1Q84. Libri 1, 2 e 3

Haruki Murakami

Traduttore: G. Amitrano
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 settembre 2014
Pagine: 3 voll., 1164 p., Brossura
  • EAN: 9788806222901
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Recensioni dei clienti

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    Francesca

    23/09/2018 15:46:01

    La mole del tomo non deve spaventare: questo è un libro che si fa leggere. Il lettore sarà catapultato in realtà paradossali, i cui protagonisti sono Aomame, una killer spietata in minigonna e Tengo un ragazzo annoiato e abulico, la cui vita cambierà con l'incontro della donna. Libro fantastico e inquietante

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    Deborah

    20/09/2018 12:10:09

    Partiamo dal fatto che quest'edizione con il cofanetto che comprende i tre libri dell'opera 1Q84 è stupenda! La storia è veramente incredibile, degna del maestro Murakami. Una storia che ti prende fin dall'inizio e ti trascina fino alla fine.

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    Alec

    28/08/2018 13:45:32

    Capolavoro. Difficile staccarsene.

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    Farabundo

    30/07/2018 21:41:55

    Capolavoro assoluto

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    glastonburi

    12/04/2018 17:26:23

    Capolavoro assoluto

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    Enrico Formica

    16/03/2018 11:03:05

    Non scrivo mai recensioni su ibs, ma mi sembra doveroso bilanciare i precedenti interventi e rimettere le cose a posto: il libro è magnifico, fantasioso e disturbante in modo giusto, ma mai impervio. Il capolavoro di Murakami, che pure con Tokyo blues- Norvegian wood e Kafka sulla spiaggia libri bellissimi ne aveva già scritto.

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    Grazia

    05/11/2017 09:46:31

    Due tentativi e mi sono fermata a pag.200. Da vecchia lettrice, mi accorgo subito se un libro non mi piace, nonostante milioni di lettori entusiasti e la fama di essere un capolavoro. Prima impressione: un prodotto confezionato per la vendita in tutto il mondo, un libro IKEA. Le librerie mi vanno benissimo, i libri no. Ne deriva una sensazione di freddezza e anonimato, i luoghi della storia potrebbero appartenere a qualunque parte del mondo. Il romanzo sembra pensato per diventare una serie televisiva; i dialoghi sono interminabili e banali, un brutto copione; le descrizioni dettagliate, da sceneggiatura, non lasciano nessuno spazio all'immaginazione del lettore; i continui riferimenti alle marche di capi di vestiario e accessori fanno pensare alla pubblicità occulta. La rigida scansione a capitoli alterni, dedicati ai due personaggi principali, comunica un senso di artificiosità. In molti romanzi i diversi blocchi della storia vengono abilmente alternati creando attesa nel lettore e ritmo alla narrazione, con effetto fluido e funzionale alla musicalità del racconto e al respiro emotivo dello scrittore e del lettore, qui non accade. Aomame - avvenente giustiziera in minigonna – uccide, per conto di una vecchia signora, miliardaria, uomini violenti contro le donne. Terminato il suo compito, per rilassarsi, rimorchia in un bar uomini di mezza età, calvi. Il personaggio risulta grottesco e privo di spessore; il motivo della violenza contro le donne è trattato senza pathos, come puro pretesto per raccontare le gesta dell'eroina. Delineato con più sincerità, il personaggio di Tengo, un ghost writer dal bello stile, ma senza idee, del quale si rievoca la triste infanzia. Poco per riscattare tutto il resto. Concordo in pieno con la coraggiosa Gaia che ha ingoiato tutto il polpettone, io non lo faccio più, risparmio tempo per cose migliori.

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    Gaia

    16/04/2017 16:49:58

    Ho letto a fatica tutta l'opera, ma non mi ha entusiasmato, lo stile non mi è piaciuto e non ho sentito il piacere dell'autore o il suo bisogno di scrivere quest'opera, piuttosto la regolarità, la determinazione, il senso del dovere di portare a termine un compito e questo gli ha conferito pesantezza. A tratti mi sono immaginata Murakami come un automa, il corrispettivo narrativo del pilota automatico. Per quello che ho letto di questo autore penso non vincerà mai il premio Nobel, nonostante sia frequentemente candidato. La necessità di inserire continui elementi di fantascienza, mi sembra funzionale a colmare una carenza, una lacuna nell'approfondire i sentimenti più veri, più autentici dei personaggi e del contesto. Alcuni dettagli, come la gravidanza per procura di Aomame e la descrizione del rapporto sessuale di Tengo con Fuka Eri per i miei gusti erano ai confini della demenzialità. Ho come l'impressione che l'autore abbia paura del contatto con se stesso e con gli altri, si mantenga a distanza e trovi nell'elemento fantastico una via di fuga, ma questa fragilità toglie spessore all'opera a mio avviso. Sempre funzionale al medesimo tentativo di evitare di guardarsi veramente dentro, mi sembra assolva anche l'espediente irritante di continue citazioni di musiche, romanzi, autori, aforismi, spesso con una sorta di sottile retrogusto tra il sarcastico e l'invidioso, ma può darsi che questa sia solo una mia personalissima impressione.

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