Traduttore: L. Rodinò, F. Noto
Editore: Newton Compton
Anno edizione: 2017
Pagine: 571 p., Rilegato
  • EAN: 9788822706256

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Narrativa di guerra e combattimento - Narrativa ambientata durante le guerre napoleoniche

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    Alessandro

    14/10/2017 18:32:20

    Ottimo. Mi è piaciuto ancora di più dei primi due. Con grande abilità Scarrow ricrea l’Europa delle Guerre Napoleoniche. Narra gli eventi in modo appassionante e mai noioso. La sua è un’ottima ricostruzione storica e non concordo con chi afferma che Scarrow manchi d’imparzialità, in realtà in questo terzo libro compare il vero volto di Napoleone. Certo delle incongruenze con la realtà storica ci sono. Primo di tutto il rapporto tra Napoleone è il fratello Luciano era molto più difficile di quanto non sia nel libro. Luisa di Prussia supplicò Napoleone di essere clemente verso il suo regno ma non si offrì a lui, quella era una diceria messa in giro dallo stesso Bonaparte per infangare il suo nome. E suo fratello Giuseppe non era ben voluto nel Regno di Napoli, anzi la maggioranza della popolazione, molto legata ai suoi sovrani, lo disprezzava e i disordini erano all’ordine del giorno; non per niente Napoleone lo sostituirà con un militare esperto come Murat. Di fatto il governo napoleonico non era ben visto neanche in Polonia, nord Italia e Germania, perfino in Francia cominciava a diffondersi un certo malcontento. L’unica cosa che manteneva stabili i suoi domini erano la sua fama di generale imbattuto e le dimensioni della sua armata. Entrambi divorati dalla Russia. Purtroppo per buona parte del libro il ruolo di Arthur appare più marginale, meno fondamentale. Non è però colpa dell’autore, semplicemente il futuro duca di Wellington in quegli anni ebbe meno opportunità dell’usurpatore corso. Comunque i suoi capitoli continuano ad essere i miei preferiti, non vedo l’ora di leggere delle sue imprese in Spagna. Comunque, tanto per commentare una delle affermazioni dello stesso Arthur, visto che lo Zar Alessandro I aveva ricevuto una ferrea educazione militare e Napoleone ha sconfitto anche generali professionisti mi sembra avvento affermare che i sovrani non dovrebbero guidare i loro eserciti. Infine non è affatto vero che gli Asburgo governavano con il pugno di ferro

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