infanzia, trascorsa fra Genova, la Gallura, Milano e la casa di famiglia, nell’attesa frenetica di diventare adulto per potersi liberare dell’ala protettrice di un padre troppo ingombrante per la sua presenza scenica, ma altrettanto assente nel fargli da genitore. Un padre assente ma al quale C., come l’aveva soprannominato proprio suo padre Fabrizio, dedica, nel corso del romanzo scritto a quattro mani con l’aiuto di Giuseppe Cristaldi, più avvezzo al thriller che ai biopic, buona parte del merito musicale e educativo con il quale è cresciuto, scoprendosi molto più simile oggi al padre Fabrizio che ieri da adolescente ribelle e terminato anche nel gorgo di pessime compagnie. Una biografia da leggersi tutta d’un fiato, che sa svelare attraverso le parole di un protagonista trasversale della canzone d’autore la vita e i punti di vista di un figlio d’arte forse troppo prematuramente sdoganato come un semplice raccomandato senz’arte ne parte.

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    ant lomell@libero.it

    31/01/2017 21:04:34

    Una biografia senza sconti quella di Cristiano in cui si mette a nudo con successi e debolezze, con digressioni musicali e personali, con accenni importanti ai luoghi a cui è più legato, Genova, la Sardegna, Milano e su tutto naturalmente la famiglia d'origine e l'imponente figura paterna, il mitico Faber. Concludo estrapolando un passaggio in cui si parla del periodo successivo al rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi e dell'importanza che ebbe nella trattativa per farli rilasciare il nonno paterno Beppe(p80): I primi giorni dominò un profondo mutismo. Poi gradualmente mio padre riuscì a raccontare tutto con dovizia di particolari . Disse che erano stati trattati benissimo e fece capire a mio nonno che non si sarebbero schierati come parte civile contro i rapitori. A differenza di quanto avrebbero voluto fare con i mandanti e gli organizzatori primari del sequestro , aveva maturato nei confronti dei carcerieri la sindrome di Stoccolma: in qualche modo si affezionò a loro, tenne a precisare che non era mai stato accudito così amorevolmente da quando era in fasce. Mio nonno, che aveva appena tirato fuori una cifra davvero considerevole, lo guardava sbigottito. Proprio in relazione alla suscettibilità delle somme sborsate e alla criticità della trattativa, mio padre scrisse il verso di Hotel Supramonte...e una lettera vera di notte e falsa di giorno...questo perché i malviventi gli riferivano che mio nonno diceva di pagare, ma poi non pagava più.In verità le cose stavano diversamente: mio nonno pagava sempre, solo che gli inquirenti intercettavano puntualmente il denaro costringendolo di conseguenza a compiere innominabili peripezie per reperirne dell'altro Bel testo, interessante

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    mario

    02/05/2016 15:11:10

    Il libro mette in evidenza un animo sensibile e profondo. Quello di Cristiano. La sua vita e tanti aneddoti raccontati con affetto , rabbia , gioia , umorismo, a tratti dramma. Un racconto vario e variegato come la vita stessa dell'autore.Un artista che è riuscito ad emergere lottando ....(non è facile per un artista avere cotanto padre ) per avere una propria identità libera dalla figura dell' immenso Faber. E Cristiano ha dimostrato di essere tenace , volitivo e orgoglioso nel senso buono. Ho trovato il libro veramente bello . Una pagina tira l'altra , infatti l'ho letto in due giorni ! A tratti mi ha commosso la figura di Cristiano bambino che ha sofferto la separazione dei suoi. E poi tantissime descrizioni veramente belle della Sardegna ( di cui , e lo si capisce benissimo, l'autore è innamorato ) . Pare di vedere quegli ambienti e sentire i profumi della Gallura così meravigliosamente descritti. E poi tante altre cose sul padre Fabrizio e su tanti artisti di quei tempi . Il momento drammatico del rapimento di fabrizio e Dori. Un racconto di vita che mi ha riportato negli anni 70 , anni della mia gioventù. Insomma io ho trovato veramente bello il tutto e , purtroppo non posso stringere la mano a Cristiano per fargli i complimenti. Leggendo questo libro ho capito una cosa : la comunanza generazionale crea momenti veramente emozionanti , direi lirici , nel momento in cui sul tavolo si apre il libro dei ricordi e le fotografie ti danno un gran contraccolpo al cuore . Grazie Cristiano

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