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Robert Schneider

Traduttore: F. Cuniberto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 186 p.
  • EAN: 9788806173715

Recensioni dei clienti

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    Alberto

    14/02/2016 18.41.02

    Scelto per caso sullo scaffale della biblioteca comunale l'ho letto in un fiato, impossibile lasciare Elias e i suoi compaesani senza essere arrivato all'epilogo, romanzo di stampo romantico, mentre le vicende del paese di Eschberg e dei suoi abitanti mi ricordano i temi dei quadri di Hieronymus Bosch. In certe enclavi, non solo austriache ma anche italiane, infrattate in valli anguste o poste su declivi remoti chiusi in sè stessi, le vicende così ben narrate da R. S. non sono state nei secoli scorsi così inconsuete come possono apparire ai nostri occhi di donne e uomini del XXI° secolo. Rapporti incestuosi - e le conseguenze genetiche - o figli del parroco non erano eventi rari. Pagine forti, dal ritmo incalzante, pagine delicate pervase da poesia e amore, pagine di ribellione a Dio e al destino. Bello e da leggere.

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    Giulia

    06/11/2014 00.10.36

    Trovato su una bancarella dell'usato ho acquistato questo libro che da subito mi ha incuriosito. Trovo questo romanzo molto particolare ma non posso definirlo bello. Mi ha ricordato il testo di "Profumo" scritto da Süskind Patrick.

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    Madd settesette

    27/09/2014 23.36.45

    Favola gotica, nata dalla geniale intuizione su quanti Mozart, Picasso, Michelangelo la nostra modernità ha lasciato per strada, come se per esempio allo zen di Palermo fosse nato un geniale arpista o nei quartieri spagnoli di Napoli un potenziale Coltrane, ma entrambi nell'incapacità di potere riconoscere il proprio talento. Portando Elias Elder al di lá del suo villaggio austriaco non é difficile immaginarlo nelle nostre realtá metropolitane incapace di riconoscere la bellezza della sua arte, solo perché al di la della bellezza del sacrificio d'amore non ne hai mai visto altra, perché soffocato da tanta mediocre malignità.

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    ste71

    20/10/2013 23.33.56

    scrittura accattivante e storia ben sviluppata. In un certo qual modo mi ha ricordato "profumo" di suskind.

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    claudio

    29/07/2013 11.55.56

    Sono stato indeciso come non mai su quale voto dare a questo libro: si tratta di un lavoro che potrebbe tranquillamente coprire tutti e cinque i voti. Alla fine è prevalso il cinque, perché si tratta di un'opera "strana", veramente commovente, a tratti anche ironica con l'Autore che ci descrive questo paesino dove tutti sono Alder o Lamparter, dove il curato lascia figli a bizzeffe, dove alla scuola sono più i ragazzi con problemi psichici di quelli normali. E in questo paesino nasce il nostro Elias, dotato, nonostante non sappia leggere una nota, di un prodigioso senso musicale. E lo seguiamo fino alla fine dei suoi ventidue anni quando si lascerà morire per non essere riuscito ad amare completamente la sua Elsbeth.

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    armando

    08/02/2010 21.23.08

    Non sono in grado di definire questo libro. In esso sento l'eco lontana di qualcosa che mi pare di avere già sentito da qualche parte in qualche tempo. Non saprei collocarlo precisamente. E' un libro randagio, che sfugge. Fortemente caratterizzati sono i personaggi, inquietanti i paesaggi. Il tutto con la maestria di uno stile asciutto e, tuttavia, evocativo. A mio avviso il classico binomio amore/morte non basta a spiegare il senso del racconto: l'indagine è condotta in profondità, laggiù, nell'animo umano, dove i credenti trovano Dio e i non credenti non trovano nulla. Bellissimo libro.

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    Simone

    07/12/2009 12.50.11

    Davvero un bel libro, che ha molto da insegnare sulla vita e sull'amore. Elias Elder, ragazzo colpito da invecchiamento precoce, costretto a portare questo stigma nel disappunto di tutti, vive in un piccolo paesino dell'Austria. Dotato di un talento nauturale per la musica trascurato dai suoi genitori, dopo tante traversie avrà il suo uditorio, avrà il riconoscimento, la stima dei professori di feldberg. Qui il suo infausto destino sembrava essersi spento, eppure solo un amore negato, malnato, segnerà la tragica parabola della sua esistenza. Favola dal sapore romantico che si sdoppia nella molteplicità dei registri comico, elegiaco, melanconico, arcadico; ma soprattutto Favola che ci ricorda la caducità di ogni successo personale, e di come la felicità sia bella solo se condivisa. Lo consiglio a tutti..

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    Giampiero rainer

    09/10/2009 18.15.26

    Neo-stifteriano.Finalmente un ritorno alla genuina(ma con una scrittura non ingenua)storia tedesca. Ci voleva dopo anni d'introversie psicanalitiche freudiane.Ventata d'aria fresca del Voralberg che depura il grigio ed inquinato tempo viennese... Stupendo !

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    Benedetta

    12/03/2009 18.55.01

    è un libro intenso, a tratti cruento e spietato. ma che ti segna dentro.

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    Laura

    01/03/2009 08.53.52

    "Le voci del mondo" è una favola dal sapore tragico, romantico e talvolta paranormale. Narra la vita di Elias Alder in un piccolo paese montano austriaco. Nonostante il suo innato genio musicale e il suo incontro con l'Amore il suo destino è infausto. Infatti non viene compreso come musicista straordinario e quindi non sostenuto in questa arte e il suo Amore non si concretizza. Sarà poprio questo aspetto a portarlo alla sua prematura fine. L'elemento "musica" è veramente ben dipinto dall'autore. Egli infatti riesce piuttosto bene a trasformare in parole ciò che i suoni solo possono raccontare. Allo stessso modo il protagonista porta in musica la storia della sua vita. Questa trasposizione commuove e stupisce il lettore.

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    Marco

    07/10/2008 10.50.32

    Un libro non da leggere, ma da vivere. Una storia incredibilmente assurda, quanto potenzialmente vera. Una storia, che oltre alle mille emozioni suscitate, mi ha lasciato un dubbio che subito ha trovato risposta: è possibile amare in quel modo? O rimane solo un sogno? "Ogni speranza è senza senso. Nessuno si illuda di predisporre la realizzazione dei propri sogni. Solo chi si è reso conto che la speranza è assurda, ha il diritto di continuare a sperare. E allora, se è ancora capace di sognare, la vita ha avuto un barlume di senso." Un capolavoro.

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    gianluca

    01/10/2008 23.45.12

    'Le voci del mondo' è senza dubbio un romanzo che non dimenticherò...Si narra di un talento incompreso, di una storia d'amore, di un paesino fuori dal mondo. L'ho letto per la prima volta a 17 anni e, confesso, l'ho finito con le lacrime agli occhi. Bellissimo.

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    V&E

    18/07/2007 11.52.04

    L'ho letto e regalato, riletto e ri-regalato. Lo trovo intenso e vibrante, ma il paragone con Macondo è inesistente e improponibile, sono due mondi radicalmente differenti. Trovare delle analogie è togliere qualcosa ad entrambi i libri e nessuno dei due se lo merita. 5, ma anche 10, se ci fosse la possibilità!

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    Giulia

    21/03/2007 15.06.41

    Un mix particolare tra "Il profumo" di Suskind e il Giovane Werther. Un giovane con un dono unico, una sensibilità musicale spiccatissima, e un destino infausto e tragico. Intorno a lui un villaggio che sembra una Macondo nordica e stregata. Bellissimo stile e superbe descrizioni. Forse l'unica pecca è che sa un po'di già visto e di non saper commuovere fino in fondo. Resta un'opera di alto livello che consiglio.

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    Massimo

    19/12/2006 22.06.48

    è un bellissimo romanzo, è ironico , sensibile nella proposta di immagini indimenticabili, come quella dei battiti del cuore. Storia di un organista geniale che potrà in un sol colpo sentire tutte le voci del mondo (viene raccontato ciò in un capitolo incredibile) e di cui tutto sappiamo: ama e non sarà amato, talentuoso fino allo spreco e non lo capirà nessuno. Quindi come va a finire lo sappiamo fin dall'inizio: cioè malissimo. Quindi il bello è il come: come Schneider racconta, come l'autore dissemina di musica e suoni l'intero romanzo nel modo più "necessario" possibile. E' anche una storia di paese delle migliori ,che deve molto a Cent'anni di solitudine o Amado, quindi ci sono storie di cittadini bizzari che si intrecciano, che ci vengono buttate, proposte, tutte pungenti, divertenti, interessanti. In pratica lo leggo, lo leggerò e lo rileggerò. Bellissimo. Leggetelo e regalatelo.

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