Curatore: F. Jaeggy
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 settembre 2012
Pagine: 206 p., Brossura
  • EAN: 9788845927218
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Descrizione
"È hashish... dà fuoco all'immaginazione": così disse il poeta Albert Samain quando lesse le "Vite immaginarie", ventitré 'percorsi di vita', brucianti di rapidità, dove incontriamo personaggi illustrissimi, come Empedocle o Paolo Uccello o Petronio, e gli ignoti destini di Katherine, merlettaia nella Parigi del Quattrocento, o del maggiore Stede Bonnet, 'pirata per capriccio', o degli impeccabili assassini Burke e Hare - e tutti circondati dalle folle senza nome di mendicanti, criminali, prostitute, mercanti ed eretici che abitano la storia. È vano, come pure in Borges, tentare di discriminare il vero e l'immaginato in queste superfici splendenti, perché tutto vi è visionario e segretamente unito in una sola catena, a dimostrare le parole di Schwob secondo cui "la somiglianza" è "il linguaggio intellettuale della differenza" e "la differenza... il linguaggio sensibile della somiglianza".

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Recensioni dei clienti

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    Simona F

    12/12/2018 23:02:29

    Schwob, fantasista inveterato, mostra che l'immaginazione non ha limiti. Collezionista di storie e di esseri umani - che serba nel taschino, estrae e tiene, meravigliato e signorile, sul palmo della mano come un piccolo dio o un bambino che si balocca con le molliche -, sembra trarre vivo piacere e autentica gioia dal suo estro di "talk-man". Altrettanto facile, immediato è il gradimento di chi si smarrisce in questa galleria di ritratti finemente ironici, sempre eleganti - uno stile che fa pensare allo spadaccino che danza, menando colpi -, che hanno, tra le molte virtù, quella di mostrare l'uomo, ignoto alla storia o eternato che sia, inerme alla sua fine, malgrado escogitazioni e scuotimenti. Ho incontrato con piacere maggiore, in ordine di gradimento: Erostrato, il maggiore Stede Bonnet, le maniere dei signori Burke e Hare, Empedocle, Cyril Tourneur, Paolo Uccello - che ha l'animo dell'artista di "The Oval Portrait" - e Pocahontas, il miglior ritratto femminile della galleria

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    Julio

    06/05/2009 21:53:20

    Credo che il vero argomento di questo libro sia una forza che si consuma come una fiamma, senza lasciare cenere al suo spegnersi. Tra tutte le storie mi sono rimaste più impresse quella di Kathrine la merlettaia, Clodia, e Fra Dolcino, figure immerse nella loro epoca e contemporaneamente in quella vita che scorre sulla pagina come bruciasse, senza prima né dopo. Questa raccolta mi sembra un punto d'arrivo ed un commiato dell'autore alle figure immaginarie della sua adolescenza, quella che possono accompagnare una persona fino all'età adulta, rimanendo poi a rilucere dietro la sua vita, simili ad ombre. Una delle caratteristiche che poi mi sembra molto originale (anzi, unica) è la capacità di fissare questo scorrere con dettagli inconfondibili (gli occhi di Clodia, la cera delle candele della camera della merlettaia che si sfa dietro i vetri neri della sua camera) non funzionali al solo, semplice tratteggio del personaggio, ma più simboli di forze che valicano la singolarità umana, e che si fissano sorprendentemente nella memoria.

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