Categorie

Bertolt Brecht

Curatore: G. Oneto
Traduttore: E. Castellani
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XXVI-258 p.

84 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Letteratura teatrale

  • EAN: 9788806219093

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Edson

    23/01/2015 00.56.26

    La figura di Galileo, uno dei creatori della scienza moderna, fa il più vivo contrasto con lo sfondo autoritario e repressivo della società in cui visse. Sull'Italia della seconda metà del Cinquecento è sceso il buio di una condizione generale di uniformitè e di silenzio, aggravata dal dominio straniero, dai governi assolutistici e dal regime inquisitorio della Controriforma. Galileo rappresenta, per tradizione, il simbolo dello scienziato combattuto da chi detiene il potere culturale e politico e valuta ogni nuova scoperta innanzitutto come una minaccia per l'ordine esistente. Ma Bertold Brecht va oltre una contrapposizione troppo facile tra la scienza intesa come verità ed eroismo e il potere inteso come pura oppressione. Togliendo a Galileo l'aureola del martire ("sventurata quella nazione che ha bisogno di eroi"), ne fa si una vittima dei suoi persecutori, ma anche delle sue incertezze e dei suoi cedimenti di uomo. Ne fa una figura reale, calata in luoghi e tempi reali, a contatto con le situazioni e le istituzioni che non potevano apparire a Galileo nella stessa prospettiva semplificata in cui le vediamo oggi. Ma proprio grazie a questo modo di rappresentare il dramma di Galileo, e non formulando una morale esplicita, ma lasciando al lettore la "calma libertà" per riflettervi, Bertold Brecht approfondisce il tema del repporto tra scienza e politica, tra verità e potere, assai più che se lo avesse idealizzato e stilizzato astrattamente. Questo rapporto, suggerisce l'autore, va visto nel concreto delle lotte sempre complesse, talora contraddittorie, che si combattono all'interno di ogno società, tra uomini e tra classi; e la scienza non è buona per se stessa, ma lo diventa proprio nella misura in cui rinuncia alla pretesa di non avere alcun rapporto col sostrato ideologico da cui nasce e col mondo della pratica con cui interagisce.

Scrivi una recensione