Categorie
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: XXVIII-704 p.

65 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

  • EAN: 9788806184438

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    T

    11/10/2011 13.00.03

    De Roberto in questo folgorante romanzo riesce perfettamente a descrivere gli avvenimenti storici, sociali e culturali che colpirono la Sicilia dagli anni cinquanta dell'Ottocento fino ai decenni post-unitari. Lettura piacevole,talvolta commovente, che al termine della lettura farà sentire al lettore la mancanza della famiglia Uzeda Francalanza.

  • User Icon

    Marghe

    29/07/2008 18.09.48

    I personaggi sono maschere grottesche,ciniche, spietate.L'ipocrisia,i giochi di potere, i vizi e le piccole manie restano ancora ancorati alla nostra sicilianità. Il linguaggio è scorrevole; il libro prende sin dalle prime pagine, con l'indimenticabile descrizione del fastoso funerale della principessa. Non scoraggiatevi se inizialmente De Roberto vi sbatte in faccia tremilamiliardi di personaggi: vi racconterà la loro storia a poco a poco, e sarà un piacere.

  • User Icon

    marioAdepat

    07/07/2008 12.25.38

    Eccezionale!!!!!!

  • User Icon

    EMMANUELLA

    11/04/2007 13.38.57

    Bellissimo, avvincente, con personaggi incredibilmente veri oggi come ieri. Da una parte i potenti, che possono sempre tutto su tutti, e dall’altra parte i poveri che guardano con accettazione le sopraffazioni dei primi a volte incantati a volte con troppa arrendevolezza. Il ricco e il povero di ieri, di oggi e di domani, il tutto retto dalla sovrana ignoranza di sentimenti degli uni così come degli altri. In particolare, il profondo egoismo, l’autoaffermazione personale della maggior parte dei vicerè, così come la remissione, l’asservimento di alcuni personaggi, soprattutto femminili (come la principessina Teresina, la contessa Matilde, e forse alla stessa Chiara nei confronti del figlioccio), denotano la triste consapevolezza di non poter vivere senza il dolore della solitudine per inseguire la potenza e per mantenere l’apparenza di ciò che si ha.

  • User Icon

    Antonio Longo

    05/12/2006 14.49.14

    Si tratta di un romanzo fra i più belli della peraltro esigua tradizione narrativa italiana moderna... La trama è articolata e avvincente, quasi da romanzo russo, starei per dire. Quel che distingue De Roberto nel panorama della letteratura italiana dell'Ottocento è una visione assolutamente disincantata della società e delle relazioni interpersonali, che si snoda senza alcun cedimento a retorica o sentimentalismi di sorta. Una prosa scorrevole ma brulla e non priva di ironia dà il tono prevalente alla narrazione. La scarsa fortuna del romanzo è generalmente ascritta al giudizio assai sfavorevole pronunciato da Benedetto Croce, che, come è noto, ha esercitato a lungo un incontrastato imperio sulla cultura italiana. Nondimeno do più credito all'ipotesi che siano piuttosto il suo anticlericalismo e la sua ottica sociopolitica, scettica al punto da non risparmiare neanche l'istituto della famiglia, a destare diffidenza e repulsione, che solo adesso vanno diradandosi. Nel romanzo, letto in controluce, è possibile ravvisare una prospettiva programmaticamente antimanzoniana.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione