Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 21 giugno 2016
Pagine: 160 p., Brossura
  • EAN: 9788804669302
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Recensioni dei clienti

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    MauroS

    13/02/2018 22:04:34

    Amo la montagna, Mauro la ha vissuta fino al midollo, io quando il ricco che usa la mia vita me lo concede. E nei racconti di mio padre sullo Stelvio e a Susa; contro i "nemici" negli anni '40. Amo le nuvole e il libro mi ha ferito. Amo la pioggia e il libro mi ha ferito. Amo i fiocchi di neve e il libro mi ha ferito. Amo le rocce e il libro mi ha ferito. Amo il sole e il libro mi ha ferito. Amo la luna e il libro mi ha ferito. Amo gli alberi e il libro mi ha ferito. Amo le radure di alpeggio e il libro mi ha ferito. Amo le baite e il libro mi ha ferito. Amo la fatica della salita e il libro mi ha ferito. Amo le compagnie sincere e il libro mi ha ferito. Amo il desio serale e il libro mi ha ferito. Amo l'alba e il libro mi ha ferito. Amo i bambini e il libro mi ha ferito. MA.... ha insegnato a vedere le sofferenze del prossimo e le necessità. Lo sapevo, mia figlia segue umilmente il personaggio finale del libro, tra i letti dei bambini. GRAZIE Mauro, mai disapprovazione e lacrime sono state spese bene come nelle ultime pagine. Forse scontate....ma qualcuno saprà forse far tremare la propria coscienza ? Oppure aspetta la foiba ? Oltre che commentare un libro freddamente e quindi non capito per niente nella sua sensibilità finale. Per capire Mauro, bisogna essere sensibili a un mondo difficile. Lo siete ? Per me no: divano, pantofole e TV e una bella macchina. Ti saluto Mauro...e ci vedremo un giorno...oltre la foiba.

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    Gianni

    03/11/2017 11:25:34

    Ho scoperto Mauro Corona non da molto e questo è l'ultimo libro che ho letto.Tutto sommato un bel romanzo che si legge in pochissimo tempo. Devo dire però che in linea di massima i contenuti dei libri di Corona sono per lo più ripetitivi e dopo averne letti due o tre si è portati a smettere.

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    Silvia

    18/10/2017 08:39:24

    Questi ultimi romanzi non sono di certo quelli per cui mi sarei innamorata di Corona, sembra quasi sia un libro scritto tanto per scrivere.

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    Mauro Corona eccelle nel raccontare la vita dei montanari e dei boschi, e il suo "il canto delle manere" e' un capolavoro di narrativa. Purtroppo ha anche una certa tendenza moraleggiante a voler castigare le follie del mondo moderno, e su questa necessita' ha costruito questa parabola un po' assurda di un ingegnere ricchissimo prigioniero di una ossessione. Il racconto si legge volentieri ma da fastidio l'intento un po' pretesco di dare una morale a tutti i costi e insegnarci il significato dlla vita.

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    paola

    17/09/2016 22:05:24

    bellissimo romanzo insolito e per nulla banale in cui Mauro Corona raconta di come la vita ti possa cambiare e portarti a delle conclusioni non sempre scontate , capolavoro!!

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    caterina

    12/09/2016 17:23:38

    libro di piacevole lettura descrive quello che noi tutti conosciamo ma non vogliano riconoscere. un invito al rispetto della natura che si riprende sempre quello che l'uomo distrugge.

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    lidia

    18/08/2016 11:24:06

    Sicuramente un libro che ha una storia affascinante.La narrazione è semplice e scorrevole.L'unico neo per me?Niente colpi di scena e finali inaspettati.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione


Con la sua scrittura caustica e sferzante, Mauro Corona torna a dare voce all'epica della montagna, regalando ai lettori un grande racconto morale, una riflessione di assoluta attualità sul rapporto tra uomo e natura e una meditazione senza tempo sugli inganni del desiderio.

Con La via del sole Mauro Corona torna a parlare di natura e di montagne e della necessità di salvaguardarle.
La sua riflessione sferzante parte dal rapporto cinico che l’uomo ha instaurato con la natura, vittima dei suoi capricci ed errori, e si amplia toccando anche l’aridità della società moderna. In tutto il romanzo si percepisce chiaramente l’opinione aspra dell’autore su questa società, votata al consumismo, all’accumulo di ricchezza, all’appagamento immediato dei propri desideri senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. L’aridità e l’avidità dell’uomo si ripercuotono sull’ambiente, poche volte considerato una ricchezza comune da preservare e troppo spesso una risorsa da sfruttare con spregiudicatezza. Nella sua denuncia Mauro Corona non si trattiene dal biasimare anche chi, per vari motivi, opportunismo o indifferenza, osserva gli scempi contro la natura e se ne disinteressa.
Quella dell’autore è una critica volta all’uomo odierno in generale: non a caso nessun personaggio del romanzo ha un nome. Il protagonista viene appellato come l’ingegnere, il quale, dopo la decisione di isolarsi sui monti per fuggire dal mondo, diventerà presto anche il distruttore a causa del suo folle progetto di smantellare tutte quelle montagne dietro cui si nasconde il sole e che non gli permettono di godere il più a lungo possibile della sua luce. L’unica persona che il protagonista considererà sua amica verrà sempre nominata come l’omino, un personaggio singolare, l’unico che riuscirà, alla fine, a far capire all’ingegnere l’insensatezza e la crudeltà della sua opera distruttiva.

Il romanzo, quindi, si configura come un monito in forma di racconto, attraverso la vita del protagonista, al rispetto e alla tutela della natura e all'accontentarsi di ciò che si ha, ma è al contempo un inno alla bellezza delle montagne.