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Catalogo di mostra, Marlborough Gallery, New York novembre 1973. Scritto di A.M. Hammacher. Con 69 tavole in bianco e nero e 2 foto dell'artista. Catalogo delle 69 opere esposte e cronologia. Lingua inglese 8vo. pp. 70. . Molto buono (Very Good). . . . Scultore lituano naturalizzato francese studiò a Parigi, dove fece propri i principi del cubismo e sviluppò innovativi esperimenti sulle forme astratte; succesivamente il suo stile assunse toni più dinamici, manifestando tendenze surrealiste.Dopo aver studiato ingegneria a Vilnius, nel 1909 si trasferì a Parigi dove, attraverso la frequentazione dell'École des beaux-arts e dell'Académie Julian e con assidue visite al Louvre, acquistò una solida formazione classica; fu anche in contatto con la fervente comunità artistica parigina e in particolare con alcune delle personalità più significative dell'epoca, tra cui P. Picasso, J. Gris, A. Modigliani. Durante la Seconda guerra mondiale, con l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, Lipchitz, di famiglia ebrea, lasciò il paese per trasferirsi gli Stati Uniti (1941). Ritornato in Europa nel 1963, trascorse lunghi periodi anche in Italia. Nel 1913 l'incontro con P. Picasso e J. Gris e la scoperta dell'arte primitiva lo portarono gradualmente a una stilizzazione formale, a un'adesione alla poetica cubista che ebbe gli esiti più interessanti nella ricerca decisamente astratta delle ''figure smontabili'', nelle strutture architetturali e, intorno al 1925, nei ''trasparenti'' (sottili strisce di metallo, fuse da prototipi di cartone tagliato e piegato, definiscono, con gli spazî vuoti, i volumi). In seguito forme più fluide e arrotondate, un'intensa drammaticità e un simbolismo di sapore surrealista caratterizzano, anche dopo il suo trasferimento a New York, le sue creazioni (da Treccani.it)
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