Via Ripetta 155

Clara Sereni

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 28 gennaio 2015
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788809993358
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Descrizione

Candidato Premio Strega 2015 - Presentato da Massimo Onofri e Domenico Starnone

Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che fu una sorta di triangolo d'oro fra piazza del Popolo, piazza di Spagna, piazza Venezia. Pensate che allora fosse tutto chiaro, a disposizione di chiunque? No, perché il civico 155 è difficile trovarlo, situato com'è al di là dell'Ara Pacis, oltre piazza Augusto imperatore, nel piccolo tratto che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare. Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il '68 e il '77, cominciati all'insegna dell'utopia libertaria - compresa l'idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi - e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, della Milano da bere, dei manager rampanti. Una storia vista con lo sguardo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare, dolorosamente, una memoria non chiusa. Ricordi in prima persona di anni raccontati poco e non sempre correttamente: perché il terrorismo non fu come molti ritengono la conclusione logica di quanto il '68 aveva seminato, ma fu invece la sanzione drammatica della sconfitta di molte speranze, un lutto pungente per chi aveva creduto e si era speso per farle germinare.

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Recensioni dei clienti

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    vera

    26/03/2016 22:47:49

    Avevo letto recensioni entusiaste e in più mi interessavano gli anni '70, ora che ho finito faticosamente questo libro mi domando come sia possibile che sia stato addirittura candidato al Premio Strega. La storia di una ragazza di buona famiglia che gioca a fare la rivoluzione proletaria e in più scritta non proprio benissimo. Ci sono frasi che grammaticalmente non sono frasi, passaggi autoreferenziali, vicende poco interessanti malgrado il momento storico intenso. Libro presuntuoso e deludente. Peccato.

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    smilingvale

    22/09/2015 16:58:31

    aspettative altissime per un libro deludente! la lista della spesa sarebbe stata scritta con più trasporto

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    barbara

    19/08/2015 11:07:55

    Ho trovato la lettura monotona e per nulla appassionante nonostante l'intensità storica e politica degli anni narrati. Mai un crescendo emozionale o di interesse.

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    Ladymariane

    15/08/2015 20:21:27

    Chissà che cosa mi aspettavo da questo libro, date le premesse! Invece sono rimasta molto delusa. Candidare allo Strega un diario, peraltro assai poco appassionante, che mostra una signorina snob piena di amicizie altolocate patire un po' di fame, si presuppone soprattutto per sfizio, per darsi arie da rivoluzionaria? Chi all'epoca non c'era, o era piccolissimo, come me, non capisce nulla del clima, dell'aria dei tempi, delle reali motivazioni di quei ragazzi che andavano alle manifestazioni. Ho fatto molta molta fatica a finirlo.

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    Franco

    14/08/2015 15:28:59

    Letto molto volentieri, scorrevole e istruttivo, anche se quel periodo non mi appartiene. Però non c'è una vera trama...più che altro sono ricordi.

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    Antonella Bottari

    24/07/2015 18:55:52

    Condivido appieno il giudizio di Nobile e non aggiungo altro se non un invito alla lettura per una riscoperta di Roma, quella roma sparita e inghiottita dal nulla che sono le nostre vite,

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    antonio 56

    02/06/2015 17:51:38

    Non mi ripeto sul già detto da altri ,ma data la premessa di far conoscere un periodo storico del nostro paese ,attraverso una autobiografia,coeva ,mi aspettavo più informazione sui fatti pubblici ,e meno fatti a volte troppo personali dell'autore, la conoscenza dei quali ininfluenti per chi non ha vissuto quel periodo .

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    ALFONSO CAMPAGNA

    28/05/2015 15:08:52

    Un libro letto volentieri. Una biografia, individuale, che diventa affresco della nostra Cronaca (o storia) 1968-1977. L'anno dopo nascerà il figliolo della scrittrice, che da lì -forte dell'esperienza personale e politica- si dedicherà ai diseredati della Sanità Pubblica,i pazienti psichiatrici, frutti della Follia, quest'ultima sorella triste della Poesia. Ho letto sempre con piacere Clara Sereni ma non mi raccapezzo di come possa avere dimenticato, nella scansione dell'anno 1975, la fine di Pier Paolo Pasolini, nella stessa Roma di "via Rapetta". Avevo trovato più leggero, meno moraleggiante, Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo.

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    mile

    11/05/2015 13:05:23

    Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato, ripercorrendo con un coinvolgimento profondo, a volte struggente, attraverso la biografia dell'autrice, la storia straordinaria, appassionata e irripetibile di una generazione che credeva nella possibilità del cambiamento rivoluzionario e lottava per realizzarlo. E' stata una lettura entusiasmante, sia pure nella consapevolezza - chiaramente e lucidamente sempre presente nel volume di Clara Sereni - delle difficoltà, contraddizioni e lacerazioni che hanno caratterizzato le vicende politiche e sociali di quegli anni indimenticabili. Nel volume si intrecciano prepotentemente e dialetticamente il pubblico e il privato; è proprio di quegli anni l'acquisizione fondamentale che il privato è politico e viceversa. L'autrice/protagonista non sta a guardare dalla finestra la storia che scivola sotto i suoi occhi; è nella storia per cambiarla con le proprie mani, le proprie scelte, la propria partecipazione, la propria passione, la propria intera esistenza. E contemporaneamente scorre sempre, incessantemente, continuamente, il flusso del quotidiano, raccontato con gli occhi, la mente e il corpo di una donna con tutta la sua ricchezza e la sua specificità. Un libro da leggere per vivere "dall'interno" la carica di mutamento e innovazione in senso antiautoritario, liberatorio e progressivo di tutti i rapporti umani e sociali contenuta nella stagione storica unica ed eccezionale del Sessantotto.

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    Lucio Nobile

    14/03/2015 17:26:54

    Il giudizio su un'opera di letteratura e' legata alla gioia provocata dalla lettura e da quanto ti fa' pensare. "via Ripetta 155" ha raggiunto entranbi gli obbiettivi. In contrasto con "il gioco dei Regni" l'Autore si pone come soggetto di un'esperienza in un certo senso epica. E' l'epica della soggettivita' della giovane Clara che si oppone al razionalismo delle certezze di suo padre Emilio. Una soggettivita' coraggiosa, avventurosa e generosa come nella grande tradizione "araldica" dei Sereni, anche a rischio di sperimentare una profonda crisi e angoscia autodistrutiva. L'antagonismo e lo scontro tra la personalita' e la figura preponderante del Padre Emilio e Clara sono rappresentate in maniera non pedissequa, tanto che il lettore ne percepisce il Neumenon prima ancora di vederne la rappresentazione; tale e' l'arte quando dissimula l'apparenza. Per Papa' Emilio tutto e' chiaro; tutto e' riassunto nelle formule del Materialismo Storico; per cui le scelte personali non sono altro che una proiezione logica e geometrica di dati ormai acquisiti. Per Clara il mondo e la vita e' tutta una scoperta, un'esperienza si soggettiva ma da condividere con gli altri. L'Autore si mette a nudo a livello emotivo proprio per condividere la propria esperienza e far trionfare la dimensione soggettiva dell'essere e dell'esistere. Forse, la gioia piu' grande generata dalla lettura dell'Opera deriva dalla descrizione di alcuni deliziosi quadri di vita familiare che ci fanno sentire direttamente partecipi della quotidianeita' di questa meravigliosa famiglia Sereni. Doloroso e' al contrario constatare quanto forte sia stato lo sforzo e lo scontro per Clara e l'incomprensione o forse addirittura la freddezza che si e' instaurata tra Lei e suo padre. Emblematico l'atteggiamento di Clara di fronte al "Migliore": un istintivo senso di indifferenza. Credo che "via Ripetta 155" possa divenire una grande fonte di ispirazione e di riflessione sul tema dei contrasti generazionali; quasi un viatico.

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