Traduttore: G. Rinaldi
Editore: Guanda
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 16 maggio 2003
Pagine: 169 p.
  • EAN: 9788882465971
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Descrizione
Trentuno canzoni che Nick Hornby associa a ricordi personali o che semplicemente lo hanno colpito, affascinato e accompagnato lungo tre decenni di appassionato ascolto. E visto che per Hornby il pop e il rock ricoprono un ruolo di primissimo piano, questo personalissimo viaggio musicale offre anche incursioni nella sua vita professionale e familiare, nelle sue paure e nelle sue speranze, nell'Inghilterra pre e post-thatcheriana e nell'America degli anni Settanta vista attraverso gli occhi di un adolescente inglese di allora. Ma le canzoni restano comunque al centro dell'attenzione, in un percorso originale e rigorosamente cronologico.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    cricri

    09/04/2006 22:26:25

    La mia passione per Hornby è nata con "Un ragazzo", acquistato per caso in un edicola alla stazione, prima di intraprendere un viaggio in treno. L'ho letteralmente DIVORATO in un weekend. Poi sono andata subito a caccia di "Alta Fedeltà": fantastico, l'ho riletto almeno tre volte!!! Poi "Come diventare buoni", meno esaltante dei primi due, ma comunqe apprezzabile. "Trentuno canzoni" mi è piaciuto ma non mi ha coinvolta totalmente, secondo me è perfetto per chi condivide l'amore viscerale per la musica, bisogna sentirsi un po'"Rob"... ma lo stile di Hornby mi piace comunque tantissimo, tanto che prima o poi, lo so, ci cascherò e leggerò "Febbre a 90°" pur detestando il calcio...

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    Pj harvey

    13/02/2006 15:54:29

    Questo non è un romanzo e non puo' essere paragonato con gli altri libri di Hornby . Ma questo è anche il Nick Hornby che abbiamo intuito in "Alta Fedeltà",ovvero l'appassionato,il drogato di musica. Solo "31 canzoni" che ama,descritte una ad una ovvero implicitamente qualche consiglio per gli acquisti.Per un appassionato di musica non puo' che essere un piacere andare a cercarsi le canzoni consigliate da un amico,cosi' come per il fan dell'autore scoprire qualche gusto in comune...In conclusione un libro simpatico ed originale,caratterizzato dalla solita inconfondibile ironia ("Frankie Teardrop").L'unico difetto(da lui stesso ammesso in prefazione) e' che il prezzo e' un po' esagerato per 160 pagine.

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    Rik

    23/12/2004 22:05:34

    Ho conosciuto Hornby con "febbre a 90°", fu subito amore. Poi proseguii con "alta fedeltà" seguito da "un ragazzo", libri molto belli anche se non al livello del primo. "Come diventare buoni" mi deluse molto, "31 canzoni" è illeggibile. Non ho il coraggio di leggere il prossimo...

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    chiara

    20/07/2004 15:21:56

    tenero, caldo, non un libro ma un amico che ti racconta del suo amore per la musica. tu lo ascolti. lo devi ascoltare perchè la sua narrazione genuina e spontanea non pretende altro. leggendo Hornby non ci si aspetta chi sa quale testo letterario, ma ci si aspetta Hornby. ho davvero voglia di ascoltare uno uno per uno i brani da lui citati, da ignorante completa della musica quale io sono!!!!

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    gabriele

    08/10/2003 14:11:59

    Sarà perchè la Road è anche la canzone della mia vita,sarà perchè il concetto espresso riguardo al fatto che ormai oggigiorno l'arte per far parlare di sè deve essere eccessiva e trasgressiva,sarà perchè l'umanità delle parole di Hornby è sempre straordinaria,sarà che è un bellissimo libro punto e basta.

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    Zisho

    18/09/2003 17:11:38

    31 Canzoni è il libro in cui Hornby parla di se stesso, delle sue passioni (la musica pop, il calcio) e della sua vita, cosa che non ha quasi mai fatto nei suoi libri. E' commovente il capitolo dedicato al figlio Danny, affetto da autismo, e bellissimi i commenti a Springsteen e Van Morrison. E' un libro in pieno stile Hornby, ma che può piacere o no, dipende se il lettore condivide i suoi stessi gusti musicali. Non è un romanzo, è una sua dichiarazione d'amore alla musica, e in qualche modo, alla sua vita.

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    luca

    27/08/2003 22:55:07

    per me è un ottimo libro, una ventata di freschezza nella quotidianità. In qualche modo ancora una volta Hornby mi fa trovare scritto quello che ho sempre pensato senza esserne consapevole...Gli altri libri li ho letti tutti e questo è uno dei migliori, riconciliante.

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    chrys

    20/07/2003 10:05:54

    Se avete letto come me "Alta fedeltà" seguito da "Un ragazzo", sicuramente rimarrete un pò delusi dal nuovo lavoro di Hornby...Non regge il paragone con i libri precendenti...

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    Renato

    04/06/2003 18:41:49

    Ho comprato questo libro al Salone del Libro di Torino. La sera stessa l'avevo già letto tutto. E' stato interessante. Ma non aspettatevi nulla di straordinario: ho apprezzato alcuni capitoli, altri meno. Se amate Nick Hornby, sicuramente non vi perderete questo libro. Se amate la musica rock, non pensateci due volte e leggetevi 'sto libro. Per tutti gli altri, prima di leggere questo libro, procuratevi "Alta fedeltà" o "Un ragazzo". Poi tornate qua. Eccezionali gli articoli su Bruce Springsteen e Van Morrison. Da soli valgono tutto il resto del libro.

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Noto autore di romanzi di successo, Febbre a 90°, Alta fedeltà, Un ragazzo e Come diventare buoni, Nick Hornby è oltre che un romanziere d'eccezione anche un grande appassionato di musica. Questo libro ne è la dimostrazione. Lo scrittore inglese propone infatti ai lettori una lunga chiaccherata che ha per tema la musica pop e rock. Il dialogo si compone di 31 tappe: ognuna corrisponde a una canzone che ha lasciato il segno nella sua vita. Accade così che certi pezzi siano il corrispettivo perfetto di idee ed emozioni, altri rievochino ricordi o aneddoti divertenti, altri ancora richiamino alla mente amori finiti o appena sbocciati e persino finali di calcio (altra grande passione di Hornby). Pagina dopo pagina, canzone dopo canzone, prende forma sulla carta la colonna sonora di una vita. Ne fanno parte Thuander Road di Bruce Springsteen, «che dice esattamente come mi sento e chi sono»; One Man Guy di Rufus Wainwright, in cui «si può sentire Dio» perché «in alcuni momenti musicali da brividi lungo la schiena diventa difficile rimanere dei razionalisti»; Smoke di Ben Folds «che parla della morte lenta di una relazione di copia» ; Caravan di Van Morrison «che sarebbe degna di accompagnare i titoli di coda del più bel film che abbia mai visto nella mia vita; e allora di sicuro, per estensione, significa che potrebbe essere suonata al mio funerale» e molte altre ancora. Hornby ci parla delle ragioni che l'hanno fatto innamorare di questi pezzi; li legge nel contesto musicale in cui sono nati e si sono imposti; ce li racconta con la passione, lo sguardo acuto e l'ironia che caratterizzano la prosa brillante dei suoi romanzi. Il risultato è un libro che si legge piacevolmente come un romanzo, che piacerà non solo agli appassionati di musica.