Traduttore: C. Zonghetti
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 30 giugno 2010
Pagine: 234 p., Brossura
  • EAN: 9788845924910
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Descrizione
Prima della discesa agli inferi della Kolyma, la sterminata distesa di paludi e ghiacci nella Siberia nordorientale dove il regime sovietico portò al massimo livello di efficienza il sistematico annientamento delle sue vittime, Salamov aveva già avuto modo di sperimentare la durezza della repressione staliniana: arrestato nel 1929 per "propaganda e organizzazione sovversiva", fu infatti condannato a scontare tre anni di lavori forzati in uno dei primi lager sovietici, quello di Visera, nel Nord degli Urali. Al ricordo di quell'esperienza - il primo impatto di uno spirito libero e forte con la spietata realtà politica e sociale del Paese - Salamov, dopo il rientro a Mosca, torna in due momenti distinti della sua vita. Nel 1961, mentre già sta lavorando ai "Racconti della Kolyma", scrive i due frammenti che aprono il volume, "La prigione di Butyrki" (1929) e "Visera": testi incompiuti, eppure fondamentali per introdurre il corpo centrale del libro - quello che nel diario egli definì "l'antiromanzo di Visera", composto tra il 1970 e il 1971, ma destinato a vedere la luce solo nel 1989. In queste pagine, che si saldano indissolubilmente ai "Racconti della Kolyma" e che spesso ne richiamano temi e personaggi, tanto da costituirne l'indispensabile preludio, prende via via forma l'epopea negativa dei lager staliniani.

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    Alastor76

    02/09/2017 08:17:25

    Saggio interessante sull'aspetto concentrazionario della tirannide staliniana e sull'inconsistenza che lo cingeva. L'autore ne ha contemplato una lucida esperienza diretta, trasposta in queste memorie, talvolta in maniera acronologica. Da apprezzare la dovizia mnestica con cui sono tracciati i soggetti da lui conosciuti e le loro mansioni svolte prima dell'internamento nel lager.

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