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Aldo Nove

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: 111 p. , Brossura
  • EAN: 9788806200015
Usato su Libraccio.it € 8,37

Recensioni dei clienti

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    corrado

    22/01/2016 11.00.16

    dopo aver letto puerto plata market anni fa, mi sono riavvicinato a nove in occasione dell'uscita dell omonimo film nelle sale (poche). purtroppo l'ho trovato ostico, con una scrittura a volte spezzettata ,a volte interminabile e per me mai interessante. sicuramente ispirato, pieno di dolore e di una rabbia che invade il racconto senza che si diriga mai da nessuna parte. peccato..

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    Attilio Alessandro

    18/09/2014 06.49.34

    Libro veramente brutto, deprimente, per nulla formativo. Consiglio di evitarlo: nessuna perdita!

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    Anna Achmatova

    08/09/2014 08.48.27

    Purtroppo non esiste punteggio 0, lo avrei cliccato. Libretto presuntuoso e pieno di frasi fatte mutuate dai film porno. Nessun costrutto. Romanzo inesistente, dialoghi imbarazzanti per la loro pochezza. Non leggetelo amici miei!

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    Luigi

    08/09/2014 08.44.34

    Questo libro mi ha nauseato: pura pornografia. I romanzi di formazione sono molto, molto diversi. Sconsigliatissimo.

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    manuel

    20/09/2013 11.39.28

    Ho preferito altri di Nove. La vita oscena è troppo altalenante, tra passi di grandissima prosa e altri poco riusciti. Si sente però l'urgenza di raccontare lungo tutte le pagine del libro.

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    MilanoNoire

    08/05/2012 20.02.53

    Un cazzotto nello stomaco, bello davvero. A volte, fa piacere constatare la sincerità e l'autenticità di una storia senza falsi pudori. E' così, se vi pare.

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    camu

    24/02/2012 00.26.40

    Ho voluto riprovare a leggere ancora questo autore. No, ci trovo poco. Artefatto, irritante. Non ne voglio più sapere.

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    DANIELA

    21/02/2012 16.02.03

    Appena inizi a leggere "La vita oscena" ti arriva addosso un'ondata di dolore che non riesci a scansare, ti sovrasta e poi ti sommerge come uno tsunami. Parole dure, durissime ti colpiscono come una scarica di proiettili. Cancro. Morte. Solitudine. Disperazione. Psicofarmaci. Un adolescente che perde entrambi i genitori, il vuoto e l'angoscia che iniziano già prima, dalla paura di questa morte, e dopo è come se il protagonista premesse un pulsante di espulsione da sé: inizia a vivere senza esistere, in uno stato di perenne alterazione da alcool e cocaina, dove tutto è amplificato ma anche allontanato, come in un presbite tentativo di messa a fuoco della realtà. Poi pagine e pagine di attesa della riemersione che, invece, è frustrata a ogni passo, a ogni gesto del protagonista dalla sensazione di un inabissamento senza fondo. È un flusso di coscienza, o piuttosto di incoscienza, il racconto senza sconti e senza commiserazione di un tentativo dopo l'altro di auto annientamento, che passa attraverso l'alcool, la droga gli psicofarmaci e poi il sesso, comprato in ogni possibile forma. Ma la scrittura ha il ritmo della poesia, e qualcosa di poetico ti raggiunge anche nei momenti più squallidi e angoscianti. Forse è la totale assenza di giudizio che spiazza, perché il protagonista non giudica se stesso né gli altri, forse è la capacità di fotografare in modo preciso e persino asettico questa condizione di non-vita, che riesce a raccontare senza voler stupire né colpire o scandalizzare. C'è qualcosa di molto potente in questo racconto. Per il protagonista non c'è morte e non c'è rinascita, c'è solo la vita, e l'inferno che ha dentro e che pure può attraversare. Per uscirne.

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    Lorenzo

    02/01/2012 22.43.31

    Una storia di droga, sesso e solitudine. Libro toccante in cui l'autore narra la sua vita dall'infanzia alla giovinezza.

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    irene

    27/10/2011 15.54.53

    oscenità e bellezza. storia commovente e dura.

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    roberta

    16/01/2011 22.28.40

    Avete presente Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire? Mi è sembrava la versione maschile.. Non ho apprezzato il modo di scrivere.. a volte troppi particolari.. altre volte per niente.. E poi le frasi.. prima brevissime.. e poi lunghissime.. come se non avesse fiato per parlare.. Mi aspettavo un libro nel quale si sottolineasse una specie di rinascita.. Penso sia uno dei libri più brutti che ho letto recentemente..

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    alberto

    06/12/2010 17.13.49

    Non conoscevo Aldo Nove, l'ho sempre snobbato in libreria. Mi è capitato questo libro tra le mani, mi ha ispirato ed è stata una folgorazione.Il modo di scrivere mi ha ricordato a volte Ginsberg per il suo modo di trasformare la prosa in forma poetica ma colpisce soprattutto la forza emotiva del testo, ti entra sottopelle e non ti abbandona più! Da leggere e rileggere.

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