Il 1848 a Milano e a Venezia. Con uno scritto sulla condizione delle donne

Cristina Belgiojoso

Curatore: S. Bortone
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 giugno 2011
Pagine: 185 p., Brossura
  • EAN: 9788807723025

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Descrizione
Chissà se è vero che dietro ogni grand'uomo ci sia una grande donna. È vero che spesso dietro una grande donna non c'è che lei. Quando Cristina di Belgiojoso dirigeva in Francia la "Gazzetta italiana", Terenzio Mamiani protestò che "un giornale politico, primo di tal fatta per l'Italia, fosse diretto da una donna". Poveri uomini: anche i più grandi. Alessandro Manzoni, per esempio, turbato dalla "manìa di quella signora di diffondere l'istruzione ne' suoi contadini". Cristina ebbe una vita straordinaria: "bambola da salotto, topo di biblioteca e strega, principessa rivoluzionaria e infermiera, zingara e pellegrina'". Il poeta Heine la descrisse come "una bellezza assetata di verità". Al centro della sua personalità, dei suoi amori e delle sue peregrinazioni stette la passione politica. Aspettò lungamente la stagione che si chiamò primavera dei popoli (nome tornato improvvisamente vivo ai giorni nostri), la preparò e vi si preparò. Gli scritti qui raccolti su Milano e Venezia uscirono alla fine di quel 1848 a Parigi. "La libertà individuale puramente politica," pensava allora, "non è favorevole che alla liberazione effettiva di alcune classi privilegiate... Il principio realmente popolare, il principio democratico ed evangelico è il principio dell'uguaglianza. "Corsa poi a condividere la "democrazia pura" della Repubblica romana del '49, pur annotando le "minchionerie molte e varie" dei triumviri, Cristina fu a capo del soccorso ai feriti.

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Recensioni dei clienti

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    Davide Baretto

    15/07/2012 16:54:46

    Un ottimo libro sulla personalità più sottovalutata del Risorgimento,la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso,la più ricca ereditiera lombarda di inizio '800,che dedicò anima e corpo alla causa italiana,tramite un grande impegno intellettuale,di cui gli articoli del presente libro rappresentano l'apice,tanto che lo storico Jacques Godechot,sottolineandone la loro importanza storiografica,li pone a fianco dei testi di Marx, Proudhon e Blanqui nell'opera Les révolutions de 1848.Inizialmente ero scettico su questi articoli,credendo che fossero scritti in un italiano antiquato,mentre invece sono scritti in un italiano fluido e cristallino, come se fosse un reportage scritto nel 2012.Due dei tre articoli sono dedicati a Milano:la cacciata degli austriaci fece salire al potere uomini già compromessi col regime austriaco(Gabrio Casati,il capo del governo provvisorio, era podestà di Milano da sei anni),che si spartirono il potere,senza agire contro l'Austria,poiché sapevano che una vittoria austriaca avrebbe significato la loro condanna a morte.Molti volontari,a cominciare da quelli piemontesi volevano partecipare alla guerra,ma,Carlo Alberto,il quale temeva che la democrazia contaminasse il Piemonte,pose come condizione per la sua partecipazione l'annessione della Lombardia.Inoltre,rifiutò di far combattere i volontari,poiché non avevano legami di fedeltà col re sabaudo.Quest'atteggiamento intollerante nei confronti degli slanci popolari,insieme ad una serie di errori tattici,portò alla riconquista austriaca della Lombardia.In conclusione,è un libro che merita di essere letto per conoscere sia una parte importante della storia italiana sia una donna dai molteplici interessi(introdusse a Locate uno dei primi asili infantili italiani,suscitando l'opposizione dei reazionari,come Manzoni)e dalla vita avventurosa(viaggiò in Oriente,dove ebbe modo di visitare molti harem,lasciandocene una descrizione, in cui rilevava la penosa condizione delle donne che ci vivevano).

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