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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Pagine: LI-558 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804562450
Il "viaggio celeste dell'anima" è un diffuso tema storico-religioso, ampiamente presente nelle culture antiche, dove è stato declinato in modi differenti in funzione delle forme di rappresentazione dell'anima, se puro soffio vitale (la psiche omerica) o realtà ontologica (gli orfici e poi Platone). L'emergere, a cavaliere dell'era cristiana, di una concezione dualistica del mondo favorì il sorgere dei miti ermetici gnostici manichei, che radicalizzarono l'idea dell'anima come realtà preesistente, "straniera", precipitata in un mondo di tenebre e anelante al ritorno nella patria celeste. Il tema è assente nella tradizione ebraica, anche là dove, come nell'enochismo, a partire dal IV secolo a.C., emerge in modo indipendente una concezione dell'anima come principio ontologico preesistente; il posto dell'anima individuale è preso da una realtà collettiva, Israele; al tema del viaggio, del nostos, corrisponde quello dell'esodo dall'Egitto e dell'approdo alla terra promessa. Soltanto con Filone, un intellettuale ebreo contemporaneo di Paolo vissuto ad Alessandria d'Egitto, grazie a un'esegesi allegorica sistematica delle Scritture, il tema platonico del viaggio individuale dell'anima viene riletto sullo sfondo della storia biblica. In questo modo verrà trasmesso ai suoi eredi cristiani, Clemente e Origene. Sarà merito soprattutto del secondo (che conosce oggi una straordinaria fioritura di studi), grazie al suo virtuosismo esegetico, ma anche alla sua profonda vena mistica che lo apparenta all'altro grande viaggiatore dell'anima (stranamente assente da questa antologia) e cioè Plotino, che esso, attraverso una tradizione esegetica che arriva a Pier Damiani, verrà trasmesso alla cultura medievale per approdare infine, attraverso mille riprese, alle tante letture moderne, da Thomas Mann a Eliot.
Nella sua introduzione Boitani ricostruisce le tappe principali di questo lungo cammino, giustificando il posto centrale assegnato ad alcuni testi esegetici di Origene (cui è dedicato un sin troppo ampio e "pindarico" commento di Bonfrate) e la scelta degli autori (Girolamo, Gregorio di Nissa, lo Pseudo-Ambrogio, Agostino, Bruno d'Asti, Bernardo di Chiaravalle, Pier Damiani). La cura dei testi, con relativo commento e indici, è affidata al nostro maggior specialista, Manlio Simonetti. Per la sua impareggiabile fatica, un continuo "viaggio dell'anima" tra i più diversi testi patristici, possono valere le parole di Eliot che chiudono l'introduzione di Boitani: una "condizione di semplicità assoluta", che tuttavia "costa non meno di ogni cosa". Giovanni Filoramo