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1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre - Haruki Murakami - copertina

1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre

Haruki Murakami

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Traduttore: Giorgio Amitrano
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2011
Pagine: 722 p., Rilegato
  • EAN: 9788806203795
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1984, Tokyo. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola". Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un'enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko? Intanto Aomame (che pure non è certo una ragazza qualsiasi: nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo) osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda luna e sospetta di essere l'unica persona in grado di attraversare la sottile barriera che divide il 1984 dal 1Q84. Ma capisce anche un'altra cosa: che quella barriera sta per infrangersi.
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  • User Icon

    Paola

    16/08/2020 20:46:02

    Dopo l'entusiasmo per L'ASSASSINIO DEL COMMENDATORE e per ASSOLUTAMENTE MUSICA ho intrapreso il cammino di lettura per conoscere l'opera di HM. Penso di aver sbagliato ad affrontare 1Q84 - tutti e tre i libri -. Concludo sempre le letture che inizio, ma giunta alla fine mi sono sentita fondamentalmente annoiata. Le numerosissime ripetizioni quasi ossessive dei fatti non mi sono sembrate adatte ai lettori attenti, quasi a sfinire chi già si trovava in difficoltà ad entrare in un mondo come quello descritto. Non demordo comunque e continuerò a leggere altri suoi romanzi.

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    Agosto

    19/07/2020 14:39:39

    Questo è un genere, decisamente, fantasy e nella sua particolarità l'ho trovato avvincente e scorrevole, diverso dal solito. Alla fine riesce a trovare congurenza nella sua circolarità finale, pur non avendo ancora letto il terzo libro. La trama lascia, sicuramente, stupiti ed è difficile da allacciare, anche in via metaforico, alla realtà. Nel complesso lo consiglio.

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    paola

    01/06/2020 23:25:11

    ottimo capolavoro dell' invincibile autore che tra mille traversie fatte trascorrere ai suoi personaggi Tengo e Aoname, risalta in loro tutti i loro istinti anche violenti e crudi e viene dato un nesso logico alle loro azioni, la fantasia e' prioritario nel suo menu'

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    alice_intranslation

    17/05/2020 17:13:57

    1984, Tokyo. In una giornata come tante, un taxi, bloccato in un ingorgo su un'autostrada, sta trasportando una giovane donna ben vestita verso un importante appuntamento di lavoro cui non può tardare. Alla radio stanno trasmettendo una marcetta di un compositore ceco. Aomane, pur non essendo appassionata di musica classica, riconosce la Sinfonietta di Leós Janáček. Con questo incipit magistrale Murakami accompagna il lettore nel suo romanzo più riuscito, e, qualche riga più avanti, facendolo calare giù per una sgangherata quanto improbabile scaletta, lo attrae in una realtà parallela intrigante e brillantemente ingegnata. Lettura magica e indimenticabile. Solo per veri sognatori.

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    Luca

    11/05/2020 09:20:24

    Due cose posso dire su questo libro: la prima è che andrebbe inserito nella categoria "Fantasy e fantascienza", almeno i lettori a cui non piace il genere, tipo me, eviterebbero di acquistarlo e rimanere così fregati; la seconda è che è ridicolo e prolisso a dismisura.

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    furetto60

    12/04/2020 17:45:22

    Per il modo con cui Murakami trascina il lettore partendo dalla realtà “normale” (del 1984) a quella alterata, per il modo in cui “parte per la tangente”, mi ha ricordato certi lavori della Ortese, il Cardillo anzitutto. Il parallelo con la scrittrice nostrana finisce qui, il giapponese preferisce una scrittura priva di orpelli linguistici caratterizzata da varie ripetizioni, che potrebbero non piacere, ma che risultano funzionali, anzi indispensabili dal punto di vista del ritmo, all’atmosfera diluita che ha voluto creare. Quel che sia la tensione narrativa è innegabile e centrata verso l’incontro finale con il c.d. Leader, uno dei momenti meglio riusciti dell’opera e anche quello più intriso di filosofia taoista. Peccato che il seguito, il terzo libro, si regga quasi esclusivamente sulle spalle di una delle figure qui di contorno.

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    Fabrizio

    28/10/2019 17:09:35

    Murakami non è uno scrittore per tutti. Se si è dotati di particolare sensibilità d'animo si riesce ad entrare nel pieno del romanzo, cogliendone ogni piccolo e segreto aspetto. Diversamente rischia di apparire una lettura vuota e noiosa. Personalmente mi sono totalmente innamorato di questo capolavoro

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    Nicola

    20/06/2019 03:12:14

    Il mio romanzo preferito di H. Murakami. Il volume Einaudi contiene le prime due parti del romanzo, la terza e ultima parte è contenuta nel volume Einaudi intitolato “1Q84. Libro 3. Ottobre-dicembre”, entrambi tradotti dallo stesso traduttore. In Giappone il romanzo uscì in tre volumi, due insieme e uno in seguito, come altri di Murakami che però in Italia erano sempre usciti in un solo volume. Molte opere di Murakami sono uscite in più in più volumi, in questo il lettore italiano potrebbe confondersi, anche libri di saggistica come “Underground” e “Ritratti in jazz” erano usciti in due volumi separati ciascuno, mentre Einaudi, secondo me facendo un buon lavoro, li ha pubblicati in volume ciascuno. Il mio romanzo preferito di H. Murakami. Il volume Einaudi contiene le prime due parti del romanzo, la terza e ultima parte è contenuta nel volume Einaudi intitolato “1Q84. Libro 3. Ottobre-dicembre”, entrambi tradotti dallo stesso traduttore. In Giappone il romanzo uscì in tre volumi, due insieme e uno in seguito, come altri di Murakami che però in Italia erano sempre usciti in un solo volume. Molte opere di Murakami sono uscite in più in più volumi, in questo il lettore italiano potrebbe confondersi, anche libri di saggistica come “Underground” e “Ritratti in jazz” erano usciti in due volumi separati ciascuno, mentre Einaudi, secondo me facendo un buon lavoro, li ha pubblicati in volume ciascuno. “1Q84” l’ho trovato curioso e avvincete fin da subito, è stato anzi il primo romanzo che abbia letto, portandomi a leggere molte altre sue opere. Benché sia un romanzo fondamentalmente d’azione nell’intreccio, è anche un romanzo ambizioso e molto riflessivo su una miriade di tematiche di spicco della società contemporanea.

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    Marco

    10/04/2019 14:30:59

    Anche riletto a distanza di anni resta uno dei migliori romanzi di Murakami. Realismo magico, atmosfere sospese, tanta musica e tanta fantasia in uno stile sempre affascinante e appagante

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    Giacomo Lom

    14/10/2018 10:09:00

    Uno dei peggiori scrittori contemporanei che ho letto. Storia mediocre, a tratti ridicola. Personaggi insulsi e insipidi che lasciano indifferenti dall’inizio alla fine. La trama è lenta, prolissa, ripetitiva fino all’esaurimento. Sembra che l’autore cerchi a tutti i costi di fare entrare i protagonisti nel cuore del lettore con un romanticismo tanto esasperato quanto sconclusionato e irritante. Alla fine del 3 libro l’unica sensazione che ho avuto è quella di aver perso del tempo. Murakami è davvero un cattivo scrittore, al di là dei gusti personali. I veri capolavori sono altri.

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    Claudio Romei

    02/09/2018 14:31:57

    Murakami mi sta assorbendo in maniera totale e imprevista. È anni che ero attratto dai suoi libri dalla sua fama e dai suoi titoli ed ora so che per i prossimi anni sarà il mio autore preferito. Nel primo libro di 1Q84 vengono presentati i protagonisti e ogni capitolo dispari ci parla di Aomame (giovane eroina vendicatrice delle donne sottomesse) e ogni capitolo pari ci parla di Tengo (giovane e virgulto insegnante di matematica ma anche scrittore) poi a poco a poco si comincia a delineare tutto l’ambiente esterno dove operano i due fino a scoprire che probabilmente a loro insaputa si sono trasferiti in un’altra dimensione appunto l’1Q84. Non voglio raccontare la storia perché leverebbe troppa sorpresa a chi fosse intenzionato a leggerlo, però si deve dare merito al grande Murakami di saper gestire il misterioso e l’inusuale come se fosse di ordinaria amministrazione. Nel racconto ci sono vittime e carnefici, due lune, sette religiose, omicidi e scene di sesso, passaggi ad altre dimensioni ma è tutto perfettamente normale e tu rimani attratto all’infinito da queste storie fantastiche. Poi inoltre il libro è molto musicale pieno di canzoni e brani da ascoltare, citazioni letterarie in primis 1984 di George Orwell. Nel Libro 2, che va da luglio a settembre mentre il primo occupava lo spazio temporale da aprile a giugno, viene resa molto più movimentata la storia con l’ingresso di nuovi personaggi. Il tutto prende forma da La crisalide d’aria libro pubblicato da Fukaeri ma in realtà totalmente rielaborato da Tengo. Da lì una serie di personaggi legati ad una setta, il Sakigake, si mettono alla ricerca dell’autore del libro. Non racconto altro sappiate però che Murakami è un grande proprio nella costruzione di questi intrighi, ogni personaggio che compare diventa prima o poi protagonista e di lui ci verrà raccontato ogni cosa perché ogni cosa serve a costruire il mondo di Murakami e il nostro. Da leggere … io sto già leggendo anche il Libro 3.

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    Cat

    03/01/2017 02:38:19

    Ero indecisa se dare 2 o 3 stelle, poi ho pensato che 3 erano decisamente troppe. L'idea di base non era male, purtroppo però su questa non è stata costruita una storia che possa risultare "convincente". La storia, o meglio, come è stata scritta la storia non coinvolge. Ci sono tante, troppe ripetizioni, pagine superflue, contraddizioni (che non possono passare inosservate ad un lettore mediamente attento!). Alcune parti stonano, fanno storcere il naso perché banali, o previdibili, in ogni caso abbassano notevolmente il livello letterario dell'opera. L'impressione generale è che l'autore non abbia riletto l'opera ma che l'abbia consegnata direttamente in bozza e che così sia stata pubblicata. Ho comprato insieme a questo anche il terzo libro, ahimè, ma per ora lo lascio imballato. Forse proverò a leggerlo più in là, sperando che altri libri di murakami mi facciano tornare entusiasta come subito dopo aver letto "Norwegian Wood", ormai quattro anni fa.

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    Ugo

    03/04/2016 18:09:51

    Appena finito la triologia, mi ha stregato sin dalle prime pagine, un capolavoro...

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    And the Oscar goes to ....

    20/11/2015 11:31:54

    Lunghetto ma si fa leggere perché è scritto bene. Niente male anche la storia. Consigliato

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    Lady Effe

    06/10/2014 23:36:21

    conosco poco Murakami, oltre a 1q84 ho letto solo Norwegian Wood...e in entrambi i casi il risultato è stato lo stesso: li ho letteralmente divorati. 1q84 è stato una scoperta fantastica, mi ha appassionata fin dalle prime righe e ora che ho finito anche il terzo libro mi sento un buco nero al posto del cuore. forse è scontato citare lo strafamoso stereotipo del senso di vuoto provato alla fine di un libro (o di una serie tv, o di un videogioco, o altro), ma io mi son sentita davvero così. ho adorato questo libro, pagina dopo pagina, non riuscivo più a posarlo. la storia è abbastanza surreale, e credo che solo chi è in grado di scavare a fondo dentro questo surrealismo può trovarvi una vera perla rara. coloro che doneranno a questo libro una lettura o visione superficiale quasi sicuramente non lo apprezzeranno.

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    Clara

    28/09/2014 20:22:40

    Non so se l'autore avesse la prensunzione di ricreare Alice nel paese delle meraviglie (che tra l'altro viene citato negli ultimi capitoli) ma il risultato è una storia redicola e assurda! Siamo ben lontani sia dal fantasy che dal romanzo realistico,, i personaggi sono sciatti e il mondo parallelo che li circonda (little people, crisalide, doppia luna ecc.) è a dir poco imbarazzante. 718 pagine di nulla. Sconsigliatissimo

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    zia dahlia

    10/09/2014 11:51:37

    Semplicemente un capolavoro. Consigliatissimo.

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    GIOVANNI

    29/08/2014 12:55:13

    Francamente mi risulta difficile parlare di questo libro, perchè è difficile assimilarlo e andare a capire fino in fondo tutti i personaggi e le situazioni. E' un lavoro importante, solido e vaporoso allo stesso tempo, che parte a mille all'ora come un treno per poi stabilizzarsi via via che scorrono i personaggi. La sicaria e il ghost writer sono i due poli opposti e prima o poi finiranno per attrarsi fino a toccarsi ma non c'è fretta, meglio godersi le storie e i personaggi che l'autore ci propone nel frattempo. Non bisogna correre, Murakami ci chiede di dargli fiducia e di fidarsi di lui e quasi sempre rimaniamo soddisfatti della proposta. In questo caso ci chiede uno sforzo maggiore del solito ma alla fine Tengo e Aomame non sono più due personaggi immaginari, sono parte di noi e ce li portiamo dietro anche quando abbiamo finito di leggere.

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    Leopoldo Roman

    09/05/2014 19:05:10

    "Murakami può creare dipendenza" c'è scritto in una recensione. Chiaramente non è stato il mio caso. 722 pagine di una storia surreale mi hanno veramente estenuato. L'ho terminato deluso ponendomi una domanda: ma perchè scrittori di talento devono per forza scrivere, scrivere, scrivere? Naturalmente non leggerò il terzo libro...

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    gino

    25/04/2014 07:58:09

    Bellissimo. Attenzione però che non è una lettura facile e sempre scorrevole nel senso che si e' sempre stimolati a capire i sottintesi e le citazioni che Murakami nasconde tra la righe, infatti quasi niente del senso di questo libro e' rivelato in modo diretto.

Vedi tutte le 108 recensioni cliente
  Credo che 1Q84 debba il suo immediato ed enorme successo soprattutto alla trama, calcolata a tavolino e sdipanata con meticolosità nell'alternarsi dei capitoli, che svolgono il racconto seguendo alternativamente i due protagonisti e facendo vedere (è una tecnica già adottata da Murakami) poco per volta le ragioni del loro accostamento fino al (mancato) incontro del libro secondo e in attesa di chissà che nel terzo (previsto in italiano per l'estate). È la vittoria del puro romance sul novel, della fantasia costruttrice sulla profondità della descrizione. Non che quest'ultima manchi del tutto, ma è più precisa che penetrante, più accurata nei dettagli che ricca nella sostanza. E allora che ne è qui del Giappone? Nella straordinaria fortuna in Europa del romanzo quanto ha contato il tipico gusto occidentale per il lontano, per l'esotico, il diverso? Bisogna subito rispondere: poco. Non voglio sostenere (sarebbe esagerato) che, fino a dove è oggi leggibile in italiano, il romanzo starebbe in piedi allo stesso modo se la storia si svolgesse, invece che a Tokyo, in qualsiasi metropoli occidentale e i protagonisti fossero degli europei o dei nordamericani. Ma potrei quasi farlo. Certo, onomastica e toponomastica sono giapponesi, ma parte degli stessi cibi (non mancano quelli locali ovviamente, ma le bevande, i drink, sono quasi tutti europei o americani), gli abiti (Calvin Klein), i brand famosi (Adidas), le sigarette (Marlboro) sono occidentali e, quando sono giapponesi, sono marchi automobilistici (Toyota) che circolano ovunque. Soprattutto è occidentale buona parte dell'arredo culturale che il libro ostenta, perché i suoi personaggi sono persone di buona cultura e di non comune raffinatezza: ecco Janaček (in funzione narrativamente importante, un musicista non certo scontato nelle terre del Sol levante) e Bach, il jazz e le canzoni americane. Certo non mancano alcuni monumenti della letteratura nipponica, come il passo del grande Bodhisattva di Kaizan, che per altro il personaggio non ha voglia di leggere per il suo stile ampolloso, o i racconti medievali della storia degli Heike o del Kojiki, ma vi si citano di più Čekov o Dostoevskij o Frazer, e il racconto nel racconto, Il paese dei gatti, un testo chiave dentro il romanzo, è attribuito a un (per ora) non precisato "scrittore tedesco" degli anni trenta. Poi, naturalmente, c'è da tener conto di Orwell, la cui opera più nota (1984) è sottesa esplicitamente nel titolo di questa di Murakami. Ma, a ben vedere, sono i personaggi a essere molto occidentalizzati, anche se, forse, attendersi delle significative differenze rispetto a noi è solo effetto di un nostro distorto pregiudizio. Certo, la calma, il silenzio di cui sono capaci Tengo e Fukaeri sono tipicamente orientali. Nipponica è la correttezza dei taxisti e l'efficienza dei treni. Ma Aomame e i comprimari non si distinguono, nel look e nel resto, da tipi comuni alla società e alla narrativa occidentali: la donna emancipata e palestrata, il leader equivoco e corpulento, l'editor nevrotico, la poliziotta disinibita, l'infermiera silenziosa, i frequentatori dei bar alla moda manager in carriera e doppio petto… Persino la religione che trapela, pur essendo di tipo buddistico la setta chiave del libro, è poco connotata in senso locale, i suoi tratti sono deboli, senza riti o templi, e le fa da contraltare quella più grezza e fanatica, ma del tutto occidentale, dei Testimoni del libro, che noi chiameremmo di Geova. Soprattutto: la dimensione nipponica è, almeno fino alla fine del secondo libro, sostanzialmente d'arredamento, stilizzata in modo da essere ben visibile ma narrativamente non essenziale. Insomma; se 1Q84 dà l'impressione di essere un libro mirabilmente costruito a freddo per avvincere il lettore di mezzo mondo, anche la debolezza della localizzazione storico-culturale ovvero la sua resa in forme tipiche e convenzionali (cibi, onomastica ecc.) potrebbero essere parte del progetto volto a produrre un romanzo destinato fin da subito alla grande distribuzione globale, sia pure di qualità eccellente e quindi tutt'altro che disprezzabile, oltre che molto godibile. Vittorio Coletti

L'uccello che girava le viti del mondo. Partiamo da lì. Si pensava di aver già trovato in quelle pagine la massima complessità di riferimenti, stratificazioni di scrittura, evocazioni di immagini, tòpoi della narrativa onirica e dell'iconografia possibili per uno scrittore. Poi è arrivato Kafka sulla spiaggia che ha sparigliato nuovamente le carte della nostra logica e ricomposto l'opera sovrapponendo ancor più immagini e parole, creazione artistica e realtà e arrivando a una quasi infinita elusività del senso, messinscena della fallacia interpretativa che non casualmente omaggia Kafka. Murakami, ne eravamo certi, non poteva arrivare a un più alto risultato. Ma non avevamo ancora letto 1Q84.
È subito evidente che l'autore ha fatto un complesso, immane lavoro di riferimenti incrociati su un tema centrale "le cose sono diverse da come appaiono", dovremmo dire il tema centrale della narrativa dello scrittore giapponese. Eppure questo argomento viene continuamente sfaldato nel suo tragitto verso il senso, che non ha nulla di lineare: è invece - come sempre - labirintico, se non addirittura sospeso. Citazioni e omaggi si susseguono lungo tutto il testo. A partire, è ovvio, dall'anno in cui si ambienta la vicenda, quel 1984 di orwelliana memoria tramutato in 1Q84 sia per un'assonanza tra la lettera e il numero nella pronuncia giapponese, che per sottolineare l'ambiguità della situazione: Q è la Q del question mark, il punto interrogativo. Lungo il romanzo incrociamo anche la Storia che Murakami, a differenza di Orwell, può ricostruire nella sua interezza, pur con l'inserimento di momenti devianti. Ciò che è accaduto nel 1984 e negli anni precedenti è lì, davanti a noi, così come viene riportato, o quasi.
"Di realtà ce n'è sempre una sola" - fa dire Murakami al taxista-traghettatore, personaggio mitologico che porta la protagonista femminile Aomame (citata sempre con il suo strano cognome che significa "piselli verdi") verso la discesa nell'altro mondo. Aomame: un po' l'Alice di Carroll e un po' temibile giustiziere e spietato killer, viso d'angelo e mostruosa smorfia terrorizzante. Ogni passaggio del romanzo gira attorno a questo concetto: le cose non sono come appaiono, ma di realtà ne esiste una sola. Anche se si può mascherare la verità con una finzione, con una menzogna, è necessario ricordare che "una volta che si dice una bugia al mondo, bisogna continuare a mentire in eterno. Diventa necessario per far quadrare i conti". Anche con il passato e con i ricordi si devono quadrare i conti. I ricordi come ondate che risalgono nella mente, che interagiscono anche col fisico, che disturbano, che si vorrebbero scacciare ma che restano, che creano angoscia o rievocano piacere, ma che arrivano inaspettati e non voluti e non se ne vanno se non quando sono loro stessi a decidere di svanire. E al contempo la realtà che muta, il pensiero che non la coglie: "appena cercava di pensare qualcosa la realtà sembrava avvicinarsi per un attimo, poi subito sfuggiva".
"Nella vita le cose non scorrono scegliendo il percorso più breve". Lo scopre Tengo, protagonista maschile, giovane ghost writer incaricato di prendere in mano una bella storia mal scritta da Fukaeri (una diciassettenne misteriosa, impenetrabile, con un modo di parlare bizzarro, all'apparenza anche un po' folle), e trasformarla in un esordio da premio: Crisalide d'aria. Le vite dei due protagonisti, che scorrono parallele nell'anno 1Q84 - Aomame impegnata a giustiziare su commissione e con un sistema raffinatissimo uomini che hanno fatto violenza sulle donne, e Tengo alle prese con la riscrittura dell'inquietante romanzo mentre viene portato da Fukaeri a scoprire una surreale realtà dove esistono misteriose piccole creature - sembrano a un certo punto convergere. Ma in questo spazio-tempo labirintico che ha assunto forme contorte nulla è scontato. "Il tempo in sé dovrebbe avere una struttura uniforme ma, una volta consumato, si deforma. Un periodo breve di tempo può essere terribilmente pesante e lungo, e un altro leggero e breve. E a volte il prima e il dopo si invertono e nei casi peggiori scompaiono del tutto. Capita pure che si aggiungano cose che non dovrebbero farne parte." Ascoltando a lungo un applauso registrato al termine di un concerto Aomame ha la sensazione che non si tratti più di un applauso, ma si sia "trasformato nel rumore di una incessante tempesta di vento su Marte".
Vivendo in un 1984 che non sembra più tale, decide di chiamarlo 1Q84. "Che mi piaccia o no, adesso mi trovo in questo anno IQ84. Il I984 che conoscevo non esiste più da nessuna parte. Ora è l'anno IQ84. L'aria è cambiata, il paesaggio è cambiato. Devo adattarmi il più in fretta possibile a questo mondo con punto interrogativo."
Leggendo con passione il romanzo di Murakami, facendosi avvolgere alla storia, si ha la sensazione che non si tratti più di un semplice libro, ma che si espanda oltre le pagine verso la realtà, trasformandola, come se una seconda luna comparisse in cielo.

A cura di Wuz.it

  • Haruki Murakami Cover

    Murakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood, L'uccello che girava le Viti del Mondo, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L'elefante scomparso e altri racconti, L'arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole, Sonno, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Uomini senza donne, Prigioniero... Approfondisci
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