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Collana: Romanzi Mursia
Anno edizione: 2010
Pagine: 360 p., Brossura
  • EAN: 9788842527138
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    Gerda

    04/03/2014 15.09.47

    Un romanzo con le caratteristiche indicate da Calvino nelle "Lezioni americane": leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. Un romanzo (fanta)scientifico, geografico, apocalittico, poetico, troppo originale per essere facilmente classificato. Un romanzo "mondializzato", i cui due protagonisti umani, veri cittadini del mondo, si spostano dall'Italia e dall'Irlanda agli USA e alle pendici dell'Everest, dove li porta il loro amore e il loro destino di giovani ricercatori - ma alla fine ritornano in Italia, nel paesino di montagna dove hanno scelto di mettere radici. In realtà è la montagna, insieme con lo xeno, la vera protagonista dell'opera: sono due emblemi della Natura matrigna e non madre, insieme bella e terribile, come voleva Leopardi. La montagna è presente nella maggior parte dei capitoli, ora appena disegnata all'orizzonte come nei capitoli californiani, ora incombente e minacciosa, quando siamo nell'Himalaya, ora nelle vesti più familiari delle Alpi Orientali e delle Dolomiti - ma sempre conserva qualcosa di inquietante ed enigmatico. L'importanza narrativa dello xeno, uno dei gas rari, è annunciata fin dal titolo e dalla scheda segnaletica a lui dedicata: l'ipotesi apocalittica che muove la trama è di una verosimiglianza tale da risultare non fantascientifica, ma sic et simpliciter scientifica o - come suggerisce la "nota dell'autore" - fittizia, ma non impossibile. L'apocalisse è scritta nelle leggi di natura, è solo questione di tempo: il romanzo "mette in scena" questa paura profonda dell'uomo e la esorcizza con la forza di una scrittura che sconfina nell'utopia, immaginando un'umanità capace di accettare serenamente l'inevitabile che tutti affratella. Nei capitoli finali il romanzo raggiunge i vertici più alti, si fa struggente e toccante come una poesia, ma congeda il lettore riportandolo in atmosfere più respirabili (è il caso di dirlo!), nella pianura di una quotidianità forse di nuovo possibile...

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