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10 buoni motivi per essere cattolici - Valter Binaghi,Giulio Mozzi - copertina
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Descrizione

Oggi, in Italia, non c'è religione che sia più sconosciuta del cattolicesimo. Il dibattito pubblico si sfoga a commentare le prese di posizione della gerarchia pro o contro le politiche del governo, o a rivangare interminabili discussioni attorno alla morale sessuale. Ma il cattolicesimo è tutt'altra cosa: è, prima di tutto, una storia d'amore, difficile e contrastata come tutte le storie d'amore, tra un Creatore e le sue creature. È la storia di un'attesa della fine. È la storia di un Dio che contempla con meraviglia gli uomini e decide di sperimentare Egli stesso il loro grande mistero: la vita nella carne e la morte. Ci volevano due scrittori per arrischiarsi nel tentativo di raccontare l'immaginario cattolico inteso come un contenitore pieno di storie che hanno a che fare con noi tutti. Cattolici essi stessi, non hanno voluto scrivere un ennesimo catechismo conformistico o alternativo. Non hanno voluto né compiacere la gerarchia né dispiacere a essa. Hanno voluto piuttosto mostrare come l'essere cristiani cattolici sia oggi, in Italia, la più radicale diversità sperimentabile. Prefazione di Tullio Avoledo.
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Dettagli

2011
1 giugno 2011
137 p., Brossura
9788896999097

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Gigi M
Recensioni: 5/5

Molto interessante perché originale, personale e sincero. Sfugge alle dicotomie clericale/anticlericale, fedele/protestatario, cristiano adulto/bigotto con cui abitualmente i media inquadrano le posizioni degli interlocutori e degli appartenenti alla chiesa cattolica. Non è certo un catechismo né un libro devozionale e sicuramente non tesse le lodi del clero ma sfugge alle noiose tiritere "critiche" dei teologi pop, teologhe ad honorem e pretiTV che vendono abitualmente i loro prodotti nei salotti televisivi politicamente corretti. Si tratta invece di una visione ed un "racconto" con stili diversi (morbido e fantasioso Mozzi, logico e tagliente Binaghi) del perché gli autori vivono la loro adesione a Cristo nella Chiesa cattolica oggi. Apologia ? Forse, come lo è ogni presa di posizione convinta. Mai banale malgrado la sintesi estrema (soprattutto sui temi trattati da Binaghi) ed una certa naivité (Mozzi) fornisce moltissimi spunti di riflessione e dialogo.

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Iannozzi Giuseppe
Recensioni: 3/5

10 buoni motivi per essere cattolici raccoglie delle molto personali riflessioni, che con il Cattolicesimo hanno poco o nulla a che vedere, tranne nel caso si voglia credere a una visione cristiana cattolica inventata di sana pianta. L'introduzione di Tullio Avoledo è una lettura interessante, che spazia da Borges a Philip K. Dick: Avoledo citando Borges evidenzia che "la religione è un ramo della letteratura fantastica". Le osservazioni di Avoledo sono tutt'altro che marginali, ciò non ostante non servono a introdurre alla lettura del fantasioso lavoro di Mozzi e Binaghi. 10 buoni motivi per essere cattolici fa sorridere, soprattutto per la scrittura pagliaccesca di Giulio Mozzi, che avrebbe fatto bene a pubblicare le sue impressioni su Dio e sull'essere cristiano cattolico, senza le pesanti pallosità di Valter Binaghi? e ne sarebbe forse venuto fuori un discreto pamphlet. Questa mia critica non è una stroncatura, non al cento per cento comunque. Giulio Mozzi diverte pur non offrendo dei reali motivi per essere cattolici. Binaghi quando non annoia risulta essere indigesto e cattocomunista confusionario in maniera spudorata. Il mio spassionato consiglio è di leggere l'introduzione scritta da Avoledo, considerandola però uno scritto a sé stante. E il mio consiglio è anche di leggere le personalissime osservazioni di Mozzi e di saltare a piè pari le parti scritte da Binaghi.

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alida airaghi
Recensioni: 4/5

In questa originale collana che l'editore Laurana fa ruotare intorno al numero 10,è uscito un volume che prende in esame dieci fondamentali ragioni per cui definirsi cattolici.Libro a due mani,che vede in ogni capitolo giustapporsi le tesi di due scrittori credenti,Valter Binaghi e Giulio Mozzi,che con convinzione si prodigano,usando diverse argomentazioni e suffragandole con varie citazioni(da Dostoevskij a René Girard,da Nietzsche a Eliot,ma soprattutto e ovviamente dalla Scrittura),nell'ambizioso proposito di convertire il lettore.E se Binaghi lo fa con toni e temi adeguati alla serietà dell'intento,Mozzi affronta invece il suo compito con uno stile più giocoso e ironico,a volte ammiccante,e non privo di disinvolture teologiche(ebbene sì,davvero le tre nuore di Noé stavano nell'arca! -pag.66 e Gen. 7,7).Dei dieci motivi elencati per essere cattolici,che ovviamente prendono l'avvio dalla stupita ammirazione per l'atto della creazione un Dio che si "contrae" per lasciare spazio all'uomo:era la teoria ebraica dello tzimtzum di I.Luria;un Dio che plotinianamente crea in continuazione e con assoluta gratuità)e terminano "in Gloria" con la fine del mondo,la resurrezione dei corpi e il giudizio finale(Mozzi:"E' un mistero bello e buono.Non vedo l'ora di vedere com'è".Binaghi:"ogni impurità sarà eliminata e rimarrà solo l'amore"),di questi dieci motivi due sono i più originali e appassionatamente sottolineati:"Perché non si è mai visto un Dio che si faccia carne" e "Perché Dio ha avuto bisogno di una donna",verità che rendono davvero il cattolicesimo diverso e nuovo rispetto a tutte le altre religioni rivelate.I due autori sembrano entusiasticamente innamorati della figura di Cristo,vero uomo e vero Dio(e alla sua parabola di vita e morte,alla sua resurrezione dedicano pagine accese e riconoscenti),così come appaiono tenacemente fedeli a un'idea di Chiesa magistra,custode della sapienza e dei sacramenti,esprimendo un intento apologetico e di fiducioso proselitismo.

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Valter Binaghi

1957, Busto Garolfo

Valter Binaghi è stato insegnante, musicista e scrittore. Negli anni Settanta si è occupato di controcultura e movimenti giovanili come redattore della rivista “Re Nudo”. Tra i suoi libri ricordiamo: La porta degli innocenti (Dario Flaccovio, 2005); I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano (Sironi, 2007); Devoti a Babele (Perdisa Pop, 2008); Ucciderò Mefisto (Perdisa Pop, 2010); Johnny Cash, The Man in Black, con Francesco Binaghi (Arcana, 2010); La sposa nera (Senza Patria, 2010); Dieci buoni motivi per essere cattolici, con Giulio Mozzi, prefazione di Tullio Avoledo (Laurana, 2011); Melissa, la donna che cambiò la storia (Newton Compton, 2012).Nome al tavolo Blackjack è uscito postumo nel dicembre 2013 edito da Perdisa...

Giulio Mozzi

1960, Camisano Vicentino

"Mi chiamo Giulio Mozzi. Sono nato il 17 giugno 1960 ed abito a Padova. Ho pubblicato alcuni libri di racconti, alcuni libri (anche per le scuole) sull’insegnare a scrivere, e alcune raccolte di racconti e scritti di giovani autori. Non ho mai desiderato essere uno scrittore; e non lo desidero neanche adesso. Ho scritto il mio primo racconto il 17 febbraio 1991, all’età di 31 anni: si trattava dì una lettera alla mia migliore amica, vittima di un furto, nella quale fingevo di essere il ladro e di voler restituire alcuni oggetti cari. La migliore amica mi scrisse (lei era a Londra, all’epoca). «Carino, quel racconto che mi hai mandato». Così realizzai di aver scritto un racconto. La mia unica intenzione era stata di consolare la mia mìgliore...

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