Le vite del romanzo

Thomas G. Pavel

Curatore: M. Rizzante
Editore: Mimesis
Collana: Saggi letterari
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 29 aprile 2015
Pagine: 420 p., Brossura
  • EAN: 9788857519241
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Descrizione
"Le vite del romanzo. Una storia" di Thomas G. Pavel, studioso fra i più affermati nel panorama internazionale degli studi letterari, esce finalmente anche in Italia. Si tratta di una versione aggiornata e arricchita di un libro, "La Pensée du roman", che in Francia, ormai più di dieci anni fa, rappresentò un vero evento critico letterario e che negli Stati Uniti dal 2013, quando è uscita l'edizione inglese, ha ricevuto molti riconoscimenti prestigiosi: vincitore del premio dell'International Society for the Study of Narrative nel 2013 e del Barbara Perkins and George Perkins Prize nel 2015. Secondo moltissimi studiosi di ieri e di oggi, romanzi come "Le Etiopiche", "Amadigi di Gaula" o "L'Astrea", legati meno ai dettagli empirici della condizione umana e più agli ideali che questa persegue, rappresenterebbero uno stato imperfetto del romanzo, felicemente corretto e rivisto dal realismo del Settecento e dell'Ottocento. Pavel, invece, in questo libro, constatando il persistere dell'idealismo nel corso dell'intera storia del romanzo - una storia che inizia molto prima di Defoe, ma anche di Cervantes e Rabelais mostra, attraverso una straordinaria vastità di esempi, che il motore di tale storia è "il dialogo secolare tra la rappresentazione idealizzata dell'esistenza umana e quella della difficoltà di misurarsi con questo ideale".

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    alessandro ceraudo

    22/09/2018 11:59:01

    Pavel ci presenta una storia del romanzo partendo da Le Etiopiche, tracciandone una evoluzione come genere narrativo.il titolo dovrebbe essere la vita del romanzo poiché l'autore vede il romanzo come evoluzione di un genere che racconti la vita morale di personaggi che sono in qualche modo speciali (moralemente) e relega tutta la tradizione satirica, carnevalesca, se vogliamo sterniana sullo sfondo: basti di prova lo spazio dedicato a Richardson e alla sua Pamela, rispetto a quello impiegato per Sterne e Fielding. forse lo definirei un libro di critica tematica, chiara la matrice teoretica risalente a Northrop Frye e i suoi archetipi

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