Vicini da morire. La strage di Erba e il Nord Italia divorato dalla paura

Pino Corrias

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 16 ottobre 2007
Pagine: 249 p., Brossura
  • EAN: 9788804573005
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Descrizione
La sera di lunedì 11 dicembre 2006 in un condominio di Erba, quieto entroterra di Como, si compie uno dei delitti più atroci e inspiegabili degli ultimi anni. Quattro persone, tra cui un bambino di appena due anni, vengono uccise a coltellate, i loro corpi dati alle fiamme. Nelle primissime ore investigatori e media indicano una sola pista, lo straniero extracomunitario, il marito tunisino di una delle vittime che forse ha il movente, è certamente in fuga, non ha vie di scampo. Un controllo telefonico e un po' di prudenza sarebbero bastati invece a smontare le accuse. A Novi Ligure era accaduta più o meno la stessa cosa, quando Erika, che aveva appena ucciso la madre e il fratellino, si inventò l'assalto di una banda di albanesi per depistare gli investigatori, avvelenare i media, farsi proteggere dalla paura collettiva. A inquietare, in tutti questi casi, è l'automatismo della paura. Specialmente nel Nord Italia, dove negli ultimi anni delitti familiari, violenza, cronaca nera hanno anche enfatizzato la percezione del pericolo, moltiplicato l'allarme sociale, amplificato la domanda di sicurezza. Pino Corrias ricostruisce la geografia di quella insofferenza, di quella paura.

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    Ornell@

    07/07/2008 16:45:44

    Premetto che non mi ero mai interessata a quel cupo dramma accaduto nella provincia lombarda.Sì avevo intravisto i suoi attori alla tv qualche volta.Quando ho finito di leggerlo mi sono sentita più sola, non in pericolo ma sola perchè un po' più consapevole di ciò che mi circonda.Siamo soli e tristi nella pianura padana, nel mio nord-est desolato dove molta gente non trova la strada.Che tristezza!Lo spiega bene Corrias.Lo consiglio..meglio di un giallo.Infatti molto spesso la realtà supera la fantasia degli scrittori.

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    Cristiana G.

    31/01/2008 21:47:52

    E' stato il mio primo incontro con l'apprezzabile giornalista Corrias e per quanto appassionata di reportages su fatti di cronaca sono rimasta colpita dall'acutezza dello sguardo cronistico e dallo stile che a tratti scivola via come romanzo, o meglio collages di impressioni, considerazioni imparziali, riflessioni sulla nostra epoca e i luoghi dell'Italia che cambia (il fenomeno di massificazione e perdita' di identita' della provincia, molto ben delineato). Al di la' del caso umano celato dietro lo strage di Erba (e qui svelato quale duplice caso umano, che si annida tra le pieghe dell'esistenza di vittime e carnefici, in un gioco labile di "buoni" e "cattivi" alla fine senza vere linee demarcatorie),mi sembra un bellissimo spaccato insieme sociologico, psicologico, storico che non azzarda ipotesi giudiziarie ma coglie e fotografa il momento e la scena colletivi di un crimine apparentemente inspiegabile. Per poi dirci chi sono stati e di conseguenza chi sono i protagonisti, non cosi' lontani forse da chi in essi specchia la propria parte orrorifica; e le vittime, non cosi' lontane dalle tante famiglie borghesi e interraziali di oggi, con le loro contraddizioni. E' dalla loro apparente mediocre "normalita" che sembra balenare, ancor piu' sconcertante, cio' che Hannah Arendet definiva il carattere "banale del male".

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