Il viaggio di Joenes

Robert Sheckley

Traduttore: G. Vulpius
Curatore: A. Barbato
Collana: Fantascienza
Anno edizione: 1996
In commercio dal: 14 marzo 1996
Pagine: 198 p.
  • EAN: 9788838912146
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Usato su Libraccio.it - € 5,02

€ 5,02

€ 9,30

5 punti Premium

€ 7,90

€ 9,30

Risparmi € 1,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Luc

    12/06/2006 17:42:08

    Fantastico! Satira divertente e (ancora oggi) graffiante. Da consigliare.

  • User Icon

    brda

    26/07/2004 21:29:08

    La recensione del Vs. sito non rimarca a sufficienza il fatto che il romanzo fu scritto decenni prima dell'Oggi. E quindi il fatto che cose ovvie al presente fossero solo ipotizzabili (da menti acute) trenta o quarant'anni fa. Sheckley ha anticipato di decenni le paranoie odierne, la freneticità degli oggetti che ci travolge adesso, il dolore interiore dell'annullamento dell'individuo davanti all'incedere inevitabile dei Mostri del Consumo. Avanti trent'anni in confronto alle banalità odierne, meriterebbe maggior rispetto.

Scrivi una recensione


scheda di Bianco, L., L'Indice 1996, n. 8

Sul catalogo della nuova e pregevole collana di fantascienza dell'editore Sellerio ci sarebbe da discutere a lungo: non tanto per l'inevitabile opinabilità nella scelta dei titoli, dove, si sa, non disputandum est, quanto piuttosto per l'accanimento a concentrarsi sul passato e, per di più, su opere classiche e già edite, seppure in traduzioni meno accurate e con una veste grafica molto meno gradevole (ma anche - va detto - a prezzi decisamente inferiori). Ogni riserva tuttavia scompare di fronte a riproposte della qualità di questo libro di Robert Sheckley, un classico della fantascienza sociologica degli anni sessanta. Già autore di atroci antiutopie come "La decima vittima" e "Il prezzo del pericolo", Sheckley assume in Il viaggio di Joenes un tono scanzonato e grottesco, mimando la ricostruzione di una cronaca orale derivata da fittizie fonti polinesiane del quarto millennio che narrano l'epico viaggio dell'isolano Joenes nell'America del XXI secolo. Come nella miglior tradizione satirica, però, il futuro è una labile maschera del presente, e Sheckley attacca impietosamente le istituzioni dell'establishment, raccontando di come Joenes venga scambiato per comunista, finisca in manicomio criminale, divenga professore di "cultura del pacifico suboccidentale", scampi alla terza guerra mondiale. A leggere o rileggere "Il viaggio di Joenes", i palati contemporanei potranno forse trovare eccessivo il parfum du temps della "nuova frontiera" kennediana (il libro è del 1962); ma sapranno apprezzare l'amaro retrogusto corrosivo che la paradossale ironia di Sheckley conserva a distanza di oltre un trentennio.