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Mauro Covacich

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2011
Pagine: 337 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806200183
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Recensioni dei clienti

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    clara lunardelli

    22/05/2013 10.37.35

    Non ho amato questo libro. Troppo compiacimento autoriale. Eppure correvo ad ogni pagina. Riproverò l'esperienza di leggere qualche altro libro di Covacich, ma con molte riserve.

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    paolo

    18/10/2012 20.52.54

    L'autore sa il fatto suo. Perfino troppo. La scrittura è controllatissima, arguta, spiritosa ma con moderazione, drammatica quanto basta. Nessuna parola sprecata, nessun cedimento ad una leggerezza che possa puzzare, anche vagamente, di distrazione o peggio di sbracatura. In questa coppia di racconti lunghi in cui a due temi fondamentali, il significato del mestiere di scrittore e l'eutanasia, se ne accodano com è giusto una serie di secondari (l'inganno, il sesso, la nostalgia del tempo passato etc.) Cavacich ci mostra di saper disinvoltamente parlare di lettere classiche (Virgilio), di musica pop-colta (Brien Eno), di scienze navali, di neurologia, di musica classica, d'arte figurativa, e via citando. I temi sono importanti e spesso l'autore sa andare a fondo, ma tutto suona troppo ricercato, troppo voluto, il sospetto di esibizione intellettuale è, a più riprese, molto forte. Modesto consiglio agli autori italiani: rileggetevi Natalia Ginzburg.

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    ant

    09/01/2012 20.49.36

    Di primo impatto può sembrare un libro diviso in due parti ben distinte, ma non è così c'è un personaggio che lega benissimo le due sezioni del testo e si chiama Angela. La trama: si parte da Bari x una crociera su una nave scuola della GDF e si risale l'Adriatico per scopi educativi e sociali, l'io narrante è lo stesso scrittore che interpreta se stesso. La sorpresa sta nel fatto che al romanziere appare come d'incanto nella sua cabina una ragazza di colore, Angela, con cui intesse un fitto scambio di pensiero..e non solo. Ad ogni tappa della crociera Covacich abbina con maestria considerazioni sia di carattere privato e della sua famiglia, che soprattutto digressioni riguardanti l'ex Jugoslavia, affrontando con sagacia e preparzione temi di natura geografica,storica,economica,sociale,culturale e tanti altri ancora dell'area slava; molto bella questa parte la segnalo con convinzione. Libro diviso in due dicevo sì perché una volta giunta la nave a Trieste ,Covacich fa proseguire il romanzo a ..Roma. Ed ecco che ad essere protagonista assoluta è Angela, la stessa della prima parte, questa volta però in veste di infermiera che corre al capezzale di malati terminali e.... Chi leggerà il libro, si accorgerà che i discorsi di cui parlavo, relativi alla prima parte del libro, e gli spunti e le considerazioni e i dialoghi cardine della seconda parte, alla fin della fiera riconducono tutto ad un essenziale e particolare voglia dello scrittore di far emergere, attraverso queste pagine, l'incapacità di tutti noi nel saper e poter affrontare la sofferenza umana e come antidoto salvifico viene esaltata la memoria. Bel libro più facile da leggere che da spiegare

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    Raffaele

    21/05/2011 09.43.20

    Un buon libro del quale ho apprezzato molto gli argomenti trattati e, soprattutto, lo stile narrativo dell'Autore del quale non conoscevo ancora le opere. Tuttavia, andando avanti con la lettura, la sensazione non proprio stimolante che mi fosse sfuggito qualcosa aumentava fino a divenire consapevolezza una volta terminato il primo racconto che, come poi verificato, ha evidenti legami con i precedenti scritti dell'Autore che, secondo me, non consentono una piena comprensione. Il secondo racconto è veramente molto bello ed interessante, fatta eccezione per le scene più intime, a mio parere maldescritte, la cui presenza appare forzata.

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    Laura

    18/04/2011 21.56.11

    Questo libro è stata un'esperienza entusiasmante. Non sono stupita. E' sempre accaduto, con ogni libro dell'autore. Mauro Covacich è il più bravo. Quest'ultimo capolavoro è diviso in due parti. Due piccoli tesori. Due volte grazie.

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