Il Vesuvio universale - Maria Pace Ottieri - ebook

Il Vesuvio universale

Maria Pace Ottieri

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 523,19 KB
Pagine della versione a stampa: 279 p.
  • EAN: 9788858429211
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Gaia la libraia

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Dalle coltivazioni della Terra dei fuochi alle fabbriche di Pomigliano, dai merluzzi di Somma Vesuviana alle strade della periferia di Ercolano, fino alla nuova Pompei nata duemila anni dopo l'eruzione del 79 d. C.: "Il Vesuvio universale" è il ritratto di una terra di prepotente bellezza, che brulica di vita e non ha intenzione di arrendersi, nemmeno alla minaccia del vulcano che la sovrasta. «Gli abitanti del Vesuvio sono abituati a tenere conto di una vita sotterranea ricca e piena di sorprese, indipendente dalla loro volontà, estranea all'universo concettuale umano, a sentirsi frantumi di lapilli, volute di fumo, impercettibili grumi di tempo nella vertigine millenaria in cui affonda l'esistenza del vulcano». Nel 79 d. C. Ercolano e Pompei furono distrutte dall'esplosione improvvisa e devastante del Vesuvio. Investiti dalla lava, pietrificati in un'eterna fuga fallita, i corpi di Pompei attraggono ogni anno migliaia di turisti. L'ultima eruzione del vulcano è stata nel 1944. Oggi il Vesuvio è inerte, e la sua calma apparente, replicata all'infinito sullo sfondo delle foto scattate da Posillipo. Ma se con l'obiettivo si ingrandisse al massimo quella montagna di fuoco, più che le rocce laviche e la cenere, sarebbero nitide le case, le strade, le macchine, le persone, ammassate in paesi più o meno piccoli, abbarbicati sui suoi fianchi. Alle pendici del Vesuvio si sviluppa, infatti, non una città, non una periferia, ma una conurbazione, un territorio con decine e decine di centri abitati che ha una densità di popolazione più alta di quella di Milano e Roma. Da sempre qui, immemori - o noncuranti - del pericolo, gli uomini hanno tenacemente coltivato, proliferato, costruito, distrutto, inquinato, pregato. Chi vive nei paesi vesuviani sembra davvero convinto che il vulcano non si risveglierà mai più. «Sarebbe fuorviante e frustrante cercare spiegazioni solo nell'ostinazione pervicace e incosciente», dice Maria Pace Ottieri che per capire quella terra è andata ad ascoltare le voci e le storie di chi ci vive. E allora c'è la famiglia Fortunio, che a Somma Vesuviana ha costruito un impero sul pesce dei lontani mari del Nord; c'è Tonino 'O Stocco, che costruisce e suona tammorre che accompagnano i canti e i balli popolari; c'è Lucio Zurlo, che insegna boxe nella sua palestra in un quartiere difficile di Torre Annunziata; ci sono le voci di Radio Siani con il loro impegno per la legalità; ci sono i morti ammazzati, dal lavoro, dal terremoto, dalla povertà, o da chi nessuno osa accusare. In un'instancabile quête tra passato e presente, tra i fasti antichi delle ville romane e i roghi tossici della Terra dei fuochi, tra ricordi leopardiani e interi quartieri abusivi, al ritmo delle traballanti corse della Circumvesuviana, Maria Pace Ottieri intraprende un viaggio alla scoperta delle tante esistenze che resistono in bilico sul cratere.
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    Jacopo

    08/03/2019 10:18:54

    Interessante volume dal taglio giornalistico che avvalora, ma talvolta deplora, le realtà economiche e sociali dell'area vesuviana.

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    furetto60

    04/10/2018 08:24:49

    Non conoscendo la Ottieri ho comprato il suo libro incuriosito dall’argomento. Si tratta di un’inchiesta sulla zona vesuviana, una zona che, nonostante sia una delle più pericolose al mondo, e la più monitorata dai vulcanologi, allo stesso tempo sfugge ai vari controlli sociali e amministrativi, prova ne sia l’imponente sviluppo demografico degli ultimi decenni, incontrollato e per certi versi incomprensibile. La Ottieri ci regala anche ottime pagine di letteratura, le sue osservazioni riescono a mantenere la distanza dell’obiettività, anche quando il coinvolgimento un prima persona, persino fatto di calci e sputi, potrebbe giustificare una deriva. Ma non riesce a rimanere insensibile di fronte all’assistenza offerta nelle varie accoglienze attorno al Santuario di Pompei dimostrando, ancora una volta, che quando si cercano risposte si trovano altrettante domande. Nel complesso un’opera di notevole spessore, mai pesante, ottimamente calibrata. Una metafora dell’attuale stato dell’umanità vista attraverso l’esistenza quotidiana all’ombra di una spada di Damocle che potrebbe calare in qualsiasi momento, da leggere magari fumando, come fosse l’ultima sigaretta, l’ultimo piacere da concedersi prima di affrontare il risveglio della Natura.

  • Maria Pace Ottieri Cover

    Figlia di Ottiero Ottieri e di Silvana Mauri (e nipote di Valentino Bompiani), è una scrittrice e giornalista che vive e lavora a Milano, collaborando con diverse testate giornalistiche. Con la prima delle sue opere, Amore Nero, ha vinto il Premio Viareggio Opera prima nel 1984, mentre dal suo Quando sei nato non puoi più nasconderti, il regista Marco Tullio Giordana ha tratto un film, premiato con il Nastro d'Argento per l'anno 2005, alla produzione.Negli ultimi anni si è concentrata su un giornalismo dalle forti connotazioni sociali, incentrando la propria attenzione - ad esempio - sulle figure imprenditoriali nei paesi in via di sviluppo (Ricchi tra i poveri, Longanesi 2006) o realizzando lunghe interviste con protagonisti dei nostri tempi come Bunker Roy,... Approfondisci
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