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Cristina Belgiojoso

Curatore: S. Bortone
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 185 p. , Brossura
  • EAN: 9788807723025

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    Davide Baretto

    15/07/2012 16.54.46

    Un ottimo libro sulla personalità più sottovalutata del Risorgimento,la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso,la più ricca ereditiera lombarda di inizio '800,che dedicò anima e corpo alla causa italiana,tramite un grande impegno intellettuale,di cui gli articoli del presente libro rappresentano l'apice,tanto che lo storico Jacques Godechot,sottolineandone la loro importanza storiografica,li pone a fianco dei testi di Marx, Proudhon e Blanqui nell'opera Les révolutions de 1848.Inizialmente ero scettico su questi articoli,credendo che fossero scritti in un italiano antiquato,mentre invece sono scritti in un italiano fluido e cristallino, come se fosse un reportage scritto nel 2012.Due dei tre articoli sono dedicati a Milano:la cacciata degli austriaci fece salire al potere uomini già compromessi col regime austriaco(Gabrio Casati,il capo del governo provvisorio, era podestà di Milano da sei anni),che si spartirono il potere,senza agire contro l'Austria,poiché sapevano che una vittoria austriaca avrebbe significato la loro condanna a morte.Molti volontari,a cominciare da quelli piemontesi volevano partecipare alla guerra,ma,Carlo Alberto,il quale temeva che la democrazia contaminasse il Piemonte,pose come condizione per la sua partecipazione l'annessione della Lombardia.Inoltre,rifiutò di far combattere i volontari,poiché non avevano legami di fedeltà col re sabaudo.Quest'atteggiamento intollerante nei confronti degli slanci popolari,insieme ad una serie di errori tattici,portò alla riconquista austriaca della Lombardia.In conclusione,è un libro che merita di essere letto per conoscere sia una parte importante della storia italiana sia una donna dai molteplici interessi(introdusse a Locate uno dei primi asili infantili italiani,suscitando l'opposizione dei reazionari,come Manzoni)e dalla vita avventurosa(viaggiò in Oriente,dove ebbe modo di visitare molti harem,lasciandocene una descrizione, in cui rilevava la penosa condizione delle donne che ci vivevano).

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