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A rischio

Patricia D. Cornwell

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Traduttore: Annamaria Biavasco
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2006
Pagine: 201 p., Rilegato
  • EAN: 9788804561743
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Gaia la libraia

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Per il detective Winston Garano quella chiamata è una vera sorpresa. Sta frequentando un corso di specializzazione alla National Forensic Academy quando il procuratore distrettuale, l'affascinante Monique Lamont, lo convoca d'urgenza per uno strano incarico. Deve indagare su un omicidio avvenuto vent'anni prima nel Tennessee di cui non è mai stato scoperto il colpevole. Tutto ruota intorno a un nuovo progetto investigativo, "A rischio", che utilizza le tecniche più recenti di trattamento del DNA a scopi di indagine criminale. Ma nella mente del detective Garano qualcosa non quadra: perché è stato scelto proprio lui? Perché indagare su un omicidio avvenuto in un altro Stato e per di più così lontano nel tempo? È noto che Monique Lamont mira al posto di governatore del Massachusetts, ma come può la soluzione di questo caso favorire le sue aspirazioni politiche? Quello che all'apparenza sembrava solo un vecchio caso da risolvere sfruttando le moderne tecnologie scientifiche, si rivela un mostro dalle molte teste, una complessa trama di poteri, dai risvolti inimmaginabili, in cui il detective Garano, e non solo lui, rischia di rimanere tragicamente coinvolto.
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    achi53

    14/03/2014 11:00:09

    Sono pienamente d'accordo con tutte le recensioni precedenti. Uno dei romanzi (sic !!) più brutti che ho letto negli ultimi 20 anni. Patricia Cornwell non ha raschiato il fondo del barile è andata sottoterra. Non leggerò più un libro di questa ormai pseudo scrittrice.

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    Federicas

    17/01/2013 20:31:06

    Peccato non sia possibile una votazione negativa, non mi piace stroncare cosi un libro ma questo non e' brutto e' peggio e quando sono arrivata all'ultima pagina ho tirato un sospiro di sollievo per averlo finito.

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    Elisa da Torino

    11/11/2008 20:25:50

    Mi associo ai lettori che non riconoscono la Corwell tra le righe del romanzo! Non sono neppure riuscita a terminarlo... Scarno così tanto da semprare povero, inconsistente e privo di tensione. E in personaggi non ispirano neppure un briciolo di simpatia!

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    uber

    11/02/2008 12:08:14

    Non posso credere che il libro sia stato scritto dalla Cornwell. Una grande delusione e una vera schifezza. Nè carne nè pesce, un mini racconto per bambini....

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    Federicoclizia

    18/07/2007 11:50:29

    Concordo col giudizio degli altri, uno dei libri più stupidi che abbia mai letto, ormai quest'autrice ha finito, scrive solo per fare soldi.

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    caterina

    04/06/2007 18:15:16

    BANALE! Il finale è inesistente. Una grande delusione.

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    claudina

    22/05/2007 14:24:24

    che peccato! ho letto tutto quello che Patricia ha scritto riguardo a Scarpetta e anche il suo libro sullo Squartatore (lasciando proprio perdere gli altri)ma questo supera in bruttura tutto il resto! i personaggi di questo romanzo non fanno NIENTE dall'inizio alla fine (la sola persona che svolge le indagini non viene nemmeno menzionata alla fine)... mah....

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    Flavia

    16/03/2007 18:38:14

    E' stata la piu' grande delusione del secolo! Sono convinta che non puo' averlo scritto lei! Non ci sono colpi di scena, non c'è assolutamente niente di interessante e d avvincente...è degno di finire nel camino!!! :-(

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    franca on ofri

    12/02/2007 23:15:53

    dopo i primi libri,mi ero decisamente disaffezionata sia alla scrittrice che ai suoi insopportabili personaggi....poi ecco mi sono detta :"aria nuova"!!!!Poveraccia me,questo libercolo,che sono certa non essere stato scritto dalla firmataria,non solo ha peggiorato il mio concetto sulla scrittrice,ma mi ha anche profondamente irritato...perchè è il nulla ,il nulla assoluto.Non c'è trama,non ci sono personaggi,non c'è tensione,uffa se non costasse tanto,mi sarei anche fatta una risataccia.Ma perchè l'editoria deve dare sempre il peggio di sè a noi poveri e agguerriti lettori.Già avevo depennato l'autrice dai miei acquisti,facciamolo tutti e che ci sia un crollo verticale delle vendite.'sta gente non deve più toglierci un centesimo!!!!Il voto è 0 spaccato(ed è già tanto che mi spreco a recensire il niente).voi metterete 1,ma mentite ripeto:0.

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    giada

    25/01/2007 13:19:23

    non mi è piaciuto per niente perchè non è avvincente e non ha un finale che schifo di libro!!!

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    Silvia

    14/01/2007 16:37:16

    Sono rimasta molto perplessa dalla lettura di A Rischio, ma ho imputato questo sentimento al fatto che lo avessi letto in Inglese e ho pensato che mi fosse sfuggito qualcosa. In realtà, confrontandomi con le opinioni degli altri lettori, temo che sia proprio riuscito male. Tuttavia resto fedele alla Cornwell sempre nella speranza che rinsavisca!

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    timidy79

    11/01/2007 14:37:09

    Letto in poche ore, non perchè la trama fosse entusiasmante, ma per la grandezza del carattere e l'eccessivo margine bianco. Il mio primo commento è stato: che spreco di carta, per fortuna non l'ho comprato. Onestamente non mi aspettavo niente da questo libro, ma arrivata alla fine mi sono seriamente stupita di come questa pseudo-storia sia stata pubblicata. Trama molle, continui salti di scene, suspance inesistente. Forza Cornwell ritrova la tua musa ispiratrice oppure cambia lavoro

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    Linda

    19/12/2006 11:55:39

    X Luigi Forse perchè ogni volta speriamo nel miracolo??? Che finalmente Patricia sia uscita dal suo periodo "no" e ci regali ancora qualcosa di bello???

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    luigi

    14/12/2006 10:04:39

    vorrei rivolgere una domanda ai recensori di questo libro:"sono anni ormai che puntualmente stroncate questa scrittrice,reclamando un ritorno alle origini a cui nemmeno voi ormai ci credete più,eppure ad ogni nuova pubblicazione vi affrettate a comprare i libri della Cornwell mandandoli ai primi posti della classifica.Ecco,volevo chiedervi a cosa è dovuta questa forte contraddizione,grazie"

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    claudia

    12/12/2006 18:14:21

    ORRIBILE DAVVERO! La storia finisce ancora prima di iniziare, non si riesce a seguire il filo della narrazione, gli avvenimenti non sono spiegati, i personaggi non sono dfiniti,l'epilogo poi arriva di colpo e senza essere preparato. Il nome della Cornwell non è più garanzia di qualità già da qualche anno, basta pubblicare questa roba!

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    anna

    30/11/2006 13:02:38

    Il nulla totale. Peccato, si è persa nel niente. Anch'io sono rimasta colpita dal carattere "enorme" e dall'impaginazione "comoda". Per fortuna che mi è stato regalato e non l'ho comprato. Con questo chiudo con la Cornwell che da Calliphora in poi ha ceduto la penna a qualcuno. Forse un giorno ci dirà a chi!!!!

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    gennaro lepre

    25/11/2006 15:39:15

    sono un fan accanito della cornwell, ma questa volta sono rimasto un po' deluso.sembra proprio che ormai la scrittrice abbia esaurito la sua vena letteraria. se proprio voleva inventarsi una nuova "linea" poteva anche uscirsene con uno spin-off, scusate il gergo televisivo, su qualche personaggio della saga di kay scarpetta che so sua nipote lucy, ma questo romanzo esula così tanto dalla sua linea che sembra proprio non scritto da lei. speriamo bene per la prossima volta..........

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    luciana

    18/11/2006 14:05:22

    l'unica cosa che salvo di questo libro è la caratteristica di Garano di acquistare abiti e accessori usati. forse anche sua nonna che può rivelare intriganti aspetti futuri. Sta per iniziare un'altra saga? meglio aspettare a bocciare il libro, sicuramente fra quelli che non vede come protagonista Key è quello che mi è piaciuto di più.

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    moni29

    13/11/2006 15:24:55

    mi associo pienamente ai commenti negativi già inseriti. L'ho finito solo perchè mi dispiaceva averlo pagato così tanto! La dimensione del carattere è veramente un'offesa al lettore serio. Ovviamente ho letto già tutto della Cornwell in precedenza e già gli ultimi erano mediocri ma questo! ....forse non è suo.....

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    catia

    03/11/2006 18:17:06

    ho sempre aspettato con ansia i suoi libri e li ho letti avidamente tutti ..o quasi. Che delusione : sono già tre le uscite di Patricia che non mi trasmettono più niente. Anzi con l'ultimo non vedevo l'ora che finisse. Peccato, mi piaceva il genere e anche se la Reichs si avvicina, non mi fa sentire "Scarpetta".

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    antonella alessi

    30/10/2006 13:26:44

    nom mi è piaciuto, non ho finito di leggerlo e non vale i 18 euro spesi. che delusione!!!!!!!

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    Silvia

    25/10/2006 15:06:48

    Una delusione totale. Sono una fan accanita di Patricia Cornwell e aspetto sempre con ansia l'uscita di un suo nuovo romanzo. Negli ultimi tempi, però, non posso fare a meno di notare che le trame sono sempre meno curate e le ambientazioni "tirate via". Questo libro è in assoluto il peggiore che abbia letto della scrittrice e uno dei peggiori che abbia letto in assoluto.

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    Keichix

    21/10/2006 01:45:43

    Pessimo rapporto quantità/prezzo. Quando l'ho aperto e ho visto la dimesione del carattere, della spaziatura, ho provato un senso di schifo, visto il prezzo. Per il resto, non male, finale un po' chiuso in fretta.

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    rosa

    20/10/2006 23:21:13

    QUESTO ULTIMO LIBRO E' DAVVERO MEDIOCRE E FORSE E' VERO CHE NON E' STATO SCRITTO DA LEI ....PECCATO, SE NON HA PIù NIENTE DA DIRE SI METTA A FARE LA CASALINGA.....

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    FRANCESCA

    20/10/2006 16:47:44

    Mah, appena ho visto la publicità in libreria dell'ultimo libro dela Corwell l'ho subito comprato (anche se la protagonista non era la mia detective preferita Scarpetta...) e giustamente ho subito una solenne deluzione... Trama inconsistente, e a tratti addirittura noiosa!

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    anna310879

    17/10/2006 12:52:30

    Che cosa posso dire... onestamente patricia ha detto tutto e di più in 'punto d'origine'. Basta. Perfino 'cadavere non identificato' e 'l'ultimo distretto' sono incomparabili con i precedenti, tutti i suoi libri successivi a P.O. sono buttati là, come a dire che non sa come far andare avanti le trame. Troppe cose in sospeso, troppi collegamenti assurdi, senza senso, troppa disperazione patetica... patty, non riesci più a costruire una trama vera? Peccato, eri tu ad avermi appassionato a questo mondo; purtroppo 'la fabbrica dei morti' e 'il cimitero dei senza nome' non ci saranno più, a quanto vedo...

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    piero garuti

    08/10/2006 11:49:12

    Più che un romanzo mi sembra una lettera di presentazione di un nuovo potenziale personaggio. Mi pare che la Cornwell ormai abbia poco da dire e che viva di rendita

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    sandro

    07/10/2006 18:12:56

    meglio di predatore e la traccia, si legge meglio, ma non sono riuscito a capire cosa è successo ai vari personaggi poco abbozzati per nulla descritti ... la trama credo inesistente e confusa

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    Milly

    03/10/2006 16:51:11

    Ma voi credete veramente che questo libro lo abbia scritto Patricia? Bene che vada sarà una novella fatta scrivere come "compito a casa" a uno degli studenti del primo anno della facoltà di letteratura che fanno lo stage gratis da Lei! Manca la trama, manca la suspance, manca l'intreccio, manca l'intrigo, manca lo studio approfondito a monte che contraddistinguono i lavori di Patricia! E' troppo superficiale, all'acqua di rose insomma! Credetemi: E' impossibile che lo abbia scritto Lei! Forse quando aveva 10 anni...

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    Melly

    29/09/2006 16:15:41

    Persino io avrei potuto scrivere un libro migliore di questo...Non c'è niente da fare...purtroppo ripenso all'epoca di postmortem con una desolata nostalgia! Spero che Patricia abbia in mente un seguito mozzafiato,la speranza è sempre l'ultima a morire,perchè da come è finito mi è rimasto un'amaro in bocca che una tonnellata di pasticcini non riuscirebbe a placare....Miss Cornwell ma li scrive veramente lei questi libri?

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  • Patricia D. Cornwell Cover

    Scrittrice statunitense, discende dall'autrice de La Capanna dello Zio Tom. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l'ufficio di medicina legale della Virginia. È tra i fondatori dell'Istituto di scienze e medicina forense della Virginia e Senior Fellow dell'International Crime Scene Academy del John Jay College of Criminal Justice, nonché membro del McLean Hospital's National Council, dove è un sostenitrice della ricerca psichiatrica.Ha esordito nella narrativa nel 1990 con il romanzo Postmortem (in Italia nel 1995), l'unico romanzo ad aver vinto nello stesso anno i premi Edgar, Creasey, Anthony, Macavity e il Prix du Roman d'Aventure. Il successo, raggiunto a livello mondiale con Oggetti di reato (1993), è andato crescendo... Approfondisci
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