«Ha forgiato la mia gabbia nel platino più puro. E poi ha spezzato la chiave.» CAELIA Il platino non perdona. Brucia come il ghiaccio secco, pesa come una condanna e mi ricorda a ogni respiro che appartengo a un mostro. Credevano di potermi zittire. Credevano che la figlia di Caleb Vane-Quarles fosse solo una perita balistica da sacrificare per salvare la reputazione immacolata dei senatori di Washington. Mi hanno strappata alla mia officina, mi hanno trascinata nei sotterranei di Kalorama e mi hanno incatenata al buio, convinti che la paura mi avrebbe spezzata. Non avevano fatto i conti con lui. Valerian non è sceso in quella cella per salvarmi. È sceso per prendermi. Con le mani sporche di polvere da sparo e lo sguardo di chi non riconosce alcuna legge divina o umana, mi ha chiuso al collo una fascia di platino massiccio con tre diamanti neri grezzi, ha infilato l’unica chiave esistente in una morsa d’acciaio e l’ha spezzata davanti ai miei occhi. «Questo collare non si aprirà mai più,» mi ha detto contro le labbra. E invece di morire di terrore, ho sentito il sangue incendiarmi le viscere. Ora siamo in fuga verso la terra rossa del New Mexico, braccati dai tribunali e da una dinastia che vuole vederci morti. Ma io non sono una vittima. Sono la regina armata di un tiranno che ha bruciato la propria stirpe per farmi sedere al suo fianco. Ogni colpo di cannone, ogni perizia balistica truccata, ogni orgasmo strappato sulla ghisa dei nostri torni è la nostra vendetta. Il collare mi toglie il fiato. Ma è l’unico giogo da cui non accetterò mai di essere liberata. VALERIAN Non ho mai cercato la redenzione. Ho cercato solo una femmina feroce abbastanza da reggere il peso della mia corona di piombo. Mio padre voleva che la facessi sparire prima del Gran Giurì. Voleva che proteggessi il nome dei Kallik, i nostri conti a Ginevra e il marciume dorato di Georgetown. Ma quando sono sceso in quella cella e ho visto Caelia guardarmi con occhi da vipera della mesa, pronta a sventrarmi pur di non piegare la testa, ho capito che non avrei mai lasciato quella carne a nessun altro uomo al mondo. Ho forgiato il suo collare nel platino più puro. L’ho serrato sulla sua carotide con un clic che ha cancellato il suo passato e sigillato il suo destino al mio. Ho distrutto la chiave perché non esiste un futuro in cui lei possa scappare da me, e non esiste una legge che possa strapparla dal mio letto. Ho voltato le spalle alla mia dinastia, ho incenerito le prove, ho espropriato i capitali di mio padre e ho trasformato un’officina tra le gole del Sangre de Cristo nella nostra fortezza personale. Tre stati confinanti mangiano dalle nostre mani; i magistrati federali firmano la nostra immunità pur di non finire polverizzati dai nostri penetratori al tungsteno. La possiedo sul metallo caldo delle frese industriali, sulle carrozzerie dei blindati e sul granito della montagna. Il mio anello araldico con il falco batte contro il suo platino ogni notte come l’unica preghiera che conosco. Caelia è la mia prigioniera, la mia complice, la mia sovrana. E chiunque proverà a mettersi tra noi due scoprirà quanto velocemente un impero di piombo può trasformare il mondo in cenere. I TROPES DEL ROMANZO ?? Captive & Captor / Kidnapping Romance — Prigioniera nei sotterranei e vincolata a vita con un marchio inamovibile. ?? Dominant Alpha & Morally Grey Antihero — Erede patrizio rinnegato, parricida glaciale e tiranno senza scrupoli. ?? Permanent Collar / Hardcore Kink Trope — Una fascia di platino e diamanti neri grezzi la cui chiave è stata spezzata per sempre. ?? Enemies to Lovers to Monsters Together — Dall’odio viscerale e feroce alla complicità letale di due sovrani armati. ??? Corrupt Dynasty vs. Private Empire — Il crollo dell’élite politica di Washington e l’ascesa di una monarchia industriale e balistica autonoma. ?? Industrial & Gunsmith Aesthetic — Ca
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