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Editore: Arpeggio Libero
Collana: Allo specchio
Anno edizione: 2013
Pagine: 104 p., Brossura
  • EAN: 9788897242574

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    iogurumi

    28/01/2014 14.49.31

    Un romanzo dalla trama complessa e originale sviluppata con un linguaggio raffinato ma al tempo stesso scorrevole. Lo stile è semplicemente unico e toccante, non scade mai nel banale ed è condito di tanto in tanto con quel pizzico di ironia che non guasta mai. Il libro si lascia leggere in pochissimo tempo, le pagine scorrono fluide, come scene di un film: ogni descrizione diventa una sceneggiatura, tanto minuziosa quanto evocativa, permettendo al lettore di dare vita a personaggi e ambientazioni. Si affrontano tematiche forti, verità scomode, che non possono e non vogliono lasciare indifferenti; è un invito alla riflessione, a una presa di coscienza. Facile immedesimarsi in almeno uno dei personaggi, ma non per questo la storia è banale o ripetitiva. Al termine della lettura si rimane coinvolti in una straordinaria crescita personale e questo fa di "When J came to play" un piccolo tesoro, che merita sicuramente di essere letto, più e più volte. Come primo romanzo Jay Baren ha fatto un ingresso in grande stile. Complimenti.

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    AngelaC

    28/01/2014 00.25.02

    When J Came To Play è un romanzo di formazione; un doloroso, potente percorso catartico che il lettore percorre, avvinto al protagonista, abbacinato dalle atmosfere simboliche e dall'intenso potere immaginifico dell'autore. La vicenda si dipana in una prosa secca e icastica, che evidenzia, a bordi taglienti, le psicologie dei personaggi, tutti, tranne uno, ugualmente e diversamente smarriti e un mondo ostile e malato, privo di certezze, avvolto di pesanti, grevi ombre. In un gioco di specchi deformanti, i richiami al cristianesimo istituzionale si confondono di fronte ai nostri occhi, frantumati in invisibili dettagli e geniali macroscopiche alterazioni, in un parallelo continuo e stordente come un'allucinazione. L'andamento è una spirale di luce fredda, che da un singolo punto, in purezza, si espande ad illuminare le pieghe più oscure, a smascherare gli orrori, ad aprire gli occhi su verità sepolte. Fino a un finale prepotentemente liberatorio, in cui si realizza appieno, a tinte forti e vivide rivelazioni, la catarsi promessa.

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    Nefels

    17/11/2013 18.42.12

    Un libro a tinte forti, per tematiche e per linguaggio, un pugno allo stomaco che non lascia e non può lasciare indifferenti. "When Jay came to play" ti pone di fronte a domande esistenziali con tutta l'originalità e il brio di un autore giovane ed estroso, con un punto di vista del tutto particolare. Lo spunto è geniale, semplicemente, e lo stile unico lascia senza fiato: è un linguaggio un po' funambolico che ci fa camminare su un filo sospeso senza mai cadere. Credo sinceramente che Jay Baren sia un talento di cui sentiremo presto parlare. Da leggere.

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